MINUS: Jesus Christ Bobby

MINUS: Jesus Christ Bobby
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MINUS: Jesus Christ Bobby

I Minus sono una formazione islandese di recente formazione (’98) che ha davvero molto da dire e la Victory si dimostra ancora una volta un’etichetta all’avanguardia nel proporre sempre nuove e poco commerciali band, dando spazio ad espressioni musicali molto varie tra loro e provenienti da ogni angolo della terra. Il disco in questione incuriosisce già per l’artwork dall’aspetto “glaciale”, semplice, completo di testi e info e dai caratteri un po’ psicotici. E la musica? Qui viene il bello, il quintetto nordico unisce infatti diversi stili usandoli con grande efficacia. L’approccio ricorda al primo ascolto un po’ gli Strapping Young Lad di Davin Townsend, con tecnologie elettroniche, suoni secchi e aggressivi, atmosfere post-industriali inquietanti e con una grande abbondanza di passaggi eterogenei. L’inizio del cd con Chimera è piacevole, devastante e lascia poi il posto alle caotiche Leisure e Modern Haircuts (nella quale troviamo ospite Einar Orn dei Sugarcubes). Ecco che così, dopo tre brani, si delinea già in modo chiaro il sound del gruppo: la voce è spesso filtrata e si esibisce in linee urlate, melodiche, parlate/rappate, i riffs di chitarra sono ora spezzati e sincopati, ora lanciati e aperti, sempre rivelando radici nordiche miscelate al più recente nu-metal. I cambi di tempo sono tantissimi e gli stacchi imprevedibili e disorientanti. Arie melanconiche emergono con forza in pezzi come Misdo e Pulse (il singolo dell’album), così come la furia infernale del gruppo si esprime in quasi tutte le tracce e in particolar modo in Frat Rock, Liquid Courage o Peccadillo. A sorpresa Arctic Exhibition ci svela anche l’aspetto acustico (di prim’ordine) della band. E infine c’è spazio anche per la classica hidden-track, la quasi strumentale e visionaria traccia numero 12. “Jesus Christ Bobby” è insomma un disco che richiede un ascolto senza prevenzioni, un lp che dev’essere scoperto con calma e da chi ha voglia di musiche aggressive ma fuori dagli schemi più quotidiani. Un gran lavoro che merita attenzione. Tracklist: Chimera – Leisure – Modern Haircuts – Misdo – Electra Complex – Frat Rock – Arctic Exhibition – Liquid Courage – Denver – Peccadillo – Pulse – (hidden track).


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