LESTER GREENOWSKI: It’s nothing serious, just life

LESTER GREENOWSKI: It’s nothing serious, just life
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LESTER GREENOWSKI: It’s nothing serious, just life

Lester, dopo aver portato in giro per più di 10 anni i Landslide Ladies, decide di puntare su sé stesso, e butta fuori il suo primo cd “solista”. In caso non abbiate mai avuto la fortuna di attraversare la strada di questo grande rock’n’roller italiano, leggetevi la recensione della sua fatica discografica precedente QUI.
L’ho appena definito “grande rock’n’roller italiano”…non so, ripensandoci, sul “grande rock’n’roller” siamo tutti d’accordo, c’è da dire che di italiano nella musica di Lester non c’è veramente niente, e per fortuna. Lester è a mio avviso uno dei nostri migliori prodotti da esportazione, in un ambito, il rock’n’roll, in cui l’italia non ha tradizione…lui di ‘ste seghe mentali se n’è sempre fregato e si è sempre affiancato ai grandi (e vecchi) nomi della scena punk anni ’70 come Honest John Plain, Kevin K, The Crybabys (con cui è in tour in questo periodo), solo perché ne aveva la possibilità.
Oggi, forte dell’esperienza accumulata in questo modo, tira fuori ‘ste 14 perle, e si riconferma uno dei migliori songwriters in circolazione.
Trail of Graffiti”  sono i Ramones che stuprano i Cheap Trick, “Such a shame” fa partire la prima lacrimuccia all’angolo dell’occhio facendo urlare a squarciagola,  “Angela” mischia un riff stoppato alla Clash e un coro sdolcinato alla Poison, un incrocio decisamente particolare…”Electric blue” tira fuori dal cappello Bruce Springsteen, con incroci di piano e sax che rimandano ai pezzi migliori del boss (personalmente ci ho visto dei rimandi a “Rosalita (come out tonight)” ), “Little lovechild” sono i Quireboys se avessero conservato un minimo di freschezza, “Carrie nation” si dirige verso territori decisamente R’n’B grazie a una sezione fiati ben orchestrata, “Bittersweet” chiude l’album col classico ritornellone malinconico alla Hanoi Rocks, con tanto di voce femminile.
I riferimenti musicali non cambiano, quello che cambia nel modo di scrivere di Lester è la consapevolezza delle sue capacità e dei suoi mezzi, e questo ne fa’ un autore maturo, pur restando sempre l’inguaribile cazzone geniale a cui siamo abituati. Tra i tre migliori dischi usciti nel 2014.

ATTENZIONE! QUESTA E’ UNA DOPPIA RECENSIONE.
LESTER AND THE LANDSLIDE LADIES/KEVIN K: Frantic tales for the fast living
lester + kevin
Perché tirare fuori ora la recensione di un cd uscito nel 2011? E’ presto detto. Quando mi arrivò questo cd per posta da Lester, non feci in tempo a recensirlo perché Punkadeka interruppe le ostilità per un certo periodo. Quando le riaprì era ormai passato tempo e io me ne ero dimenticato.
Lo recupero ora per fare giustizia e mettermi la coscienza a posto.
Trattasi di un cd split tra il Lesterone nazionale, all’epoca ancora con i Landslide Ladies e Kevin K della punk-wave band The Toys (attivi dal ‘79).
Un Lester molto più punk-rock’n’roll, con meno sfaccettature di quello attuale, ma ugualmente efficace…la sua parte di cd ci offre almeno 2 inni che restano presenti nei live ancora oggi: “Fuck me mommy” e “I don’t wanna be with you”. Kevin K soffre un po’ il confronto, resta un po’ più appesantito, forse anche a causa dell’età, meno fresco, un sacco di mestiere nel suo songwriting, pezzi comunque divertenti, ma la bilancia pende più favorevolmente dalla parte del giovane rocker modenense.

https://lestergreenowski.bandcamp.com/releases


Commenti (2)

  1. Trash69 ha detto:

    Bravo Mr. Squillace, condivido in toto. Go Lester, Go!

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