NERF HERDER: American Cheese

NERF HERDER: American Cheese
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NERF HERDER: American Cheese

Puntuali come ogni estate eccoci alla recensione dell’ultimo lavoro dei Nerf Herder, questa volta un album vero e proprio e stavolta per la Honest Don’s.E che l’estate sia la stagione di questi quattro pazzi da Santa Barbara lo si capisce subito ascoltando questo “American Cheese”; in inglese si direbbe che le melodie sono “catchy”, come a voler dire “melodie e testi senza alcun impegno”. D’altra parte lo dicono anche loro che nascere a Santa Barbara non è proprio come essere su di una strada, per cui la rabbia e la denuncia lalasciano volentieri a gruppi più onesti e calati nell’ambiente per dedicare i loro brani a personaggi come Mr. Spock oppure a Jenna Bush, figlia del piùtristemente noto George W. Il loro manifesto programmatico, ovvero l’iniziale “Welcome to My World”, va proprio in questo senso: fun fun fun e poi, se non l’avete ancora capito, ancora fun, così come le lorodichiarazioni che vedono in questo “American Cheese” “un viaggio dentro le profonde esperienze umane… amore, alcool e masturbazione” parlano da sole.Un pop punk “stupido” che meriterebbe la popolarità dei Blink 182 se solo le cose andassero secondo logica, ma che in attesa che questo avvenga ci regala una mezz’ora di onesto disimpegno, con contorno di intelligente ironia (leggetevi il testo di “Defending the Faith” per rendervene conto) e che allontana la noia con una ricetta semplice ma ben cucinata.


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