L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI

L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI
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Ogni due anni puntualmente giungono dallo spazio per portarci la loro musica e questa volta sembrano essere venuti con cattive intenzioni. “Contro”, il loro ultimo album, si ripropone di metter un pò di ordine nelle idee di tutti coloro che presi da mode varie hanno perso la retta via. Con l’uscita del loro nuovo album sentiamo cosa hanno da dirci e quali proclami di “guerra” hanno da fare.

Bene ragazzi, eccovi ritornare in pista con un album nuovo di zecca che si intitola “Contro”. Ti offenderesti se ti dicessi che “Contro” e “Non è un gioco” sembrano due album incisi da due band completamente diverse?

Mauri: Si, finalmente siamo tornati, e l’abbiamo fatto con un disco che ci soddisfa pienamente! Non posso darti torto se ascoltandolo si ha l’impressione che “Contro” e “Non è un gioco”siano così distanti. A nostro parere “Non è un gioco” è stato un disco di passaggio, piacevole in alcuni spunti ma niente di più. “Contro” invece, per quel che ci riguarda, è un album con la A maiuscola; un disco di cui andiamo orgogliosi e in cui respira, iperamplificato e maturato, lo stesso spirito che avevamo, in nuce, con “Veniamo in pace”. A differenza di quest’ultimo, però, “Contro” non ha canzoni così morbide; è, piuttosto, caratterizzato da tematiche “moralmente” ed umanamente forti   e affronta problemi che coinvolgono sia il mondo della musica sia il piccolo universo intimo e quotidiano nel quale può capitare che si scatenino tempeste di rabbia ed indignazione per l’ottusità e la falsità che contraddistinguono tutto ciò che ci circonda.

 

 

Da cosa è dipeso questa vostra evoluzione sia sonora che tematica per quanto riguarda i testi?!…hanno avuto più peso fattori di età o l’aver visto e condiviso palchi con tantissime band dalle quali avete potuto imparare o guardarvi dal fare lo stesso errore?

Mauri: Come già ho accennato e come tu stesso stai sottolineando, in “Contro” si può notare un’evoluzione tematica molto forte. Sicuramente il fatto di essere cresciuti ci ha naturalmente portato a vedere il mondo con occhio più critico ed adulto; l’aver poi suonato in lungo e in largo negli ultimi quattro anni ci ha catapultati sempre di più in una realtà sia musicale sia quotidiana spesso regolata da ignoranza e stupide logiche presuntuose, ed incarnata da persone a cui queste vesti calzano a pennello! Non possiamo negare di aver anche incontrato persone meravigliose che consideriamo come fratelli, ma ti assicuro che sono davvero una manciata; tutti gli altri non fanno altro che parlare e blaterare ubriachi di se stessi travolti da una delirante autocelebrazione!

 

Dietro al vostro disco sembra che vi sia una grande produzione, l’avete inciso al West Link per caso?

 

Mauri: E se ti dicessi che l’abbiamo fatto tutto noi ci crederesti? “Contro” è un album registrato tutto in casa e che suona veramente tanto e bene; anche sotto questo aspetto siamo riusciti ad ottenere ciò che avevamo in testa. Saremmo certamente potuti andare all’West Link (che reputo veramente un ottimo studio!!) o avremmo potuto scegliere di registrare in un altro studio, ma sapevamo che, vista la penuria di strutture valide nel nostro paese, la scelta sarebbe ricaduta sui soliti due o tre nomi e, inevitabilmente, avremmo avuto un album con gli stessi suoni di altri 1000 che sono in commercio adesso. Noi, invece, volevamo dei suoni più “americani” (non me ne si voglia per questo, sfido chiunque a dire che da oltreoceano non arrivano dischi con suoni favolosi) ed eravamo convinti di poterci arrivare da soli. Abbiamo quindi deciso di investire tutti i nostri fondi nell’acquisto e nel noleggio di materiale e, affidandoci alle capacità di Gio, che già da tempo si stava impegnando nello studio delle tecniche di registrazione, abbiamo dato vita ad un nostro recording studio personale (Living Rhum) in cui ci siamo rinchiusi e in cui “Contro” è stato partorito. E’ poi stato sufficiente andare un paio di giorni da dei nostri cari amici, Peo e Icio dell’Hatestudio (Vicenza) dove abbiamo macromixato a gruppi e masterizzato.

 

Nella precedente intervista con Punkadeka qualcuno di voi aveva detto che una grande influenza aveva avuto l’ascolto di band come Oasis negli anni d’oro di “Definitely Maybe” in “Contro” invece sembra che siate cresciuti sin da pargoli a pane e “Suffer” e avete abbandonato per certi versi una vena melodica che vi caratterizzava facendo tendere il vostro sound verso il pop-punk sterzando decisamente verso l’Hc melodico. Concordi con la mia analisi?!

 

Mauri: Il “colpevole” è Patrick!! Come già detto più volte, tutti noi, oltre ad ascoltare Punk rock e sottogeneri, siamo cresciuti ascoltando (e continuiamo a farlo) vari generi. Gli Oasis hanno sicuramente influenzato Patrick (ma non nella composizione di “Non è un Gioco”; in senso molto più ampio) ma allo stesso modo le sue e le nostre influenze sono talmente varie e spesso antitetiche tra di loro che non si può dire di essere stati influenzati da una più che da un’altra. Certo è il fatto che in “Contro”, come tu hai perfettamente analizzato, viene a mancare quella parte di melodia più “poppy”, che in alcuni episodi ci ha caratterizzato, per lasciare invece spazio all’altro nostro lato, quello più veloce, incisivo e rabbioso. La melodia è ancora moltissima, anche nei pezzi più cattivi  ne manteniamo una grandissima dose, ma diciamo che tutto è messo insieme con più armonia, precisione e maturità.

 

In “Contro” ad alcune canzoni partecipa Lore ai cori. So che tra le vostre band vi lega un sincero rapporto di amicizia. Purtroppo facendo parte della scena alle mie orecchie giungono spesso e volentieri pettegolezzi e cattiverie varie. Secondo te è possibile essere amici nella scena odierna o dietro i soliti sorrisi si nascondono pugnali ben affilati?

 

Mauri: Noi e i Seh siamo legati da una forte amicizia iniziata nel 2002. Loro sono veramente uno dei pochissimi gruppi che, in assoluto, godono di tutta la nostra stima. Con loro siamo amici e colleghi, ci vediamo spesso anche al di fuori dell’ambiente musicale, passiamo, in base agli impegni, intere giornate ospitandoci da me o da loro, parlando di mille cose e facendo una festa indescrivibile! Quest’anno è anche capitato di metterci con alcuni di loro in studio da noi a suonare e buttar giù dei giri; veramente divertente ed appagante.

Purtroppo (vedo che sei ben informato), non con tutti può esserci un rapporto del genere, soprattutto in questa “scena”, di fatto inesistente, che non è proprio quello che sembra. II pugnali ci sono, eccome, e rivalità, piccole e grandi ripicche, e falsità la fanno da padrone; per molti versi anche questo ambiente è un mondo patinato in cui, a chi si approccia, viene raccontato e fatto vedere esattamente quello che si vuole e niente di più; e molti, purtroppo, certe cazzate se le bevono tutte d’un sorso!

 

 

 

In una vostra canzone “Ballerini” avete assoldato un tenore per la vostra missione morale. Parlate di ballerini mascherati da rock star, marionette da palcoscenico…ma chi sono?!…vi riferite per caso agli eredi morali dei Take That e soci oppure ai loro cloni pseudo-punk dalla lacrima facile?

Mauri:Il tenore che canta l’Intro di “Ballerini” è il maestro di canto di Ale, Dario Bonetta; lui stesso, nel periodo in cui Ale stava preparando le parti vocali, si è proposto per cantare un pezzo lirico riadattato al piano come introduzione a quella canzone; gli piaceva il significato!

I “Ballerini” sono tutti quei gruppi che girano adesso che fanno il loro bello spettacolo ruotando su se stessi e alzando le chitarre al cielo tutti in sincrono suonando una musica che più banale non si può e di cui ci siamo veramente stancati!! La cosa brutta è che girando per internet ci si accorge di quanto questa stupida moda, imposta dalle major, riproposta con insistenza, ahinoi, anche in Italia e assimilata da kids come fosse vitamina c, si è diffusa peggio della peste; provate a girare un po’ di siti di giovani gruppi e vedrete solo ragazzini con la faccia triste che guarda verso il basso pensando alla felicità rubata da qualche grave problema esistenziale e con indosso gli stessi vestiti, le stesse marche, alla ricerca di un’attitudine che non esiste e che mai potrà esserci perché i primi a non crederci davvero sono loro stessi!!

 

Cosa vi aspettate dall’uscita di “Contro”?!…pensi che la gente lo capirà oppure assuefatta da tante emozioni che gli hanno effeminato il cuore si domanderà che musica è questa?!

 

Mauri: Ovviamente le speranze sono orientate verso un risveglio dal torpore emozionale in cui ora il giovane pubblico si ritrova; devo comunque dire che il nostro seguito fedele l’abbiamo e ne siamo soddisfatti; ovviamente speriamo che sempre più persone si avvicinino alla nostra musica e credo che “Contro” sia una buona occasione perché ciò accada.

 

Una domanda che mi logora il cuore da anni ormai e che non posso più esimermi dal chiedervi. Perchè l’unica canzone Emo che avete fatto l’avete data per la “Punkadeka.it – The compilation”?…cosa vi abbiamo fatto di male?!…ci odiate cosi tanto?!

 

Mauri: Ti riferisci a “Solo te” vero? Quella non è una canzone Emo, è una semplice canzone “d’amore” che Ale aveva scritto quando era, diciamo, più giovane ed in balia dei sentimenti! Certo, certi concetti erano espressi senza troppi giri di parole, potevano, forse, anche apparire banali, ma ti assicuro che quella canzone non era altro che la trasposizione di una storia accaduta veramente. Le canzoni Emo a cui tu hai accostato “Solo te” hanno un’attitudine ben diversa, sempre che ne abbiano una… Sono canzonette pop col distorto; noi, invece, abbiamo sempre evitato di fare canzoni del genere, non per questo in passato abbiamo però rinunciato a parlare anche di ciò che un sentimento come l’amore possa provocare in un essere umano. C’è modo e modo di parlare di sentimenti, il nostro non era e, ancor più, non è certamente Emo, o ciò che a questa parola viene accostato oggi. Anzi credo proprio che “Contro” sia il disco “anti-emo” per eccellenza!

 

Per uno che vive la scena punk quotidianamente, quale futuro prospetti a questa musica e a questi ideali che hanno animato la scena per tanto tempo?

 

Mauri:Il punk, con le sue evoluzioni, non morirà mai, si trasformerà, magari farà dei passi falsi ma da essi, intelligentemente, saprà distaccarsi.
So che molti “puristi” inorridiranno sentendomi parlare di punk, ma vi posso assicurare che ciò che anima e che ha animato questa musica mi sta più a cuore di quanto si possa credere e, sinceramente, spero che tutto possa tornare indietro di una decina, quindicina d’anni, almeno. Quando avevo 16/17/18 anni andavo ai concerti con uno spirito diverso da quello che vedo oggi nei ragazzi e la gente che si trovava là creava un’atmosfera molto più densa e sincera; si era contenti ed orgogliosi della propria “diversità” e non servivano la maglietta, le mutande e le giarrettiere della linea d’abbigliamento del batterista del chitarrista di quel tal gruppo perché sennò “sei out”! Giuro che certe cose mi fanno veramente incazzare; moltissimi ragazzi hanno abbracciato questa moda perché gli fa comodo; possono sentirsi alternativi perché lo dice l’etichetta che si sono autoappiccicati che, allo stesso tempo, non li fa rinunciare ad avere l’aria da bravi ragazzi che fa tanto contenti i genitori. Così non si corre alcun rischio, ci si sente “punk”, ma solo perchè ce lo si dice da soli, e  non si rinuncia a tutti quegli spiacevoli inconvenienti che potrebbero portare a dei contrasti, ad esempio,  con la famiglia.
Questo è il germe della morte del dissenso, è la paralisi delle idee e degli ideali.

Ciò che mi rincuora è la consapevolezza che il punkrock non si lascia uccidere da dei tali imbecilli.

 

Bene ragazzi è stato un piacere scambiare quattro chiacchiere con voi. Usate questo spazio che vi resta per dire la vostra ai lettori di Punkadeka.

  

Mauri: Un grazie a tutti per averci permesso di poter continuare arrivando a dar vita a “Contro”, un disco che, vada come vada, per noi è un grande traguardo ed un’enorme soddisfazione musicale. Ascoltatelo, è un consiglio! Potete anche venire suwww.linvasionedegliominiverdi.it , sarete ben accetti!!

Grazie di cuore!!


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