LEGENDARY SHACK SHAKERS: Agri-dustrial

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LEGENDARY SHACK SHAKERS: Agri-dustrial

È un vero peccato che in Italia la carriera di questa band americana sia passatapraticamente inosservata. I “leggendari scuotitori di squali” (è questa latraduzione letterale del loro monicker) sono attivi dalla metà degli anni ’90ed hanno già pubblicato 5 album: Hunkerdown (1998), Cockadoodledon’t (2003), Believe (2004) Pandelirium(2006) e Swampblood(2007). 

Il loro stile è uno tra i più originali che mi siacapitato di ascoltare: una miscela tra psychobilly, rockabilly, punk-blues, rock’n’roll,polka, delta-blues, country e tanti altri generi e sottogeneri tipici degli Statisudisti d’America.  Il gruppo ècapitanato dal J.D Wilkes (voce e armonica a bocca), che secondo Jello Biafra è“thelast great rock’n’roll frontman”; basta fare un controllo su youtubeper assicurarsi che Jello non ha esagerato. Completano la formazione  MarkRobertson (contrabbasso), Duane Denison (chitarra) e  Brett Whitacre  (batteria).

Questo Agri·dustrial, uscito il 13Aprile per Colonel Knowledge, contiene 14 tracce per circa 35 minuti di musica;sin dall’intro, Melungeon Melody,siamo trasportati in uno di quei paesi rurali del profondo sud, terre di bluese country, whiskey e Budweiser, peccato e redenzione. Tra le canzoni migliorifigurano: Sin Eater, pezzo energico èindiavolato, punk’n’roll grezzo impreziosito dalla presenza dell’armonica abocca; God Fearing People, che soprauna linea di basso distorto e pulsante ci parla di “gente che teme Dio”; Dixie Iron Fist ,che credo sia uno deipezzi più veloci mai scritti da loro, inizia come una canzone dei NOFX (giuro!)per poi prendere una piega decisamente più da Legendary Shack Shakers; Two tickets to Hell, pezzo relativamentecalmo, che ti fa immaginare un assolato tramonto sudista. E si potrebbecontinuare, ma mi fermo.

La cosa più interessante di questo discoè la capacità di fondere tantissime influenze; un grandissimo lavoro lo svolgeil cantante, che ha una voce capace di modulare vari stili e passare da un moodvocale alla Tom Waits ad uno alla Jerry LeeLewis, da tonalità gravi e cupe a falsetti e urlati impeccabili.Insomma un gran bel disco, in puro stile LSS.

Una considerazione finale;  è forse questo il miglior album della band? Amio parere no. Credo che i tre dischi che compongono la Tentshow trilogy” (Believe,Pandelirium e Swampblood) siano complessivamente migliori della loro ultimafatica in studio. Per uno che non hamai ascoltato i Legendary Shack Shakers, consiglierei di iniziare da Pandelirium o Swampblood nonostante Agri·dustrial rimanga comunqueun bell’album (se fossimo a scuola gli darei un 7+) che val la pena diascoltare.

Consigliato ai fans di Gogol Bordello,Tom Waits, Tiger Army, e più in generale del punk-blues, punk’n’roll erockabilly.


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