LAG WAGON

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In un’intervista a 360° siamo andati a sentire come se la passano i Lagwagon in attesa delle imminenti elezioni americane.

 

Il loro ultimo Ep non passerà di sicuro alla storia come la loro migliore produzione, nonostante questo non perdono la loro classica simpatia e irriverenza.

Ciao Jesse, è un piacere risentirti. Ho letto che siete in un megatour con Mxpx, Only Crime e Tat, come sta andando?!

Jesse: E’ tutto fantastico! Abbiamo appena finito la parte canadese del tour e ora stiamo iniziando le date negli Usa. I Tat sono una fantastica band e veramente ottime persone. Questo tour è molto bello perché tra tutte le band c’è una sincera e vera amicizia. Ci stiamo divertendo tantissimo.

 

Avete da poco inciso un Ep intitolato “I think your older brother used to listen to Lagwagon”. Quando ci siamo sentiti per il “Live in a dive” mi dicesti che forse al posto di Blaze sarebbe stato meglio incidere un Ep perché su alcune canzoni non eravate convinti. Questa volta per prevenire la cosa vi siete dirottati su di un Ep?!

Jesse: No questa volta eravamo semplicemente pigri e volevano andare in tour al più presto (ride)

 

In “Resolve” avete mostrato il vostro lato più dark. “Resolve” fu un album scritto in poche settimane dopo la morte di Derrick Plourde, ex batterista dei Lagwagon e vostro amico. Come è nato invece questo Ep?!

Jesse: Penso che “Resolve” sia stato più un album scritto per noi stessi che per essere pubblicato. Lo abbiamo pubblicato per condividere quelle emozioni con i nostri fan. Ogni album riflette un momento particolare della band, cerchiamo sempre e solo di dare sfogo alle nostre emozioni. Ogni volta che entriamo in studio cerchiamo solo di creare qualcosa che ci rappresenti, nel bene e nel male.

 

Il titolo “I think my older brother used to listen to Lagwagon significa che le nuove generazioni non sono capaci di capire la vostra musica?!

Jesse: il titolo è solo una frase che ormai ci sentiamo dire ogni giorno ovunque andiamo. Negli Usa siamo degli emeriti sconosciuti al di fuori della scena Punk. Anche nella scena punk per alcune frange siamo degli sconosciuti. Dopo aver sentito questa frase per la 100 millionesima volta abbiamo deciso di usarla come titolo. Abbiamo scoperto che in America tutti quanti hanno un fratello che ascoltava i Lagwagon. Le sorelle non so invece cosa ascoltano (ride).

 

Alcuni lettori sul forum di Punkadeka hanno scritto che siete diventati come I Rolling Stones e che ormai producete nuovo materiale solo per poter andare in tour. Cosa rispondi a questi ragazzi?!

Jesse: Cavolo grazie del complimento! Se mi avessero detto che un giorno sarei stato paragonato ai Rolling Stones non ci avrei mai creduto (ride). Diciamo che c’è una percentuale di verità, produciamo musica per divertirci e noi ci divertiamo in tour. Non siamo stati mai una band che ha mandato forti messaggi sociali o politici, non perché ci disinteressiamo ma semplicemente perché non ce lo sentiamo. Ognuno di noi poi ha la sua coscienza.

 

Vi ho visto la prima volta quando avevo 17 anni. Di solito ora quando vado ai concerti Punk sono sempre uno dei più anziani. Quando vengo ai vostri concerti o a quelli di Bad Religion o Pennywise invece ritrovo i miei coetanei. Come te lo spieghi questo?! Come mai non riuscite a catturare i nuovi punk rocker?!

Jesse: I trend nella musica sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Molti ragazzi pensano che non è “cool” ascoltare le band dei propri fratelli, o a volte dei propri genitori addirittura. Poi diciamocelo francamente, non siamo più i figaccioni di un tempo, ora le ragazzine guardano i bimbi più giovani (ride).

Se dovessi suggerire un album ad un ragazzo che non vi ha mai ascoltato quale sceglieresti?! Io ti direi “Let’s talk about feelings” perché trovo rappresenti al meglio la vostra carriera.

Jesse: Io direi il Live che prende da tutti gli album invece (ride). A parte gli scherzi, ti direi “Double plaidinum”, ma semplicemente per una questione di affetto personale.

 

Sono passati tanti anni dal vostro primo tour. Qualcuno di voi ora ha famiglia come te. Hai mai pensato di ridurre i tour per essere più presente nella vita di tua moglie o dei tuoi figli?! Che emozioni hai ora prima di partire per un lungo tour?! Vi emoziona ancora partire per un tour?!

Jesse: Stare lontano dalla famiglia per tanto tempo è la parte dura di questo lavoro. Molte cose della mia famiglia purtroppo me le sono dovute perdere e questo è un grosso rimpianto. Proprio per questo come noti non siamo in tour costantemente come prima. Sinceramente ora i tour sono diventati routine, non c’è più l’emozione di partire per l’ignoto delle prima volte. L’emozione invece di quell’ora e mezza che passiamo sul palco non è assolutamente cambiata, soprattutto grazie ai ragazzi che ci vengono a vedere che ci danno una carica incredibile.

 

Adesso mi voglio togliere qualche curiosità e ti faccio un pò di domande secche. Quale è la migliore canzone dei Lagwagon?!

Jesse: Eat your words. Non la abbiamo suonata ma è la mia preferita perchè è differente da qualsiasi altra canzone dei Lagwagon.

Il miglior album dei Lagwagon invece?!

Jesse: Come ti ho detto “Double Plaidinum”, non perché sia il migliore ma perché è quello a cui sono piu legato.

L’album che invece ami di più per altre ragioni?!

Jesse: Ti direi Let’s talk about leftovers. Essendo un mix scomposto e assurdo di canzoni scritte in tanti anni non ha una sua linearità e forse proprio per questo lo apprezzo.

 

Il miglior posto al mondo per suonare Punk Rock?!

Jesse: Ovunque vi sia una piccola, calda stanza con un piccolo palco e tante persone stipate che si vogliono divertire.

La cosa più assurda che vi è mai capitata in tour?!

Jesse: Essere scortati dalla polizia con le sirene in un club in Belgio perché l’aereo aveva ritardato 6 ore dalla Grecia. Non so se la polizia americana lo avrebbe fatto (ride).

 

Prima di concludere e salutarti voglio farti una domanda sulle prossime elezioni americane. Dando per scontato che voterai Obama, pensi che lui potrà portare un reale cambiamento al mondo?!

Jesse: Se ci riuscirà non lo so, di sicuro lo spero. Sono fondamentalmente un cinico e per questo non ho grosse aspettative. Sono stato deluso spesso in passato e ho perso un po’ di fiducia. Speriamo che Obama vinca certamente. Di sicuro un cambiamento ci sarà, fare peggio di Bush è quasi impossibile. Il problema anche questa volta non sarà Obama, è il sistema America che non permette grandi cambiamenti per nessuno. Se non dovesse vincere spero che Mc Cain voglia davvero fare qualcosa per gli Usa e per il mondo intero, senza pensare ai propri interessi come ha fatto questa amministrazione. Obama penso darà una grande mano all’immagine del nostro paese, Bush ha sempre pensato di essere il padrone del mondo e ha fatto si che noi americani siamo diventati uno dei popoli più odiati.

 


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