LATTE+: “Punk Rock 20” (Interview)

LATTE+: “Punk Rock 20” (Interview)
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Questo è un viaggio che inizia la bellezza di 20 anni fa, quando mi ricordo si andava a giro con la panda rigorosamente di colore bianca, radio a music cassette, con inserito qualche cosa di punk rock, posacenere estraibile o guscio di cocco mangiato la sera prima in qualche pizzeria, si perchè noi si andava in pizzeria e quando si arrivava al dessert…ovviamente gelato di cocco, ma mica per mangiarlo no siee, per avere il guscio, che serviva poi da posacenere ovviamente, si diceva resistesse bene alle palline incendiarie che sistematicamente ornamentavano i sedili con dei solchi allucinanti, sicchè onde evitare ripercussioni, ci si obbligava tutti a fumare dentro il guscio con tanto di pertugio laterale che serviva da reggi…quello che ti pareva, insomma, che tempi ragazzi, ma tornando a noi, si parlava grossomodo del 1997, periodo in cui si formarono i LATTE+. Lo spirito di questi giovani punk rockers viene trasposto in musica su di un palco con una sola certezza: quella di rimanere adolescenti punkers da qui all’eternità. 20 anni, raccolti e conservati in un digipac, dagli albori di “New Generation Sucks”, passando per “Guerriglia Urbana” e terminando con “No More Than Three Chords”, di immaginari costruiti durante i concerti e vissuti attraverso le canzoni. Un Greatist hits “Punk Rock 20” che ci farà rammentare i bei tempi vissuti, lasciandoci rimpianti di una giovinezza oramai passata.

Ciao Puccio è un piacere ribeccarsi a distanza di un’anno dall’ultima intervista che vi feci al Cycle Club, venni per intervistare i Talco, ma all’ultimo optai per intervistare voi, mai scelta fu più azzeccata, visto che ci ha portati a stringere anche una bella amicizia!

 

 

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Ciao ragazzi, premetto che oggi risponderò da solo a questa intervista perchè Chicco e Leo stanno lavorando alla nuova sala prove che inaugureremo proprio in questi giorni. Fatta questa premessa, posso dirti che su di me quest’avventura chiamata LATTE+ ha avuto soprattutto risultati positivi, come i tanti amici, come te ad esempio, che ci siamo fatti in giro per l’ Europa, le mille storie da raccontare, le risate e le tante belle serate. Tantissimi bei ricordi.

Il 23 aprile è uscita la vostra raccolta intitolata “Punk Rock 20”, la quale ho avuto il piacere di ascoltarla in anteprima. 20 brani di storie personali, di vita vissuta dietro ad un basso, una chitarra e nel tuo caso ad una batteria, c’è un tema che lega tutti questi brani tra loro? 

Il tema che lega tutta la raccolta sono le tante avventure vissute con la band, storie di donne e groupies, storie di amicizie belle e brutte, di gente che ti vuole bene e chi invece ti vuole fregare. 20 anni di vita vissuta in 45 minuti! “Punk Rock 20” è uscito per la nostra etichetta americana OUTLOUD! Records e questo è il link dove potete acquistarlo, se volete ovvio: https://outloudrecords. bandcamp.com/album/punk-rock-20 oppure vi invito a farvi un giro sul nostro nuovo sito: www.lattepiu.org

credo di poter affermare con certezza che si sentisse il bisogno di “una enciclopedia” che raccogliesse tutta la storia dei LATTE+, di che è stata l’idea?

L’ idea è venuta naturalmente per festeggiare questo traguardo molto importante. Traguardo raggiunto non senza problemi, compromessi, litigi, come in tutte le band d’altronde, ma nonostante tutto non ci siamo mai fermati. Io sono qui da 7 anni, ho registrato gli ultimi 3 album, ma è come se ci fossi da sempre, tanto è l’attaccamento nei confronti della band. E’ come se anche io fossi uno dei fondatori insieme a Chicco. (Mi sto quasi commuovendo!!!!)

Scherzi a parte, pensate quindi che con questa uscita si sia chiuso un ciclo o continueremo a pogare con i LATTE+?

Chi si ferma è perduto e noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, anzi con “Punk Rock 20” si è chiuso un cerchio più che un ciclo. Abbiamo riassunto 20 anni di vita con i pezzi che ci hanno rappresentato di più fino ad oggi, questo deve essere un punto di partenza non di arrivo ed è fuori di dubbio che continuerete a pogare con noi, siamo una delle poche certezze italiane ormai.

Siete sbarcati anche su Musicraiser, aprendo una campagna di Crowdfunding per la sponsorizzazione di “Punk Rock 20”, l’obiettivo erano 2000 euro, un traguardo importante da raggiungere, ma ce l’avete fatta e alla grande direi, mi raccontate da dove è saltata fuori questa idea, come avete vissuto questi 2 mesi e tutte le emozioni provate?

L’ idea ci è stata suggerita in realtà, in quanto prima di allora mai ci eravamo confrontati con questi Crowdfunding e nè sapevamo come funzionasse tutta la giostra. E’ scattato quel pensiero: “ok, confrontiamoci con il web e vediamo se questa sfida può essere alla nostra portata”. Alla fine, è stato sorprendente anche per noi, non solo abbiamo superato l’obiettivo che ci eravamo posti, ma siamo stati letteralmente sommersi da manifestazioni di affetto da persone di ogni parte del mondo. Addirittura hanno contribuito musicisti ben conosciuti del Punk Rock italiano, insomma, una bella esperienza direi ma che non ripeterei più! (Immagino che sbattimento di…!!!)

Passiamo al vostro ultimo album “No More Than Three Chords”. Alla fine siete riusciti a farlo produrre da un’ etichetta americana. Cosa non da tutti, segno tangibile che oltre ad aver fatto un grande album, la perseveranza alla fine premia. Come vedete il fatto di essere più popolari all’estero (sopratutto negli States), che nel nostro paese? E’ solo questione di fortuna o gli americani ne sanno una più del diavolo in quanto a Punk Rock?

Guarda, quando decidemmo di scrivere “No More Than Three Chords” in inglese sapevamo che la disapprovazione sarebbe stata più forte qui da noi, ma dopo 4/5 album in italiano, c’ era voglia di confrontarsi con qualcosa di diverso, di più “grande”. Ci abbiamo dato dentro, abbiamo scritto un bell’album, apprezzato ovunque, in Italia, negli States, in Giappone, fino al punto di accendere l’interesse di varie etichette in giro per il mondo, tra cui alcune statunitensi. Questa è la storia, non si tratta di fortuna, bensì di sacrificio e di credere in quello che facciamo. Avremmo potuto tranquillamente scrivere e produrre un altro album in italiano, vendere le nostre copie sicure, fare i nostri 50 concerti sicuri, ebbene, ce ne siamo fregati e abbiamo scommesso. (Vincendo aggiungerei…) Attualmente abbiamo richieste da ogni parte del mondo, non è poco nooo??? (Cazzo mi piace parlare con te Puccio, continuiamo…!!!)

Dunque, voi siete in giro dal 1997 e in 20 anni il mondo musicale è molto cambiato. Che differenze hai, avete trovato oggi, rispetto agli inizi?

Le differenze sono abbastanza chiare credo. Una volta c’era voglia di ascoltare musica, di scoprirla e gustarsela, si andava ai concerti ad ascoltare dal vivo ciò che avevi scoperto comprando un vinile. Oggi invece l’atteggiamento nei confronti della musica tutta è molto ermetico, c’è chiusura, poca voglia di scoprire e vivere certe emozioni, siamo pigri, guardiamo i concerti su YouTube, scarichiamo gli album da internet, insomma, una merda!

Sdrammatizziamo un pò, ti faccio una domanda che sicuramente non ti ha mai fatto nessuno: porgetti presenti e futuri?

(ride) Abbiamo appena terminato quella che sarà la nostra sala prove definitiva dopo 6 mesi di lavoro. Bellissima non vediamo l’ora di cominciare a suonare, dopodichè immagino che lì prenderà vita tutto quello che faremo da adesso in poi, nuovi pezzi, nuovo album, non ci fermeremo fino all’infarto. (ma nel frattempo si tocca le palle!!) 

Pensate di continuare a scrivere brani in inglese ed in italiano o sceglierete una delle due strade?

Non lo so, faremo esclusivamente quello che ci piace, come abbiamo sempre fatto.

Chi erano ieri e chi sono oggi i LATTE+

I soliti 3 bischeri che hanno voglia di divertirsi, facendo quello che gli piace più fare: suonare Punk Rock. 

Grazie Puccio per il tempo concessomi, è stato davvero divertente parlare con te e manda un saluto agli altri 2 bischeri.

Grazie Paolo sarà fatto, un saluto ai lettori di Punkadeka!


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