Partirò per Bologna ed. 2018

Partirò per Bologna ed. 2018
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Report di Alessandro Pentassuglia

Il ritorno degli Ska-p in Italia dopo una pausa di 5 anni è un appuntamento che in molti attendevano, a dimostrarlo infatti c’è un sold out annunciato e raggiunto con un ben oltre un mese di anticipo. Premiati comunque i più ostinati che hanno raggiunto l’area concerto e trovato i biglietti in rivendita di coloro che a quanto pare han dovuto rinunciarci per forza maggiore.

La location che ospita il ritorno della band spagnola è l’Estragon di Bologna, per la seconda edizione del “Partirò per Bologna”, festival dedicato al punk e allo ska e da un sempre maggiore impegno sociale.

Dopo il successo della prima edizione che aveva coinvolto oltre dieci band, richiamando gente da tutta Italia ma anche da Francia e Germania, l’occasione è più che mai quella giusta per ripartire dopo gli spiacevoli episodi di matrice fascista avuti durante l’ultimo Bay Fest.

Ma andiamo con ordine, perché oltre agli Ska-p, sono state tante le band che hanno scaldato l’aria dell’Estragon già dal primo pomeriggio.

Purtroppo per motivi di lavoro raggiungo l’area dell’ex Parco Nord intorno alle 19:30 e nonostante le mie corse arrivo sotto il palco proprio a chiusura dello show della band romana “Radici nel cemento”, che oltre a riproporre i classici di una carriera lunga oltre 20 anni, presentava i brani dell’ultimo album “Fuego Y Corazón” pubblicato a maggio. Bastano comunque quei pochi minuti per convincermi che deve essere stato un pomeriggio davvero bello caldo in quel dell’Estragon.

Prima di loro a salire sul palco erano stati i Los3saltos: collettivo romano che propone un mix di cumbia, murga, folk italiano, reggae e dai forti ritmi latinoamericani. Caratterizzati da una ricca componente di percussioni e da chitarre melodiche trattano temi di carattere sociale-politico e interpretano al meglio il significato di “fiesta”. Vi suggerisco di dargli un ascolto.

Ad aprire la kermesse bolognese, invece, erano stati nel primo pomeriggio il duo Rock’n’Roll Suicide che con chitarra acustica e tamburelli ripercorrono la strada del rock’n’roll e del punk con un suono grezzo e pieno di emozioni. Poi Filippo Andreani con il suo mix di cantautorato folk e punk. E infine i Gang, marchigiani ed eredi italiani di quelle sonorità clashiane ed il loro combat-folk, che han bissato la presenza del 2017 (E’ stato davvero un peccato perdermeli dal vivo).

Ritorniamo al presente e riprendiamo quello che sta succedendo all’Estragon. Sul palco i tecnici preparano il tutto per la prossima band, e io approfitto della pausa per fare un giro. Un salto a una zona merch abbastanza vuota e triste dove puoi trovare solo qualche maglietta degli Ska-p e della Banda Bassotti mi convincono a uscire fuori prima di tutto per prendere una boccata di ossigeno e secondo per fare un giro alle diverse banchette che colorano e illuminano l’ingresso dell’Estragon. Due chiacchiere con gli amici, uno sguardo al backstage con la speranza di beccare Pulpul o Joxemi, la rinuncia al panino vista la lunghissima fila per l’unico food truck presente ed è tempo di rientrare perché gli Shots in the Dark hanno già iniziato.
La nutrita band romana composta da ben nove elementi allieta la serata e lascia respirare i presenti. Accompagnato da una birra bella fresca seguo il loro show defilato nelle primissime file apprezzandone la miscela di reggae e rocksteady con sonorità soul e R&B.
La scaletta prosegue a questo punto con Juantxo Skalari & La Rude Band che riaccendendo il pogo sotto il palco con un sound che è un mix tra punk, reggae e rude ska. Non conosco questa band spagnola, è la prima volta che la incontro sul mio cammino e poco so di loro, ma riescono comunque a coinvolgermi molto facilmente, trascinandomi con il loro ritmo che fa molto rockabilly.

Sono da poco passate le 21:30, l’aria all’interno dell’Estragon comincia a farsi davvero rovente, tra il pubblico presente appaiono le prime bandiere mentre sullo sfondo sventola la bandiera antifascista. Il concerto assume toni fortemente politici ed è ben chiaro che è arrivato il momento della Banda Bassotti.
Una band alla quale non servono presentazioni. Ammetto di non essere un loro fan più affezionato, e infatti sono diverse le recenti canzoni che non riconosco, ma il ritmo è sempre lo stesso che contraddistingue la band da oltre 30 anni e basta un giro di ritornello per farsi trascinare anche non conoscendo i testi. Quando poi tiran fuori i pezzi classici non è solo la mia voce ad esplodere ma quella dell’intero pubblico: Figli della Stessa Rabbia, Luna Rossa, Beat-Ska-Oi!, Partirò per Bologna (che da appunto il nome al festival), Mockba ‘993 e Bella Ciao in chiusura accompagnate dall’immancabile Adelmo Cervi coinvolgono tutti fino alle ultime file e di sicuro lasciano un qualcosa di speciale dentro tutti i presenti!

Giunge quindi l’atteso momento dei super ospiti della serata, ma prima di vederli salire sul palco bisognerà attendere un po’ più del previsto. Una 40 di minuti o più sembrano snervare i presenti, c’è chi li chiama a gran voce, c’è chi come al solito accusa gli spagnoli di essere diventati troppo snob. La verità la scopriremo solo a fine concerto parlando con Joxemi, che oltre a riservarci un caloroso saluto ci teneva ad avere un parere sulla qualità dell’acustica, visto che a quanto pare sul palco non c’era un buon ritorno del suono. Non ho saputo dare un voto, ma nelle prime file non ho notato particolari problemi, o forse ero io troppo preso dal loro ritorno per poter notare i dettagli più minimi.
Avvolti dal buio, intorno alle 11:30 gli Ska-p fanno il loro ingresso sulla scena e decidono di partire subito con il botto tirando fuori “Gato Lopez” e “Mestizaje”. Segue poi il nuovo singolo “Jaque al rey” estratto dall’ultimo lavoro “Game Over”. Una brevissima pausa per i saluti al pubblico prima di ricominciare con “Solamente por pensar” permette di far notare l’assenza di Pipi. Per il vero l’assenza dello showman era stata ben chiara fin dal loro ingresso, ma non me ne vogliano i fans storici, la sua assenza a mio parere non si è sentita. Gli Ska-p si sono liberati dei ripetuti e scontati sketch? Sarà la scelta giusta? Sicuramente ai molti mancherà ma per quello che ho visto, su “Cannabis, Crimen Sollicitationis, Mis colegas” sono stati assolutamente perfetti : energetici, scatenati e adrenalinici nonostante l’età segnata dal pizzetto bianco di Pulpul. La decisione di andare avanti nonostante l’assenza di Pipì in questa prima occasione si dimostra vincente davanti un pubblico in visibilio. Come al mio solito, grazie sempre a chi mi tira su, non mi son fatto mancare neanche in questa occasione uno stage diving sulle note di “El Niño Soldado” a metà concerto. “Kasposos” e dopo una brevissima pausa la chiusura con “Romero el madero e El vals del obrero” sanciscono il trionfante ritorno degli Ska-p. Bentornati Ragazzi!!!!
Sicuri di rivederli presto in Italia, molto probabilmente durante la prossima estate ci avviamo verso casa, felici di ritrovare la band spagnola in piena forma e senza ombre di ruggine.


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