PERSIANA JONES: Agarra la Onda

PERSIANA JONES: Agarra la Onda
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PERSIANA JONES: Agarra la Onda

Diventa difficile scrivere qualcosa sui Persiana Jones, si rischia di cadere nel “già detto” con un facilità disarmante; d’altra parte sono in giro da 13 anni e quindi non sono certo una novità nel panorama ska-core nazionale.Però di fronte all’ascolto di “Agarra la Onda” le parole vengono fuori da sole, e parlare di capolavoro sembra solo la cosa più ovvia. Come definire altrimenti un brano come la title-track, oppure “Dove Sei”? Semplicemente i Persiana hanno concluso nel migliore dei modi un cammino iniziato con “Brivido Caldo” e proseguito con “Puerto Hurraco”, amalgamando le atmosferedi questi due lavori per far uscire un lavoro davvero pesante, di quelli che non si può far finta di non vedere. Molto bella l’idea di un brano come “Senza”, piccola scheggia di 38 secondi che viene prima cantata dalla band e poi affidata a Zazzo e a Madaski, con ottimi risultati. Su questo han sicuramente pesato i lavori di Darian Rundall (uno che produce i dischi digente come Pennywise, tanto per dirne uno) ed il già citato Madaski, che ben hanno saputo amalgamare l’irruenza sonora dei brani. Ma anche gli altri episodi non son da meno: “Correndo Solo” è su livelli stellari e “Il Momentodi Reagire” è un inno nato. Di solito sono portato a pensare che un gruppo dia il meglio di se nei primi due-tre lavori, e che dopo continui solo a ripetere se stesso all’infinito. Ma i Persiana no, sono sempre stati l’eccezione a tutto: quando tutti si riempivano la bocca con la beneficenza loro, e solo loro, suonavano gratis per gli alluvionati, quando gli altriparlavano di “scena” e di collaborazioni tra gruppi loro rischiavano in prima persona per portare avanti band che meritavano, e credo che valga su tutto il rapporto che hanno con i loro fans e che ben si rispecchia nel successo del loro sito. Sono sempre stati “diversi” da tutti gli altri ed hanno pagato le loro ammirevoli scelte sempre fino in fondo, ma alla fine ifrutti sono sotto gli occhi di tutti. Un disco che è quanto di meglio si sia fatto nel genere in Italia, un lavoro eccezionale sotto tutti i punti di vista; imprescindibile, da avere.


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