MATCHBOOK ROMANCE: Stories and Alibs

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MATCHBOOK ROMANCE: Stories and Alibs

Questa band non c’è che dire ha la fortuna proprio dalla sua parte : messi sotto contratto dalla Epitaph Records dopo che Brett Gurewitz aveva scaricato una loro canzone da una web-zine, inciso un Ep dopo pochi mesi e ora un intero full-length e nel se tutto ciò non bastasse essersi girati l’America grazie al Warped Tour e l’Europa in fine estate supportando band come Pennywise (ho avuto l’occasione di vederli ad Amsterdam ma non ero in condizioni per poterli ricordare), Vandals, Ataris e aver suonato a festival Rock come il mitico Pukkelpop in Belgio (quest’anno a mio parere con una scaletta addirittura supeiore al Reading Festival). La dea bendata non c’è che dire ha un occhio di riguardo verso questi ragazzi provenienti dalla grande Mela e spero che per loro non sia solo un effimero sogno.
Il loro Ep non mi era dispiaciuto ma mi ero tenuto delle riserve poichè cinque canzoni mi sembravano poche per poter esprimere un giudizio. La band in questo album ha un sound differente rispetto a prima, più melodico e ritmico. In “West for Wishing” sembra quasi che abbiano voluto snaturare il proprio sound: la parte vocale ora è decisamente più naturale e meno forzata rispetto alle cinque tracce dell’Ep. Questa cosa appare palese in “The greatest fall (of all time)” canzone presente sia nell’Ep che nell’album in cui si sente decisamente la differenza fra le due versioni.

“Stories and alibis” si apre con una traccia strumentale (“Introduction”) che apre la strada a “Your stories my Alibis”, una potente emo-song con forti vocalizzi in cui il controcanto crea un effetto scenico incredibile.In tutto l’album sembra sempre che la band stia per far esplodere la propria potenza ed energia ma nel momento topico manca sempre quel quid che sarebbe necessario per far passare una loro “anonima” canzone in un pezzo di quelli lasciano veramente il segno.
I Matchbook Romance si muovono in un ambito in cui ultimamente sembra spuntino nuove band alla velocità della luce e quindi è sempre più difficile per chi fà questo genere cercare di differenziarsi in modo netto dalla restante parte di band attirate esclusivamente solo dalla facile fama che questo genere sembra portare negli ultimi tempi. Sono molte le influenze e le somiglianze che i Matchbook Romance hanno con molte band della scena punk e non, potrei citare i Deftones per la potenza e energia del sound come i New Found Glory per quanto riguarda la parte melodica e ritmica (con i dovuti distinguo del caso), oppure scomodare i Dashboard Confessional in canzoni come “Tiger Lily” in cui la band si cimenta in una semi-acoustic emo song.
Se musicalmente i Matchbook Romance mi hanno convinto, per quanto riguarda i testi mi hanno veramente ammorbato. La loro visione dei sentimenti e dell’amore è degna del migliore Giacomo Leopardi, traspare dai loro testi un pessimismo e un atteggiamento intriso di romantica tristezza (figlia dello “Sturm and drang” per intenderci). Mi scuserà Goethe ma tutto ciò sembra uscire fuori dalle pagine de “I dolori del giovane Werther”. Non sò se ciò sia un topos tipico di questo genere/filone musicale ma sinceramente a me non piace,scusatemi.
L’album semioticamente si presenta al pubblico in maniera ineceppibile, il digipack a mò di libro medioevale sicuramente attira l’attenzione e soprattutto rispecchia ciò che è presente all’interno. Unico neo sono i testi scritti a mano poichè è stata usata una calligrafia semi-incomprensibile (non sò se sia un male o un bene a dire il vero).
L’unica cosa che però mi ha dato sinceramente fastidio di questa band è stato notare la loro incredibile ingratitudine verso la web-zine che li aveva supportati e fatti arrivare fino all’occhio attento dell’Epitaph. Ne in “West for Wishing” ne in questo “Stories and alibis” appare una linea di ringraziamento verso i veri fautori della loro fortuna…purtroppo il lavoro di Web-Zine come Punknews.com o come la nostra, che supportiamo la scena in modo disinteressato e sincero solo da pochi viene riconosciuto e apprezzato.

Voto: 7 ½ (Brett Gurewitz difficilmente si sbaglia in fatto di giovani band)
Tracklist1.Introduction 2.Your Stories, My Alibis 3.Playing For Keeps 4.Promise 5.Lovers & Liars 6.Tiger Lily 7.Shadows Like Statues 8.My Eyes Burn 9.She’ll Never Understand 10.If All Else Fails 11.Stay Tonight 12.The Greatest Fall (Of All Time)


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