OKKUPATO + VIRGINIA MADISON

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OKKUPATO + VIRGINIA MADISON

La mia adolescenza è stata accompagnata in sottofondo dai migliori gruppi della scena Melodic Hc, ho avuto la fortuna di crescere musicalmente, e certamente anche umanamente, con band come Strung Out, Lagwagon e Bad Religion. Ormai sono giunto ad una certa età, ho messo giudizio nella mia vita, d’altronde qualche capello bianco è iniziato a spuntare, ma l’Hardcore Melodico è rimasto un punto fermo della mia vita. Non faccio parte, ne mai ne farò parte di quei modaioli (Punkster/Sonic…dove siete finiti?!) che da 4-5 anni a questa parte, cresciuti a forza di melodic Hc, si sono spostati in due direzioni: da una parte gli emo-derivati, dall’altra i fautori del nuovo brit-pop. Entrambe le scene (mode?!) hanno prodotto sicuramente qualcosa di buono, ma di sicuro non tanto quanto la feccia di cui hanno inondato il mercato.  

Molte volte sento nostalgia di quei anni, non dico che la lacrimuccia sul mio viso scende ma ci siamo vicini, e sento il bisogno di rispolverare i grande classici come “Twisted by Design”, “Leche con Carne” o “Ballads from Revolution”. Questa volta invece la saudade per quei giorni ci hanno pensato due giovani band italiane a farmela passare con uno split arrivato sulla mia scrivania qualche giorno fa. Codeste band rispondono ai nomi di “Okkupato” e “Virginia Madison”, che come direbbe Greg Graffin con il loro sound sono sicuramente “out of fashion”: noi tutti ringraziamo Iddio che lo siano.  

Inutile negare che gli “Okkupato” non brillano certo per originalità in fatto di nome ed ancora più per la scelta di usare le K, cosa che mi ha sempre urtato non poco. Fortunatamente ad una discutibile scelta in fatto di nome sanno rispondere con la loro musica: un potente Hc melodico con cantato in italiano. I loro sei brani sanno coniugare melodia e potenza con la lingua italiana, lingua sicuramente poco adatta a questo tipo di musica. Forti gli echi dei primi Lagwagon e Pennywise, tra i precursori del genere, che vengono presi dagli Okkupato come base per creare la loro personale via ad un genere che ha dato molto e che molti danno per spacciato. In “Niente ci resta” tendono un po’ troppo a compiacersi e dopo i primi 3 minuti inizia un parte solo musicale (che arriva fino a 7’ e 44’’), ottimamente suonata ma che personalmente ho sempre disapprovato in questo genere che fa dell’immediatezza e della spontaneità uno dei suoi punti di forza. Concludono il loro set con “Ancora in viaggio”, canzone semi-acustica (che probabilmente non passerà alla storia per originalità),  personalmente in uno split se fossi stato al posto loro avrei preferito sparare le mie cartucce sul mio campo (ove riesco ad esprimermi sicuramente sopra i livelli medi) invece che far deviazioni in ambiti non propri. Questo ultimo piccolo incidente non inficia l’ottima impressione che le precedenti 5 canzoni mi avevano fatto, senza considerare che sono alla loro prima uscita ufficiale e quindi meritano un doppio plauso.  

I Virginia Madison invece “esumano” un nome di, perdonatemi il neologismo, di “strungoutiana” memoria. Cresciuti anche loro a pane e melodic hc come i compagni di split si propongono con 6 brani di straordinaria potenza e melodia. A differenza dei compagni di avventura maggiormente influenzati dal filone del Cali-punk, nei Virginia Madison è più forte l’impatto della nuova scena dominata da band come Strike Anywhere, Rise Against e dai sempreverdi Strung Out (d’altronde il nome non è stato scelto a caso). Accanto alla voce melodica si accompagna in molte parti un controcanto in “scream”, per certi versi ricordano gli ottimi austriaci Ephen Rian dell Wynona Records. Grande personalità anche per loro, riescono a proporsi con carattere grazie ad un’ottima tecnica di base e una capacità compositiva non comune per un band alla prima prova. Gli anni di gavetta fatti con tanta fatica condividendo palchi con importanti band come Raw Power o Beerbong danno i loro ottimi risultati in questo split. Non sono il classico clone italiano di quello che ci hanno insegnato gli americani, dimostrano che il “germe” del melodic hc può crescere ovunque se alla base vi è sincerità, coerenza e amore per questa musica. Un’ottima prova che darà i suoi risultati solo se la band saprà mantenere questa umiltà e questa voglia di crescere, cosa che vivamente mi auguro. 

Un ottimo split in cui due giovani band si propongono al grande pubblico; gli amanti del melodic hc troveranno pane per i loro denti affamati di buona musica. Un nuovo anno che per la IndieBox Records inizia nel migliore dei modi. 

Voti: Okkupato 8 – / Virginia Madison 8+  
Ps. Non ci sono vincitori tra le due band, l’unica vincitrice è la buona musica! Oi! 

Tracklist
Okkupato

La nuova stagione-Non sei più tu-Quando le cose cambiano-Niente ci resta-Il tempo non si ferma-Ancora in viaggio 

Virginia Madison
Opus dei-Bad suicidal bathroom tip-Independency addicts-Casualty-Madame apath-Paranoid Parade 


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