Partirò Per Bologna (16 settembre 2017 – Bologna)

Partirò Per Bologna (16 settembre 2017 – Bologna)
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Sabato, 16 settembre, dopo che due giorni prima scopro che il mio volo che mi avrebbe portato verso il concertone degli Amici Kaos Urbano per i Bukaneros del Rayo Vallecano a Madrid, parto per Bologna per uno degli eventi dell’anno in Italia.

Arrivo all’Estragon e già si vedono parecchie facce conosciute. Nota da parte per Fulvio che rivede con tantissimo piacere dopo tanto tempo. Lo vedo in forma e come sempre con la sua macchina fotografica in cerca di scatti. Un grande! Poi con tutta la crew della Banda Bassotti si va a fare la foto per i compagni di Alsasua nei Paesi Baschi.

Entro all’Estragon e la bella serata parte con Filippo Andreani e gli Atarassia Grop. Che piacere risentire qualche loro classico come “Un’altra domenica”, visto che di live attualmente ne fanno davvero pochi. L’ultimo infatti se non vado errato era stato quello al Tributo Joe Strummer in quel di Bologna. Ma live sono sempre una garanzia ed è sempre un gran piacere vederli sul palco.

Dopo spazio ai Klaxon, storico gruppo Punk di Roma. Dopo di loro rivedo con piacere dopo un sacco di tempo The Gang. Semplicemente emozionante “La Pianura dei sette Fratelli” in ricordo ai Fratelli Cervi – con Adelmo Cervi sul palco a cantare la canzone insieme alla band.

Avanti col Punk dei Ghetto 84, il rap degli Assalti Frontali e lo ska degli Arpioni. Poi sale sul palco una leggenda: Roy Ellis.

Finale di concerto riservato alla Banda Bassotti che fa il solito grande concerto senza dimenticare importanti questioni politiche, di lotta, ecc. Dopo un concerto dove c’è spazio per grandi classici come “Potere Al Popolo”“Stalingrado”, ecc., sale sul palco per qualche canzone Fermin Muguruza. Un vero evento vedere lo storico musicista basco, fondatore dei Kortatu, in Italia. E qui ho detto tutto.

Riassunto generale: un evento quasi unico in Italia (speriamo che ne vengano organizzati di più di questo calibro) per organizzazione, dimensione e varietà di stili musicali. A confermare tutto questo anche la massiccia presenza di musicisti, altri organizzatori di concerti, ecc. Per quanto riguarda l’organizzazione mi viene in mente una parola sola: impeccabile. Infatti davvero per certi versi non sembrava nemmeno di essere in Italia. Essendo disabile/in sedia rotelle a gran parte dei concerti, ringrazio prima di tutto per lo spazio disabili a lato del palco – tra l’altro non invaso da gente che non c’entra niente come spesso accade. Si vede che quando le cose vengono organizzate bene, anche i dettagli funzionano – a differenza di certi eventi organizzati da promoter e agenzie grosse alle quali interessano prima di tutto i soldi e poi il resto – vissuto in prima persona al Carroponte quando avevano suonato i Dropkick Murphys. In generale clima e atmosfera proprio bella, familiare. Non il tipico grande evento che puzza di “prima gli incassi e poi il resto”. Infatti anche i prezzi d’ingresso mi sembravano più che onesti. Anche in questo campo se ne erano viste di peggio direi. Si respira aria sincera, aria di cuore e passione come piace a me. Non c’è nemmeno il buttafuori che si sente super potente. Semplicemente una bella festa come piace alla gente come noi. Un sincero GRAZIE all’organizzazione per aver messo in piedi una cosa così da queste parti. Si sa che in Italia purtroppo non è facile, MA nulla è impossibile. Infatti la grande partecipazione della gente conferma che è stato un successo a 360 gradi per la nostra scena, la nostra musica.


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