PAOLINO PAPERINO BAND Libera Libero … now!

PAOLINO PAPERINO BAND Libera Libero … now!
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“Prima dell’emo, Prima degli Shandon e dell’invasione skacore di metà anni ’90, prima di Rock Tv, MTV, Allmusic, Rocksound, e media vari, prima che il punk uscisse dai centri sociali, c’erano loro: i Paolino Paperino Band.”…

Anni di resistenza reale ed autogestione del LIBERA di Modena che ora qualcuno vuole radere al suolo per costruire un autodromo, forse ci riusciranno ma avranno vita dura prima di poter scalfire con un solo artiglio di acciaio un luogo che ha visto una generazione di Kids uniti in sua difesa.

La manifestazione del 5 giugno 2004 ha voluto unire tutti quanti intorno ad un evento per ribadire il no all’abbattimento di ogni luogo autogestito, oggi Modena…. domani?

 

Forse un tempo questa comunanza o appartenenza, come diceva Gaber, era piu’ sentita, sara’ l’eta’ ma vedo una situazione diversa e comunque Colbi eed i ragazzi del Libera sono stati in grado di dare un motivo in piu’ affinche’ ci fosse mobilitazione e giungessero a Modena Kids da tutte le parti, Torino, Genova, Savona, Milano, Parma, Reggio, Sassari, Palermo, Napoli, Voghera, Bologna, Pescara, Bari, Lecce, Como, Varese, Piacenza, Lodi… solo alcuni dei volti che ho incrociato di ragazzi e non che ormai vedo da anni in giro per concerti e manifestazioni…immancabili le vecchie guardie di Kids che hanno vissuto la nascita del PUNK e di certi movimenti di autogestione etc etc…c’è chi addirittura è arrivato da Bologna in bicicletta, matto? No, semplicemente un motivo per dire no ai motori e alla civilta’ selvaggia che ci limita il vivere la natura fuori dagli schemi che ci vuole all’nterno del meccanismo industriale e consumista.

Che dire?  Festa si, Lotta pure. Un binomio perfetto che ha reso possibile la resistenza ad oltranza del LIBERA.

Per quanto ci riguarda noi di Punkadeka saremo sempre vicini a queste tematiche, oltre la musica e tutti gli aspetti inerenti, crediamo che non si debba snaturare il PUNK che prima di tutto è una ATTITUDINE che va oltre la componente musicale, essa è solo il mezzo espressivo…cosa che in  molte band hanno perso di vista negli anni, cullati da sogni di fama e popolarita’ o traditi dai sogni della grande truffa del R’n’R…il 5 Giugno, in terra di modena, qualcuno ha dato la dimostrazione del contrario…mi sembrava di esser tornato indietro nel tempo “ Anarchia e liberta’ ”.

Ora vi lascio alla recensione del Ga che vi posso confermare era emozionantissimo…del resto come controllare l’emozione di fronte ad un sogno che si avvera?  E comunque non era l’unico.

 

Per info sul libera visita:http://www.libera-unidea.org/home.htm

Fulvio”Devil”Pinto

 

Paolino Paperino Band

Modena, 5/6/2004

A cura di Gabriele “Ga” Squillace

Prima dell’emo, Prima degli Shandon e dell’invasione skacore di metà anni ’90, prima di Rock Tv, MTV, Allmusic, Rocksound, e media vari, prima che il punk uscisse dai centri sociali, c’erano loro: i Paolino Paperino Band. Non ne hai mai sentito parlare?

Lo immaginavo.

Di loro esiste solo qualche cd e vinile ormai introvabile, non cercateli neanche…qualche buonanima ha fatto una pagina internet piena di mp3 loro, cercatela, se la trovate, vi trovate davanti ad un autentico tesoro: potrete scoprire com’era una volta il punk, 80% cuore, 5% tecnica, 15% attitudine…e i Paolino non sono mai stati “solo” un gruppo punk, nella loro musica si sono mischiati ska, punk, rock’n’roll, hardcore, un primo timido accenno di rap-metal, funky, grind, ragamuffin…insomma tutto ciò che fa battere il cuore a noi ex-giovani centrisocialisti ormai in disarmo.

 

 

 Ma i Paolino per secoli sono stato solo un nome perso nella leggenda, e un vago ricordo nella memoria di chi li ha visti prima del loro s cioglimento (non chidetemi quando è stato), una leggenda perennemente alimentata da voci di possibili reunion mai avvenute, se non nei nostri sogni. Un gruppo, in definitiva, circondato da un’area di mito che nessuno in Italia ha, ha avuto e avrà mai più, che ha mosso i propri passi in un periodo in cui fare punk era ancora pericoloso, oggi quei tempi sono tornati, è ora di scendere per le strade e far vedere alla gente che anche se MTV ci ha annacquati e addomesticati, sappiamo ancora mordere…per questo sono tornati (almeno per oggi) i PPB.


Oggi a Modena si manifesta contro l’abbattimento del CS Libera per la costruzione di un autodromo, motivazione assai nobile e importante per cui questa band ha deciso di dare una mano a sensibilizzare la popolazione; popolazione che è scesa in strada numerosa e festante tra bottiglioni di vino, birre e tutto ciò che fa “manifestazione”, ma questa manifestazione ha un asso nella manica. Asso che si materializza dal nulla sul furgone di testa, nel tripudio di un pubblico che non può credere ai propri occhi…il 90% di queste persone (me compreso) i Paolino non li ha mai visti, li ha sempre e solo ascoltati e amati, ma quasi nessuno sa dare un volto alla band. Salgono sul palco, il tempo di aggiustarsi e partono con “La Mela”…è subito il delirio, uno dei pezzi più amati dalla gente cantato a squarciagola da tutti, segue a ruota “Tafferugli” col suo ritornello epico (suonata un po’ lenta in realtà) scatena il pogo; da qui in poi è un susseguirsi di canzoni che hanno segnato la gioventù di tutti noi: “Ics”, “stronzi”, “La Pentola”, “Tonnoplast”, “Troietti”, “Carabinieri” e mille altre di cui neanche so il titolo. Mi guardo intorno, la gente cammina e canta, beve e canta, poga e canta, balla e canta mentre cammina, e tutti, e dico TUTTI hanno gli occhi lucidi e trattengono l’emozione a stento…emozione che si scatena in “Fetta” con un pogo gigantesco e la conclusiva catarsi con “PornoTu” (o “pornotour” o “Pornotv”, nessuno ha mai capito come si chiama) con migliaia di persone pazze di gioia che urlano “la faccia di mia madre in primo piano sullo schermo/ con la broda che le cola in gola/ mammina sei tu/ mamma adorata sei liii/ ed i miei amici son quiii/”. Finito il concerto il cantante (esteticamente una specie di versione “giovane”, scrausa e punk di Mick Jagger) scende dal furgone, ma l’insistenza della gente lo fa risalire per i bis con “La Mela” e di nuovo “Fetta”…viene richiesta a gran voce “Alcool puro”, ma il chitarrista impugna un megafono e inizia ad urlarci dentro: “Disperdetevi”, “Tornate a casa, drogati”, e cose simili…Ok, finito il sogno ad occhi aperti possiamo tirare un paio di conclusioni a mente lucida: erano secoli che non suonavano più insieme live e si vedeva, qualche errore nell’esecuzione, “tafferugli” veramente troppo lenta, un bel po’ di imprecisioni, stonature e dimenticanze di testi…ma tutto questo non ci fa dimenticare che abbiamo appena assistito ad un concerto STORICO, che resterà per sempre nella memoria di chi l’ha vissuto.

 


Bentornati Paolino, ora restate con noi!P.S: Ah, per una mezz’ora ha suonato anche un altro gruppo con l’indubbio pregio di avere una batterista donna (molto brava tra l’altro), ma siamo seri, a chi interessavano?


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