Luca dei Minnie’s: I piani catastrofici di un giovane punk

Luca dei Minnie’s: I piani catastrofici di un giovane punk
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36388_MINNIESYes Sir, ci siamo, stiamo per ripartire con un nuovo anno, quello della svolta si dice, il 2015 (ma non doveva esere il 2014?Anzi il 2013?…bah, ma chi se ne frega), in questi giorni di festa si sa, si mangia come cinghiali, si beve come maiali ( non vado oltre èh), eee poi si piange come bambini, ma tutto sommato va bene così o NOO (ci hanno talmente inculcato la mentalità ad essere pecoroni che da 0  a 90 gradi è un attimo…poera a noi!!!)!! I và a cagare si sprecheranno e allora vi racconto questa, che forse è più interessante. Ero a cazzeggiare con il cell., a mandare gli auguri di Natale (è un nostro dovere cazzo :/) e mi imbatto nel numero del mio amico Luca dei Minnie’s. Che faccio lo chiamo o no! Gli rompo i coglioni? Ma si dai chi se ne fotte…tuuu…tuuu..tuuu (sono gli squilli èh, per chi non ci fosse arrivato):

Luca: Pronto, ciao Paolino come stai…

Paolino: Ascolta bellino, a parte gli auguri di Buon Natale, c’è un metro di neve fuori, sono ostaggio in casa dei suoceri, cazzo dovrò passare pure il tempo, sicchè ne approfitto e ti sparo una bella intervista ok…!

L: Ahahahah ma certamene, vai butta giù tutte le domande, sono pronto!

P: Bene, allora iniziamo! Innanzitutto ti dò il benvenuto su Punkadeka e ti ringrazio per la disponibilità concessami, poi parlami brevemente della tua band, i Minnie’s.

L: Ok…diciamo che ci siamo formati tra la fine del ’94 e l’inizio del ’95 con il nome di Minnie’s Rape, l’anno scorso, proprio se si vuol essere pignoli, è stato il 20ennale della formazione del gruppo, ma in realtà il ’95 è stato l’anno in cui abbiamo cominciato a fare sul serio, nello specifico, pubblicammo il nostro primo demo CICCABOOM e la formazione era per due quarti quella di oggi, io e Yuri, voce e chitarre (che poi siamo stati i membri fondatori del gruppo), il bassista Daniele che è stato nella band fino a pochissimo tempo fa, sostituito poi da Viole bassista dei DAGS e il batterista, all’epoca Sergio, che partecipò alla produzione del demo e del primo album d’esordio THE HARD CORAZON, sostituito in seguito da Luca Iacono ex Jinx, Sottopressione, a sua volta sostituito infine da Paolino, con il quale gli MXR hanno pubblicato THE SING ALONE EXPERIENCE nel 2004. (Mi fermo un attimo, solo per dirvi che i Minnie’s hanno cambiato di nuovo batterista, questa volta si chiama Ale…ma continuiamo con l’intervista…)…

P: Avete scritto l’ultimo album ORTOGRAFIA un anno fa, siete rimasti soddisfatti e raccontaci della collaborazione avuta con le varie etichette.

L: In realtà di più, perchè Ortografia è stato pubblicato a febbraio 2013, ma registrato nella primavera precedente, secondo me la cosa che aiuta non solo i Minnie’s, ma anche altri gruppi adesso, è proprio quella di riuscire a pubblicare i dischi, per etichette che non si limitano solo ad eseguire della musica, ma che si impegnano organizzando concerti, facendo girare le band e quindi noi siamo stati felicissimi di pubblicare il disco con luca Beni (To lose la Track), inoltre Ortografia è stato anche il disco che ci ha permesso di conoscere i ragazzi di Napoli (Mario, Michele, Alessio) della Fallo Dischi, che non è solo un etichetta ma un gruppo di persone che organizzano concerti e che a loro volta sono impegnati in altri progetti come i L’AMO, La Via degli Astronauti…

P: MINNIE'S 2La vostra decisione di pubblicare ORTOGRAFIA in free download?

L: E’ stata la prima volta che abbiamo pubblicato un album in free download e non c’avremmo mai creduto soltanto qualche anno prima, ma non tanto perchè non volessimo mettere l’album a disposizione gratuita, ma perchè alla base di tutto c’era l’idea che non sapevamo a chi potesse arrivare, invece oggi riesci veramente ad avere un contatto diverso con le persone che scaricano il disco, e penso che sia molto diverso da quando si scaricava su internet in p2p.

P: Vi ascolto oramai da quasi 20 anni e vi ho seguito anche in alcune esibizioni live (ma io non faccio testo), oltre all’ Italia come siete visti dal pubblico oltre confine?

L: Ok guarda, per noi è stata una scommessa suonare all’estero, per il fatto anche che tutti i nostri dischi sono in italiano, a parte The Sing Along Experience, ma per noi non ha rappresentato una barriera, soltanto qualche mese fa, la scorsa primavera siamo tornati a suonare in Germania dove non tornavamo da tempo e per la prima volta siamo stati a suonare in Francia facendo due date, una a Parigi e una ad Orléans, e devo dire che abbiamo avuto una sensazione positiva, perchè la gente lì è presa bene dalla musica e dal fatto di poter assistere ad un concerto super partes, e secondo me è su questo che bisogna concentrarsi, cioè sul valore che vai a comunicare aldilà della lingua in cui canti.

P: Cosa pensi delortografiala scena punkrock in Italia e in che genere di contesto musicale vi riconoscete?

L: ….Eh bella domanda…la scena punkrock in Italia è cambiata un sacco, nel senso che soltanto fino a pochi anni fa c’erano delle forti distinzioni tra band che suonavano musica più veloce e band che invece facevano musica più legata al postrock , adesso devo dire che stiamo subendo positivamente un po il flusso di un sacco di band e nuove etichette che ci sono in Inghilterra e negli Stati Uniti e hanno fatto si, che anche i gruppi nostrani, assimilassero e ricompattassero un po il tutto….per intenderci, ci capita di andare a suonare con i Dags, con i Riviera che stanno producendo un disco molto figo…, ci sono veramente tanti gruppi che mischiano tanti sound diversi…mi piacciono un sacco i Kairo che sono un gruppo di Napoli che cantano in Italiano, e poi sono curioso di sapere cosa succederà nel 2015, nel senso che, mi aspetto che altri gruppi con cui abbiamo fatto un pezzo di percorso insieme, riusciranno con un qualcosa di nuovo.

P: In Italia si via dietro le mode, il punkrock viene spesso e volentieri confuso per musica pop, se foste cresciuti come band in Inghilterra o in America sarebbe stato diverso? Di conseguenza cosa vi spinge ad andare avanti?

L: …Allora io credo che…quello che sarebbe stato diverso se fossimo cresciuti in Inghilterra o America, sarebbe stato sicuramente nell’approccio, quello che ho sempre visto è che tantissimi gruppi stranieri, cominciano a suonare prima di noi e cominciano a suonare veramente in modo professionale, non nel senso della bellezza degli strumenti che si portano in giro, ma nel senso che l’attenzione che hanno in quel che fanno e le capacità musicale che hanno sono in genere superiori alle nostre, più che altro noi italiani abbiamo vissuto un po di rimando quello che succedeva all’estero. Per quanto riguarda i Minnie’s, abbiamo avuto la fortuna che i nostri modelli erano e sono gruppi italiani e cantando appunto in italiano, abbiamo iniziato subito a fare le nostre cose e guardare loro piuttosto che i Nofx di turno e questo è quello che ci ha permesso di essere un pizzico più originali degli altri e di essere ancora qui, perchè in fondo abbiamo suonato tanti generi musicali, ma mai associato la band ad un genere unico, quindi in qualche modo non ci siamo mai bruciati.

P: Una curiosità, chi scrive i testi e chi la musica, ti faccio questa domanda perchè per quanto mi riguarda ogni traccia che ascolto è un immersione di ricordi e sentimenti, presumo che le sensazioni sono reciproche! Inoltre, quale testo senti più tuo?

L: Teoricamente ho sempre scritto io i testi e la musica è stata fatta sempre un po da me, un po da Yuri con l’aiuto anche degli altri ragazzi del gruppo. Per quanto riguarda Ortografia è stato veramente un disco corale dal punto di vista musicale, perchè per la prima volta anche a livello compositivo, Ale e Viole sulla parte ritmica hanno contribuito fortemente, la cosa curiosa è che in due dei nuovi brani, che dovremmo andare a registrare nel 2015, abbiamo fatto una cosa molto diversa, cioè, scritto insieme l’arrangiamento, ma i pezzi nascono totalmente da Yuri, che ha scritto sia la musica che i testi, e questo è stata anche una scelta legata al fatto di potere avere un approccio diverso e quindi è stato più stimolante per me mettermi a cantare non adagiandomi su quello che sono abituato a fare, ma seguendo le indicazioni di Yuri, e poi soprattutto adesso, facendole sentire agli altri, sta subendo ancora un evoluzione diversa, quindi quello che ci aspettiamo è veramente qualcosa di nuovo, da chi ascolterà quello che andremo a registrare.

minnies liveP: Progetti in vista e aspettative future?

L: Allora…ti anticipo che stiamo preparando un nuovo album, che uscirà in cooproduzione con un etichetta indipendente, la INDELIRIUM RECORDS di Sulmona (AQ), grazie a Emiliano Amicosante, ma a prescindere da questo, ci stiamo lavorando dall’estate scorsa, ci siamo ritrovati nella sala prove di Manetti sul lago di Como e in due giorni abbiamo buttato giù lo scheletro di 8 tracce, in questi mesi, fino alla pausa natalizia, ci abbiamo lavorato sodo e sono usciti 4 pezzi pronti per essere registrati in studio e se tutto va bene vorremmo pubblicare qualche traccia da mettere on line a metà febbraio, perchè il 5 marzo, ricominceremo ufficialmente a suonare live con una data al Magnolia per celebrare i 10 anni della To Lose La Track. Inoltre siamo impegnati anche in altri progetti, io per esempio collaboro con un nuovo gruppo, i SMNTCS e suoniamo musica post hardcore, quasi metal, idem per quanto riguarda Viole, impegnata anche lei con questo nuovo progetto i DAGS.

P: Quante traccie comprenderà il nuovo disco?

L: Guarda stiamo cercando di buttare giù il più possibile perchè non vorremmo scegliere per difetto, ma per eccesso, nel senso che volgiamo avere quanto più materiale a disposizione per poi tagliare quello1516847572_18c8d1e2f3_b che è superfluo, quindi come si diceva, abbiamo buttato giù gia 8 pezzi, ne abbiamo chiusi 3-4, io ho in mente una serie di altre canzoni che proveremo a breve e cercheremo di fare un disco di almeno 12 pezzi.

P: La vostra fonte di ispirazione?

L: Guarda in questo momento sto ascoltando molto punkrock americano…[intervengo per specificare una cosa: “scusa Luca ma come ti classifichi più emo o più punkrock”]…, allora…, diciamo che quello che si chiamava “emo”, band che provenivano dal punk e che comunque suonavano un filo meno veloci con dei pezzi sentimentali, è chiaro che ha subito una deriva commerciale con i vari My Chemicol Romance e quant’altro, che è una cosa che noi, anche se non altro anagraficamente, non ci ha mai affascinato, quindi, quello era emorock e anzi eravamo felici di farlo, poi per un sacco di tempo (quasi 10 anni), non dico che ho mollato quegli ascolti, ma mi sono aperto ad altri gruppi, sensa dimenticare quelli con i quali sono cresciuto, in sintesi, ascolti dei pezzi dove magari senti una batteria velocissima, sparata, però una voce o degli arrangiamenti di chitarra che non sono Power Chord o Palm Mutes, ma sono dei riff con delle chitarre pulite larghissime, quindi con una interpretazione propriamente punkrock come ce lo ricordavamo, questo è la cosa che mi sta influenzando molto da un lato, dall’altro, e centra anche il nostro disco, abbiamo la fortuna di conoscere un artista italiano che si chiama Cesare Picco che è anche un compositore ed musicista di un altra categoria, oltre ad essere una persona di un altra dimensione, e la sua amicizia ci ha permesso di approcciarci alla musica in maniera diversa, e quindi non so poi questo quanto si rifletterà in quel che saranno i nuovi pezzi del 2015, ma vorremmo collaborare con lui proprio all’interno del disco e quindi ci aspettiamo di unire anche sound al di fuori del nostro genere.

P: Ti faccio l’ultima domanda e cerca di farmi fare uno scoop ahahah, come lo chiamerete il vostro nuovo lavoro?

L: No, non te lo dico, mi dovrai riintervistare, però ce l’ho in mente.

P: D’accordo, allora ci risentiamo presto e grazie per l’intervista!!

L: Figurati, a presto!!


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