MY OWN RUSH: On your left

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MY OWN RUSH: On your left

Punk melodico, di quello ben suonato e ben arrangiato, cose semplici per carità, ma sempre molto piacevoli da ascoltare. Sono i MY OWN RUSH, quartetto di Novara attivo da 3 anni e con alle spalle un mini cd, alcune date in Italia e all’estero e qualche buon riconoscimento in giro per la rete.
“On your left” è il nuovo lavoro che ci presentano e non c’è nulla da dire: le ritmiche veloci, le chitarre distorte, le voci tipiche del punk melodico formano una miscela che risulta davvero piacevole per l’ascoltatore, convinto dalle prime battute del disco di ascoltare la solita banale roba emo-punk, ma in grado, col proseguire dell’album, di ricredersi ed apprezzare il lavoro della band.

“On your left” e “There’s a mess” sono un inizio bello dritto che, con un “uno-due”, catapultano l’ascoltatore nell’allegro mondo dei MOR.
“This sound”, con la sua intro di chitarra acustica, è forse un po’ troppo Blink 182, ma ci può stare, visto che la tendenza del lavoro è verso sonorità morbide e mai cattive, con quelle chitarrone distorte che creano uno scudo duro a proteggere un cuore tenero. Quando il pezzo esplode diventa molto bello e non importa se la vena è abbastanza commerciale, perché il brano è, senza dubbio, il migliore del disco.

Un’atmosfera “emotional” , una musica soft e l’assenza del cantato, compongono “Flashes from a crowded mind”, brano strumentale che lascia piuttosto perplessi, sia per la poca consistenza dell’atmosfera che crea, sia per la totale estraneità al resto del lavoro.
Si chiude con una gost track, che riprende in modo deciso le sonorità delle prime canzoni, con una buona carica, giusta per un finale da “live shows”, che lascia tutti con sorriso.

Quando l’ultimo accordo di chitarra svanisce e il disco si conclude, si traggono somme positive.
ONE YOUR LEFT è un buon lavoro, non c’è che dire, per una band che non ha inventato nulla di nuovo, ma si limita a percorrere bene un filone già segnato, ma sempre alla ricerca di nuovi interpreti.


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