PAYBACK

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Tre album alle spalle e grande attitudine, una band che non ha nulla da invidiare ai grossi nomi stranieri e che sotto sotto (ma neanche tanto) ha due palle così!

 Come si vive l’hardcore nel pianeta Payback e a Roma più in generale?

Damiano: Rimanendo sempre coi piedi per terra, sempre ancorati alla realta’ e fedeli alle nostre radici e alla nostra cultura. A Roma la “scena” e’ ormai consolidata, e’ cresciuta molto in questi anni e noi siamo orgogliosi di farne parte.

 

Parliamo della vostra ultima fatica “King’s of nothing”, un cd che segna decisamente la vostra maturazione sia in ambito musicale che nelle liriche. Ci vuoi parlare di questo album e di come è venuto fuori, e cosa è cambiato nella realtà Payback in questi anni?

Damiano:KON e’ il nostro terzo cd, voluto fortemente per segnare un periodo molto importante per noi. In questi anni siamo cambiati molto, siamo cresciuti, abbiamo avuto delle esperienze molto importanti musicalmente parlando, siamo stati capaci di “esportare” la nostra musica fuori dagli Italici confini, ma soprattutto siamo riusciti nell’ intento primario, quello di essere fratelli prima che componenti di una band. Ci abbiamo sempre creduto molto in questa cosa e ora guardandoci indietro possiamo dire di non avere rimorsi o rimpianti, ogni momento positivo o negativo lo abbiamo vissuto insieme, condividendo gioie e dolori. Kings Of Nothing e’ tutto questo, ma e’ anche la nostra visione di una società in continuo declino, una mondo dove nessuno ti regala nulla e dove devi conquistare il tuo spicchio di libertà con i denti.

 

 “Re del nulla” un brano all’interno del cd che da anche il titolo all’album stesso, a questo punto credo sia importante questa canzone per voi o sbaglio? È un inno, un anthem, insomma qualcosa che vi identifica. Siamo noi, poveri ragazzi di oggi, i veri re del nulla?

Damiano:Si, in realta’ siamo tutti un po’ cosi’. “Re Di Niente” ma anche schiavi di nessuno. I nostri valori, la nostra musica e i nostri fratelli sono tutto cio’ che abbiamo, ce li teniamo stretti e cerchiamo di andare avanti, in un modo o nell’altro.

 

 Nella canzone “Loser’s race” vi accanite con un certo tipo di persone che purtroppo si nascondono dentro la scena hardcore e che contribuiscono alla sua rovina. Chi sono i perdenti di cui parlate?

Damiano:Sono tutti quei sfigati che parlano alle spalle, che a 18 anni ti vengono a dire che cosa e’ hardcore e cosa non lo e’, tutta quella gente che vive su myspace tutta la giornata e non va mai ad un concerto… sinceramente ci siamo un po’ rotti il cazzo di questi coglioni…

 

 

 Ho notato che i testi dell’ultimo cd hanno una chiara vena negativa; questo è stato fatto volutamente per rispecchiare la situazione odierna che ci propone la scena hc e la realtà italiana o più semplicemente i testi derivano da un vostro momentaccio no?

Damiano:Beh, rispecchiano una situazione in continuo declino, come ti dicevo prima… il nostro paese va a rotoli, non gliene frega un cazzo a nessuno, al governo continua il gioco delle tre carte (anzi, due..), non c’e’ molto da stare allegri. Poi come se non bastasse ogni volta che accendi la televisione ti becchi il caso Cogne, il caso della studentessa di Perugia, la meningite, il problema dei rifiuti, sembra il preludio all’ apocalisse.

 

 Cambiamo argomento, mesi fa avete partecipato alla bellissima compilation “Roma Hardcore” in risposta a qualche gruppo nazi che ultimamente sta alzando un po’ troppo la testa con il loro “hatecore”. Ci vuoi parlare di come è nato questo progetto e di com’è ora la situazione nella capitale?

Damiano: Siamo stati contattati da un nostro caro amico, Pierpaolo Morgia, scenester di vecchia data e compare di bevute. Abbiamo subito accettato, anche perché in mezzo c’era pure Roberto di Hellnation che in questi anni e’ sempre stato dalla nostra parte e ci ha sempre supportato. Per quanto ci riguarda, non abbiamo mai utilizzato la nostra musica come veicolo di propaganda, ma penso che sia chiaro come la pensiamo. Non abbiamo niente a che fare con ideologie fasciste e tendenza razziste, ci tenevamo a farlo presente. Roma Hardcore siamo N’Oi!

 

 Ascoltando e riascoltando quella compilation sono arrivata alla conclusione che Roma pullula di gran bei grupponi. Sotto Roma però la situazione gruppi o label è davvero disperata (Sicilia a parte), hai riscontrato anche tu queste differenze? E cosa ne pensi a riguardo, come mai secondo te c’è un così grande divario?

Damiano: Mah, sinceramente non so che dirti. Purtroppo ho avuto poche occasioni di suonare piu’ a sud di Roma. Sicuramente mancano punti di aggregazione, spazi liberi che qui a Roma abbiamo invece sempre avuto e dove abbiamo avuto la possibilita’ di crescere e di far crescere le nostre passioni.

 

 L’hardcore e il punk in generale non è solo e semplice musica, è qualcosa che dovrebbe andare oltre al classico cd o alla serata del concerto, dovrebbe insomma essere capace di lanciare dei messaggi e soprattutto far pensare. Voi con il vostro hardcore cosa volete che rimanga nella testa dei kids ascoltandovi? Quali messaggi vi interessa trasmettere con la vostra musica?

Damiano:Non abbiamo mai avuto la pretesa di insegnare niente a nessuno, ci mancherebbe! Cerchiamo solo di raccontare quello che ci succede e quello che vediamo tutti i giorni. E’ bello vedere altri ragazzi che si identificano nella tua stessa condizione, e’ quasi un’unione tribale !

 

 

 L’hardcore, il genere che vi contraddistingue, oramai sta spopolando, creando così gruppi uguali ad altri gruppi, musiche sempre identiche.. Perché in Italia quando una cosa funziona la si continua a riproporre in mille salse fino alla nausea!? Significa davvero che non c’è più nulla di nuovo da scoprire o non lo vogliamo scoprire?

Damiano:Mah, musicalmente parlando non vedo tutti questi margini di evoluzione nell’ hardcore e nel punk, secondo me già e’ stato detto quasi tutto… La cosa importante e’ onorare al meglio la propria cultura, mettendo sempre il cuore e l’anima in quei 4 accordi e senza mai dimenticare le proprie radici.

 

 Se potessi un giorno vivere di solo hardcore, (ovviamente mantenendo ogni tua libertà su musiche e testi), pensi che cambierebbe qualcosa in te e nel tuo rapporto con la musica stessa? Non credi che sia bello fare musica per il piacere di farla, per la tua passione; se diventasse il tuo lavoro qualcosa inevitabilmente cambierebbe, sarebbe forse meno sincero e magari il rapporto con i kids sarebbe falsato, meno diretto ?

Damiano:Guarda, ti posso dire che di scelte importanti nella vita ne ho già fatte tante… ho cominciato a lavorare come manovale a 15 anni, a 18  ero già in regola come operaio manutentore presso l’Ippodromo di Capannelle. Ho resistito quattro anni. Poi me ne sono andato, ho cercato di aprire un negozietto molto DIY a S.Lorenzo che e’ imploso nel giro di due anni sommerso di tasse, affitti alti e calo drammatico delle vendite dei cd/vinili. Dopo questa “sciagurata” esperienza mi sono messo a lavorare di notte in alcuni locali della citta’, a volte alla cassa, a volte come security e a volte come promoter. Ora continuo a lavorare con un’agenzia di servizi musicali, ma ti posso dire che la ricerca della “libertà” sul posto di lavoro e’ una chimera. Si, ora lavoro in un ambiente familiare e in un settore che mi piace, ma non vedo grosse possibilita’ per il futuro…quindi, tornando alla domanda, se un domani avessi la chance di vivere di musica mantenendo la mia integrità morale, beh, ti dico proprio che lo farei.

 

 

 Parlando in giro per concerti spesso ho la sensazione che non solo l’hardcore non è più una minaccia, ma che in diversi casi stiamo perdendo pure un effetto aggregativo. Forse il fattore che sempre più persone  stufe di un certo atteggiamento di molte band non diversificano una band rock da una hc, facendogli perdere il significato?

Damiano:Proprio per questo bisogna sempre mantenere un equilibrio tra quello che succede oggi e le proprie radici culturali/musicali. C’e’ tanta gente in Italia che continua a sbattersi organizzando concerti, scrivendo su webzine/fanzine o portando avanti distribuzioni ed etichette. Poi e’ inevitabile che qualcuno esca dai binari, creando strane connessioni che nulla hanno a che fare con la nostra musica.

 

 Restando in tema, solo 3-4 anni fa i forum musicali erano popolarissimi, spesso di commenti interessanti ce n’erono pochi, ma era vivo l’interessa di ascoltare cose nuovi, gruppi giovani, recenti situazioni create. Ora i forum sono spopolati, ma non solo. Anche le distribuzioni vengono spesso ignorate, non tanto nell’acquisto, ma nello scambio di informazioni anche. Questo probabilmente anche a causa di internet, il dar tutto “facile con due click” sta facendo morire la curiosità e di conseguenza il concreto sostegno (cd e concerti) a questa musica.

Damiano:Si, il download sfrenato e’ una piaga, non c’e’ che dire. A farne le spese non sono le grandi multinazionali della musica, che tanto il modo di monetizzare lo trovano lo stesso, quanto le piccole etichette, quelle realta’ DIY che per smaltire 500 copie (dico 500, non 5000) ci mettono un anno… poi e’ normale che nessuno voglia piu’ pubblicare un cd, e’ diventata una gara a chi ci rimette di meno! Le piccole distribuzioni oggi si fanno un mazzo cosi’ per rientrarci delle spese, e spesso dopo un annetto mollano perché ci hanno rimesso un botto di soldi. Speriamo cambi qualcosa…

 

 Ormai siamo verso la fine. Da poco è nata Punkzine Italiane, un sito (ancora in costruzione) nata per posizioni di pensiero diverse da’’associazione Fanzine Italiane. Nonostante il basso interesse le zine su carta continuano, ed alcune di esse hanno anche un discreto seguito, le webzine nascono come funghi. Ho però spesso la sensazione che la durata di questi progetti, che ne possono valorizzare la credibilità, siano spesso brevi. Tu sei un lettore di fan/webzine e che peso credi abbiano sulla scena punk-hardcore italiana.

Damiano:Le fanzine/webzine hanno sempre dato un contributo importante alla crescita della “scena”. L’impegno disinteressato di chi si occupa di queste cose e’ lodevole, non c’e’ dubbio. Daie !!! Non mollate !

 

 L’intervista è conclusa, lancia un messaggio a tutti i ragazzi visti sotto e sopra il palco, ringrazia o saluta chi vuoi e magari dacci qualche anticipazione sul futuro dei Payback

Damiano:Come al solito voglio ringraziare tutti i ragazzi che ci seguono in giro per la penisola, chi organizza concerti, chi come voi da voce e spazio alle realta’ punk/hc.

Prossimamente uscirà una ristampa dei nostri primi due lavori su un unico cd contenente anche delle bonus track con collaborazioni illustri (tra tutte Roger Miret degli A.F.) e stiamo chiudendo le ultime date per il solito tour in Germania nel periodo di Maggio ‘08.

Vi ringrazio ancora moltissimo per questo spazio !

Un saluto a tutti! DAMIANO PAYBACK


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