LAG WAGON

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…”La temperatura all’interno della sala, ormai colma al limite, è quindi già alta (e diverrà a breve quasi insostenibile)”…

 

LAGWAGON + CATTIVE ABITUDINI @ Rock Planet (Pinarella di Cervia) 10-07-08

 

Il sole è ancora alto sulla riviera adriatica quando, dopo una fugace deviazione al mare, raggiungiamo il FLAME  (negozio di skate/surf) in quel di Cervia.

Sono infatti circa le 19:00 quando JOEY CAPE, accompagnato da Flip e Leon, compare sul palchetto allestito dai ragazzi della LOSER (marchio che ha sponsorizzato l’evento pomeridiano) munito di chitarra acustica e occhiali da sole.

Mostra subito di sentirsi a suo agio di fronte alla cinquantina di ragazzi accorsi a Cervia e senza timore apre la sua breve ma intensa performance con “Whipping boy” seguita a ruota da “Not A Dull Moment” (dei Bad Astronaut), “Lullaby”  (personalmente la più toccante e riuscita) e  “The Chemist”.

 

Conclude il suo “triste” (così viene da lui stesso definito) set con “Angry Days” e “May 16”, per le quali cede la chitarra acustica ai fedeli scudieri Leon e Flip, che fino a quel momento avevano osservato divertiti l’esibizione del loro frontman, che il prossimo ottobre pubblicherà il suo esordio solista per Bad Taste Records.

 

I tre concedono poi mezz’oretta del loro tempo al pubblico per firmare autografi e per le solite foto di rito.

 

Così verso le 21:00, giusto il tempo per saziarsi con un immancabile piadina, è arrivato il momento di trasferirsi da Cervia a Pinarella, destinazione ROCK PLANET.

 

Le porte del locale si aprono magicamente verso le 21:45 e pochi minuti dopo le CATTIVE ABITUDINI sono già sul palco, pronti a divertire i presenti con i brani tratti dai loro due album, “Il meglio del peggio” e “Attenzione: Cattive Abitudini”.

 

Mezz’ora abbondante di onesto punk-rock all’italiana eseguito egregiamente dai trevigiani che certo non sono sconosciuti da queste parti, come dimostra l’energica risposta del pubblico a brani quali “Catene”, “Coffi Sciop”, “Magico” e “Viva la sincerità”.

 

La temperatura all’interno della sala, ormai colma al limite, è quindi già alta (e diverrà a breve quasi insostenibile) quando verso le 23:15 i cinque ragazzi di Santa Barbara salgono sul palco e senza troppa esitazione partono a mille con “Island of  Shame”, “Making friends” e “Violins”.

 

Qualche problema tecnico (vedi microfoni malfunzionanti e corde rotte) non incide sull’intensità dello show dei Lagwagon, che visibilmente accaldati propongono gran parte dei cavalli di battaglia della loro carriera, un giusto mix tra brani datati come “Razor Burn”, “Dis’chords”, “Lamens terms” e “Angry Days” ed i singoli “Never stop” e “Heartbreaking music” tratti dagli ultimi due album “Blaze” e “Resolve”.

 

 

C’è anche tempo per presentare un brano (“Errands”) tratto dal prossimo EP intitolato “I think my older brother use to listen to Lagwagon”, in uscita il prossimo 19 agosto, che non sembra lasciar spazio a rivoluzioni in casa Caper e soci.

 

Quando le note di “May 16”, dopo un ora tirata di HC melodico made in California, echeggiano nel ROCK PLANET,  è chiaro che la fine dello show si avvicina; infatti dopo una brevissima pausa (giusto il tempo di prendere una boccata d’aria fresca) l’introduzione di basso di “Mr Coffee” fa da apripista agli ultimi dieci minuti del concerto; Joey, Flip, Jesse, Leon e Dave (apparso in grande forma dietro alle pelli della sua batteria) salutano infine il Rock Planet sulle note della famosissima “Alien 8”, lasciando un pubblico estremamente sudato  ma visibilmente soddisfatto.

 

Un aspetto negativo della serata? Notare come l’età media dei partecipanti sia più vicina ai trenta piuttosto che ai venti… Segno forse che le nuove generazioni, troppo canonizzate dai media televisivi, siamo ormai lontane da questo genere di musica in cui la passione è ancora un aspetto fondamentale?!

 


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