NABAT: Archivio Vol. 1

NABAT: Archivio Vol. 1
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NABAT: Archivio Vol. 1

Io ho sempre considerato i Nabat la miglior oi! band italiana di sempre.
Tanto che ho chiamato il mio nuovo progetto cartaceo proprio Nichilistaggio, una delle loro canzoni più amate.
Crudi, grezzi e tremendamente oi!, testi incisivi nella loro semplicità, a distanza di più di 20 anni vedere Steno sul palco fa venire ancora i brividi, i testi mirati, veri, finalizzati per entrare nella testa, oltre che nel cuore, di più generazioni diverse.
Questa che ho tra le mani è il primo volume dell’antologia dei Nabat (presto uscirà il secondo e ultimo cd).

Ce n’è davvero per tutti, si passa dalla bellissima “Zombie Rock”, alla loro “Generazione 82”, alla stupenda canzone di unione “Skins & Punks”, alla rabbia per i politicanti di Bologna in “Laida Bologna”, poi si passa a veri anthem come “Potere nelle strade”, Scenderemo nelle strade”.
Si continua con “L’asociale oi!, alla famosissima “Fotti i poseurs”, alla stupenda “Nichilistaggio” dedicata ad un anarchico ucciso in Francia e a pezzi di denuncia come “Senza soldi senza Casa” alle rabbiose “Lavoro”, “No armi” e tante altre

Ben 25 canzoni registrate decentemente, booklet interessante, seppur sprovvisto di testi. Ora secondo me rimane poco da dire, un’antologia ben fatta per una grande band, quasi tutte le loro canzoni sono anthem, vedete di procurarvelo.
Voto 3 case su 5


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