MIGHTY MIGHTY BOSSTONES: A Jacknife to a Swan

MIGHTY MIGHTY BOSSTONES: A Jacknife to a Swan
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MIGHTY MIGHTY BOSSTONES: A Jacknife to a Swan

Non riconoscere l’importanza avuta dai Mighty Mighty Bosstones nella creazione di quello che è il suono ska-core sarebbe quantomeno un’eresia.Questi otto (ex) ragazzi di Boston non solo sono stati tra i primi a far incontrare chitarre distorte con fiati e tutta velocità, ma sono stati anchequelli che nel 1996 con il tormentone “The Impression that I Get” -e relativo album (“Let’s Face It”)- hanno fatto conoscere questo genere ad unpubblico più vasto, decretandone il successo. Ma mentre della storia passata non si nutrono dubbi, qualche interrogativo ce lo si potrebbe porre suquella attuale; non che i Mighty abbiano avuto nella loro carriera clamorose cadute di stile, semplicemente potrebbe succedere che dopo sette album e migliaia di concerti in completo nero non abbiano più niente da dire.Eppure, sarà per il cambio di etichetta e conseguente ritorno ad un’indipendenza a loro più congeniale, sarà perché hanno ancora voglia difar capire chi è che sa suonare, ma non riesco a considerare “A Jacknife to a Swan” un disco inutile. Certo, dopo di loro molti ci hanno riproposto laloro ricetta, ma i risultati non sono stati gli stessi, e nel 2002 capita che ci sia ancora bisogno di loro per ascoltare buona musica, ascoltare “You Gotta Go” con il suo incidere altalenante per rendersene conto. Un disco dei Bosstones calato nel 2002, che ci fa capire come alle volte non serva l’irruenza giovanile quanto l’esperienza per fare buone canzoni.


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