NINE: Killing Angels

NINE: Killing Angels
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NINE: Killing Angels

I nostri vicini svedesi hanno ancora una volta dimostrato la loro evidente lungimiranza in fatto di musica rock in Europa. Intendo il rock in tutte le sue forme proprie più scure, visto le etichette tipo death, crust, thrash non mi é mai stato chiaro dove inizino e dove finiscano… E dico rock riferendomi a tutti i gruppi che dalla Scandinavia escono per gridare a viva voce la loro forza innovativa: Entombed, Breach (di cui ho appena sentito il nuovo: é da scoprire…), Refused, e anche i Turbonegro. L’ennesima bella sorpresa viene dai Nine. Questo quartetto si era già messo in mostra suonando praticamente in tutti i festival estivi nordeuropei con grande consapevolezza dei propri mezzi, ma soprattutto dando alle stampe il precedente disco “Light’s Out”. Un album che tracciava già la via di un rock-punk insieme ritmato e aggressivo, noncurante nell’affrontare radici e orizzonti musicali differenti (l’album era prodotto in parte da Miezco dei Nasum e da Matthias dei Millencollin). Ora con questo “Killing Angels” procedono sulla stessa strada, evolvendosi percorrendola. Il disco é stato registrato al Dug Out Studio di Uppsala, in Svezia, per la maggior parte da Daniel Bergstrand. Le 10 tracce che ne risultano riflettono le buone aspettative lasciate dall’ultimo disco. La voce gridata al limite tracheale sorregge delle composizione all’incrocio tra diversi stili: a metˆ rock e metˆ punk, quando non si avventurano su melodie stoner ˆ la Kyuss (“Discontent O.D” e “Cardiac Arrest”), o stringono la mano agli Entombed (“The Strategy of Fear” e “Them” con lo stesso Lars Petrov degli Entombed come special guest). La batteria é devastante, condotta con gusto e tecnica dall’ottimo batterista Tor Castensson; il basso é puro rinforzo ritmico dei riff di chitarra, ne evidenzia e rafforza il tiro, uscendo raramente in armonizzazioni proprie. Ascoltandoli visualizzano la sensazione di essere affacciati sull’orlo di un deserto. E visto che in Scandinavia non ce n’é, dev’essere per forza una condizione spirituale.


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