L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI: Contro

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L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI: Contro

…Doppia Recensione :

Eccoci al terzo capitolo della storia degli Omini Verdi. Confesso che avevo molte riserve su questa band poichè nei precedenti dischi non era riuscita a colpirmi ne dal punto di vista musicale (un canonico Punk Rock) che da quello delle liriche (molte volte banali e scontate) anche se già in “Non è un gioco” si era visto un buon miglioramento rispetto a “Veniamo in pace” primo loro full-length.. Diciamo che “Non è un gioco” è stata l’incubazione di “Contro” che vede all’opera una band sicuramente più sicura dei propri mezzi e pronta a sperimentare sonorità nuove ma mantenendo sempre fede al verbo del Punk Rock (coerenza che purtroppo solo poche band hanno al giorno d’oggi!).

Gli Omini Verdi hanno avuta una decisa palingenesi sonora che li ha visti da un lato migliorare tecnicamente e dall’altro attraverso una profonda maturazione li ha portati fuori da una “adolescenza” artistica che gli ha permesso di andare ad affrontare temi più profondi e personali che spaziano dai sentimenti umani (“Cosi non và” – “Irragiungibile”) alla vita sociale con cui dobbiamo confrontare e combattere ogni giorno (“Violentami” – “Come sei”). Andando a stringer e arrivare al nocciolo della questione possiamo dire che “Contro” si mangia e si (perdonatemi la durezza) caga e si ricaga i primi due album e ci regala una band totalmente diversa dal punto di vista musicale ma attitudinalmente fedele alla linea.

Le riserve che avevo sulla band si sono sciolte sin dal primo ascolto. Non scendono a compromessi, vanno dritti per la loro per la strada come un treno fregandosene di mode e fichetti vari che in questo periodo popolano la scena e sembrano esser spuntati come le mosche in estate…ed appunto come fanno le mosche vanno a posarsi sulla merda che non è altro che quella musica che ha il nome di tre lettere.

Il più grosso pregio di questo album è quello di non aver nessun hit-single all’interno. Starete giustamente pensando che sia diventato tutto scemo ma mi sono accorto di aver usato nelle mie recensioni la parola hit-single molte volte impropriamente (e me ne scuso). Spero con l’occasione di chiarire questo concetto. Prendiamo ad esempio una band come i Persiana Jones che tutti conosciamo, la loro più famosa hit-single è “Tremarella” che tutti cantano e ballano ai loro concerti ma se andassimo dai fratelli Carruozzo ci direbbero sicuramente che sono più orgogliosi di un pezzo come”Brace for Impact” che è un vero pezzo-bomba. Vengo quindi alla conclusione di questo arzigogolato ragionamento: in “Contro” non troverete alcun hit single ma alcuni veri e propri “pezzi-bomba” che come proiettili ti si piantano in testa e fanno impazzire i neuroni che popolano le nostre “creste”. Esempio lampante di quello che sto dicendo sono pezzi come “Vivi” e “Come sei” probabilmente i migliori dell’album.

Una merito che devo tributare agli Omini Verdi in questo album è il fatto di aver cercato vie alternative alle solite sonorità punk. Per capirci meglio faccio un esempio: se prendiamo una canzone dei Derozer (massimo rispetto per questa band) dopo l’ascolto dei primi 20 secondi sappiamo subito come saranno i successivi 30 e di li, giù fino alla fine. Stesso discorso per band come Peter Punk o Pornoriviste. Invece in “Contro” troviamo accelerazioni improvvise e controtempi inaspettati che regalano ottime varianti al classico punk-rock – Hc melodico che è alla base di tutte le 12 tracce.

Gli Omini Verdi in “Ballerini” si permettono, per l’intro di quello che possiamo considerare il loro manifesto musicale, il lusso di assoldare al loro servizio (per una nobilissima causa secondo me) un tenore professionista. In fondo questo natale le nostre classifiche discografiche sono state dominate dai Blue che hanno voluto fare un regalo all’intera umanità decidendo di sciogliersi. Non vedo perchè i loro cloni “Punk” non possano essere cosi magnanimi e seguire le loro orme…ne guadagnerebbero sicuramente le nostre orecchie!

“Contro” degli Omini Verdi e “Passione e rabbia” dei Garage trovo siano quanto di meglio è riuscita a sfornare dal punto di vista musicale la scena Punk Rock italiana negli ultimi tempi. Data la giovane età di queste band penso abbiamo veramente ottime speranze per il futuro ma auspichiamo una maggiore attenzione da parte dei media troppo spesso con i fari puntati (incastrati dal colore degli euro) sulle ormai quattro-cinque classiche band (alcune palesemente in fase di declino) e dei fans ormai affezionati più al nome che alla musica che ci auguriamo abbiano la voglia di scoprire queste ottime band. In fondo la speranza è l’ultima a morire…

Voto: 7 ½ (Consigliato vivamente)
A cura di Davide Tamburlini
 

Si dice che il terzo album sia quello della maturità per ogni gruppo…bene, sembra proprio che nel caso de L’invasione degli omini verdi sia proprio così: il loro debutto “Veniamo in pace” non mi era piaciuto, mi sembrava il tipico cd uscito troppo presto per una band che aveva fretta di bruciare le tappe, per il secondo cd “Non è un gioco” mi ero fermato alla copertina, non sono voluto andare oltre…ma qui, con questo terzo cd, “Contro”, devo dire che il salto di qualità è riuscito.

Ormai credo che il genere suonato dagli omini lo conosciate un po’ tutti: un hardcore molto veloce, a tratti melodico e a tratti più incazzato, ora finalmente ben suonato, con grandi cambi di tempo e cori potenti. L’iniziale “Irraggiungibile” è la sintesi perfetta del sound degli omini verdi, altri pezzi che spiccano sugli altri sono “Così non va” e “Ballerini.

Un discorso a parte merita la copertina, veramente ben fatta, ma anche la sezione multimediale del cd su cui la band ha evidentemente puntato molto: ci sono infatti riprese live dal festival di Radio Onda d’Urto del 2004 e riprese dai vari momenti della registrazione del cd, molto interessanti…più wallpaper e foto varie; il tutto accompagnato da una grafica veramente ben fatta.

Un cd che si può quindi tranquillamente consigliare agli amanti dell’hardcore di scuola Epitaph, anche se qui c’è un pizzico di personalità in più, che non guasta mai.
A cura di Gabriele Squillace


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