Legarock (22 luglio 2017 – Leganes/ESP)

Legarock (22 luglio 2017 – Leganes/ESP)
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Dopo tre giorni splendidi al Marearock Festival e con un pezzo di cuore che rimane lì, sabato 22 luglio 2017 da Torrellano ci spostiamo prima in autobus ad Alicante e da lì 4 ore di Blablacar per raggiungere il Legarock a Leganes nella periferia di Madrid.

Arriviamo a Madrid, lasciamo giù le cose in hotel e ci spostiamo a Leganes. Tra il prendere una metro sbagliata (esiste ancora pure questo dopo tutti sti viaggi) e cercare un taxi, arriviamo quasi giusti, giusti per l’inizio dei mitici Boikot. Però 15 minuti mancano ancora, quindi c’è spazio per salutare quasi tutta questa meravigliosa crew. E loro mi ridicono ancora quanto sono dispiaciuti che questo posto sia un anfiteatro senza ascensore e con tantissime scale – e che quindi mi dovrò vedere il concerto dall’alto e molto distante.

E da qui inizia un racconto più personale del solito di quello che poi diventerà uno dei migliori concerti della mia vita. Bene, entriamo nel Teatro Egaleo. E mi è subito chiaro che con l’emozione dei tre giorni in splendida compagnia al Marearock, con l’adrenalina dopo due giorni di concerti, la felicità di vedere i Boikot nella loro città e accompagnato da un grandissimo Amico, oggi non è il giorno per guardarmi questo bel concerto da così lontano. Cerchiamo un posto dove lasciare la mia sedia rotelle e inizio a fare minimo 70 scale (forse sono di più, forse di meno, ma non conta) fino ad arrivare giù sotto il palco.

Mi metto in prima fila, centrale – consapevole delle pogate che giustamente ci saranno e del fatto che per più di un’ora non potrò sedermi in nessuna maniera. Salgono sul palco i Boikot che aprono con la splendida “Jarama” e c’è subito un bellissimo clima. Loro mi hanno già visto e dopo poco dal palco spiegano al pubblico che laggiù in prima fila c’è un loro amico italiano, oggi senza la sua carrozzina – e quindi di stare attenti come si può. Proseguono con classici come “Gasolina, vidrio y mecha”e “De Espaldas Al Mundo”. Durante “Kualkier Dia”, dove ormai so che la gente fa sempre il circle pit e c’è il delirio assoluto, mi sposto a lato.

Tornato al mio posto sotto il palco, arriva il momento di una loro bellissima dedica a me prima di suonare “No Pasaran”, dove appunto dicono quanto li seguo sempre dall’Italia e spesso da solo. Per la musica e Amici come loro questo ed altro, ma una cosa del genere comunque ti mette i brividi e ti riempie il cuore.

Il concerto prosegue con grandi classici come “Ska-lashnikov” e “Tierra Quemada”. Poi suonano anche la bellissima “Salgo A La Calle” prima della solita meravigliosa conclusione con “Grito En Alto”.

Alla fine stavolta non c’è solo un meraviglioso concerto, ma mi godo anche l’adrenalina dopo 80 minuti di concerto in prima fila e con la consapevolezza che da lì un concerto lo si gode ancora di più. Sono cotto, tantissimo, ma non è nulla in confronto alle emozioni che sa dare la musica.

Mi siedo un attimo e intanto sistemano il palco per i Gatillazo del mitico Evaristo. Con calma mi metto di nuovo davanti, stavolta però comodamente a lato, per fare qualche foto decente. I Gatillazo sono sempre una sicurezza e i loro classici come “Un Minuto En Libertad”, “Pijos Powres”, ecc. sono sempre bellissimi.

Ma oggi ormai ho dato e non sapendo fino a quando potremo tornare senza problemi con la metro al nostro non vicinissimo hotel, quando mancheranno ancora 20/30 minuti di concerto, decidiamo di andare. Anche perché presto rivedrò un concerto intero dei Gatillazo senza dovermi preoccupare degli orari dei mezzi, ecc.

Arriviamo in hotel circa alle 2, alle 6.20 sveglia per andare in aeroporto. Volo di ritorno, rientro a casa in macchina. Stanco, molto stanco – ma col cuore gonfio di emozioni. E con la ormai solita promessa: nella splendida terra iberica tornerò molto presto – perché ormai è la mia seconda casa!!!

Chiudo con un GRAZIE di cuore a tutti gli Amici che con la loro presenza, la loro compagnia, i loro concerti e il loro aiuto hanno reso splendida questa vacanza!!!


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