MICKEY LEIGH: due chiacchiere col fratello di Joey Ramone

MICKEY LEIGH: due chiacchiere col fratello di Joey Ramone
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hurley_069In occasione della sua presenza al 1,2,3… 40th Anniversary Ramones Festival di Livorno che parte ufficialmente giovedì 14 agosto, abbiamo scambiato due parole con l’ospite d’onore Mickey Leigh, fratello del grande Joey Ramone.

– Ciao Mickey. Per iniziare una domanda veloce: come vivi da fratello di una leggenda vivente come Joey?

Ciao a tutti! Per rispondere alla tua domanda posso dire che ho sempre vissuto la mia vita come Mickey Leigh, fratello di Joey, ma sempre come Mickey.

– Cosa significa per te vivere intorno e dentro al mondo Ramones?

Mi piace sottolineare il fatto che io non vivo intorno al mondo dei Ramones, io ne faccio parte! I Ramones per me sono sempre stati amici, ho sempre vissuto con loro e ricordo con gioia John Cummings, Tommy Erdelyi, Doug Colvin e chiaramente mio fratello Joey. Non posso che essere fiero di aver fatto parte della vita di queste persone. Ma non ditemi che vivo intorno al mondo Ramones: io ci vivo dentro, sono parte integrante di esso. Quando sentite la voce nel bel mezzo di Judy is a Punk, quella voce non è di un Ramone, è la mia. Canto molte canzoni in quell’album (“Ramones”, 1976 n.d.r.) e ne ho co-scritte altrettante. Ho contribuito a molte idee tra le quali quella di scrivere la canzone ddel matrimonio nel film “Freaks”. Tutto questo mi rende orgoglioso di me stesso e degli splendidi rapporti maturati coi quattro nel corso degli anni.

– In questi giorni uscirà il tuo nuovo album. Faccene una piccola presentazione!

Sarà un mix di vecchie canzoni e nuovi pezzi inediti. Sono contento che le persone avranno la possibilità di ascoltare tutto ciò.

– Cosa puoi dirci invece del tuo libro “I slept with Joey Ramone”?

E’ semplicemente il miglior libro che io abbia mai scritto. E pensate che è l’unico che abbia mai scritto, che coincidenza (risata)! Non potrei essere più felice del successo che sta avendo e della reazione dei fan dei Ramones, ma anche dei non fan. Non è assolutamente una biografia di Joey, va ben oltre la biografia. E’ un messaggio universale che sta dimostrando di avere un impatto estremamente positivo sulla vita delle persone.

La settimana prossima sarai a Livorno ospite di un festival che celebrerà il quarantesimo anniversario dei Ramones: quali sono le tue sensazione alla vigilia di questo importante appuntamento?

Sto diventando vecchio (ride).

Al festival saranno presenti, tra gli altri, i Senza Benza, punk-rock band di Latina molto cara a tuo fratello Joey (ha prodotto in prima persona “Deluxe”, uno degli album del gruppo). Conosci già queta band?

Ad essere sincero non la conoscevo prima di vedere il programma del festival. Semplicemente perché mio fratello ha avuto a che fare con tante di quelle band che sarebbe impossibile ricordarsele tutte a distanza di così tanti anni. ma sono sicuro che Joey vedeva in loro qualcosa di buono e non vedo l’ora di gustarmeli al festival.

Un tuo ricordo di Tommy, recentemente scomparso.

C’è un caro ricordo che mi lega da anni a Tommy: il ricordo di quando lui entrò in casa mia, io avevo 10 anni, e mi insegnò a suonare House of The Rising Sun, pezzo che registrammo successivamente quando io, lui e Johnny formammo una band.

Un ricordo speciale (aneddoto, luogo, concerto) che ti lega maggiormente alla figura di Joey.

Il mio, per fortuna, riuscito tentativo di persuaderlo dal togliersi la vita quando aveva 20 anni.

Cosa pensi delle critiche che molti hanno indirizzato verso di te per l’uscita postuma dell’album “Ya Know”?

Io dico di non ascoltare. Non mi interessa ciò che questi vigilantes maniaci idioti dalla mentalità ristretta pensano. Il 99% dei fan di Joey e dei Ramones sono entusiasti di poter ascoltare nuove canzoni di mio fratello.

-Come rispondi a queste critiche?

Rispondo: trovate qualcosa nella vostra vita in cui mettere tutta la vostra energia anziché criticare e parlare senza sapere le cose e senza rispettare l’altro. Si tratta di un album di rock and roll e non di una donna lapidata per adulterio dopo essere stata stuprata.

E’ stato un piacere parlare con te! Grazie per la disponibilità, se vuoi puoi salutare i nostri lettori.

Preferisco salutarvi uno per uno personalmente! Ci vediamo a Livorno!

 


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