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LA GHENGA: La Ghenga

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LA GHENGA: La Ghenga

Solitamente non riesco mai a recensire i demo che mi arrivano, purtroppo le official released già mi danno sufficiente lavoro ed il tempo a mia disposizione ahimè è poco. Questo non vuol dire però che io non li senta, anzi mi piace sempre sentire le giovani band che si avvicinano a questa musica e mi sembra soprattutto un atto dovuto nei loro confronti. Il più delle volte poi se il demo mi piace scrivo due righe direttamente alla band per complimentarmi e spronarli ad andare avanti per questa strada.

Questa volta però ho sentito il bisogno di recensire questo demo. Più che un demo potrebbe essere benissimo un vecchio 7 pollici che la macchina del tempo mi ha portato indietro dagli splendidi e intensi anni ’60 della musica Jamaicana. La Ghenga è una giovane band di Pisa che suona dal 2000 e che purtroppo non è ancora riuscita a trovare il giusto riconoscimento di pubblico e critica che secondo me meriterebbero.

Il demo si apre con “Jamaica Farewell” che, se la mia scarsa memoria non mi tradisce, dovrebbe essere un pezzo degli Skatalites (o di Desmond Decker). Alla voce vi è una ragazza Elisa che come una sirena riesce a rapirti e trasportarti in un vecchio fumoso bar di Kingston. La band propone uno ska / rocksteady che fa rapide incursioni nella musica che potremmo definire cugina (o sorella maggiore), il Jazz. Il tutto proposto con incredibile eleganza e maestria.

Dotati di una ottima tecnica e soprattutto di una spiccata personalità nel riproporre brani celebri, non cadono nel mero esercizio di copiatura ma fanno vivere le note del pentagramma e riescono a regalare le medesime emozioni che avevano coloro che oltre quaranta anni fà ascoltavano per primi questa musica.

Lo spirito da buoni toscanacci la band lo fa saltare fuori nella ghost-track in cui, con una simpatica piccola “caduta di stile”, deridono i loro cugini livornesi anche se sinceramente difficilmente arriverete a sentirla visto che la voglia di risentire l’album da capo vi prenderà allo scadere dell’ultima nota di “The sidewinder”.

Auguro alla band di trovare al più presto una label che sappia farli crescere e permettergli di emozionare platee di tutto il mondo. Spero che questa recensione in qualche modo posso aiutarli e vi consiglio vivamente di andare sul loro sito a scaricare qualche brano. Credetemi ne vale veramente la pena, una band come ormai ce ne sono poche in Italia (e nel resto del mondo!)
Voto: 9 (Giurereste di sentire gli Skatalites agli strumenti!)
Tracklist
1. Jamaica Farewell2. Like duke3. Il mare4. The sidewinder LA GHENGA


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