PERSIANA JONES: Ancora Just for fun on the road!

PERSIANA JONES: Ancora Just for fun on the road!
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Dopo qualche anno di torpore riecco tornare in splendida forma i Persiana Jones. A dieci anni dal premio come Miglior Punk Band dell anno al MEI sentiamo cosa ci raccontano!

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Dopo tanti anni i Persiana Jones sono ancora on the road e ora siete tornati alla grande aprendo per gli SKA-P (che per chi capisce di musica si mormora siano il vero terzo segreto di Fatima!). Come è andata la data?

Bene, perché comunque qualcuno che ha ancora voglia di ascoltare musica c’è, ma analizzando la serata un po’ di delusione affiora, non per noi e per il nostro concerto, ma per il fatto che ci sono persone che dopo aver pagato svariati euro per il biglietto, siano rimasti fuori dal Forum a bere e fumare mentre dentro c’erano gruppi che suonavano. Pazienza per noi, magari non siamo così “importanti”, però se stai fuori mentre suonano i NYD allora sei un minchione….. Questa la dice lunga sul livello di interesse nei confronti della musica attualmente in Italia. Senza voler fare il vecchio che parla dei “bei tempi andati”, qualche anno fa se c’era uno straccio di festival la gente si sorbiva tutti i gruppi principalmente per curiosità, che è quello che manca adesso. Comunque per noi bene, 60% del Forum sono pur sempre 6000 persone….

Sono ormai passati 6 anni dal vostro ultimo disco “Just for fun”. In questi anni Silvio è uscito e rientrato nel gruppo, avete inserito un dj nel gruppo e… raccontaci te cosa è successo in questi anni di semi “letargo” per i Persiana.

Andiamo con ordine, nella primavera del 2006 c’è stato l’inserimento di Dj Ciaffo nell’organico. Avevamo voglia di cambiare qualcosa, Brace era ormai alle spalle, così come quel periodo un po’ cupo che ci aveva portato a scriverlo. Finito il tour di Another Show stavano uscendo i nuovi brani, però rischiavamo di ripeterci, di rifare le solite cose, ci voleva qualcosa di nuovo. Un Dj in un gruppo ska-core in fin dei conti non ce l’aveva avuto ancora nessuno; essendo ammiratori di gruppi quali Urban Dance Squad, Bloodhound Gang, ed altri che avevano contaminato o creato il loro sound grazie all’inserimento dello scratch, era normale che la cosa ci intrigasse. Abbiamo avuto un colpo di fortuna, detto anche culo a volte, ed abbiamo trovato Ciaffo che non aveva mai suonato in una band. Da lì a Just For Fun il passo è stato abbastanza breve: qualche concerto in Catalunja, Rep. Ceca, Italia per amalgamarci, e poi ci siamo chiusi in sala prove da luglio a gennaio 07 fino a quando siamo tornati al  Transeuropa dove già eravamo stati con Rundall per Brace, questa volta però con Carlo Rossi con il quale avevamo registrato nel 1995 “Siamo Circondati” e tre brani di “Brivido Caldo”. Lui era la persona giusta per il tipo di album che volevamo fare, e l’atmosfera di JFF è decisamente un’altra cosa rispetto al passato. Ritengo sia forse l’album migliore, anche se “Brivido” continua ad occupare la prima posizione nel mio cuore per quello che ha significato per noi.

Due anni di tour e poi al termine del 2008 Silvio,  che da un anno aveva cambiato lavoro, ha manifestato le sue difficoltà legate ai maggiori impegni lavorativi e familiari, così ci siamo fatti alcune date senza di lui all’estero soprattutto, sostituito egregiamente da Gento degli Show Streep Silence, però di fatto non è mai uscito dal gruppo. Poi tutti quanti abbiamo avuto chi più chi meno alcuni problemi per i maggiori impegni, e poi forse dopo 20 anni abbiamo sentito l’esigenza di staccare un po’…. Sta di fatto che abbiamo continuato a suonare in sala prove anche se un po’ meno assiduamente rispetto a prima, e ogni tanto ci facevamo un concerto per non perdere l’abitudine.

Ma suonare in sala sempre le stesse cose alla fine stanca, così abbiamo cominciato a fare brani nuovi, abbiamo stabilizzato la formazione e ritrovato il piacere di suonare, soprattutto dall’inserimento di Adi alla batteria dall’anno scorso, che ha portato una bella botta di entusiasmo.

Non pensi però che forse sarebbe stato meglio fingere uno scioglimento per tornare un 3-4 anni dopo con un tour celebrativo e fare “all-in” come nel poker come hanno fatto tanti vostri colleghi della scena?

e secondo te, visto che ci conosci bene, avremmo potuto fare una cosa del genere?

Altri la hanno fatto. La scena è cambiata molto in questi anni ma band come voi, Banda Bassotti, Los Fastidios, Talco e … vabbè non me ne vengono in mente altre sinceramente siete sempre rimasti fedeli al vostro credo: indipendenti e ribelli. Come ricordate – giustamente –  ad ogni concerto, oltre 1000 concerti senza aver mai firmato un contratto. Avete mai pensato che magari cedendo a qualche compromesso la vostra carriera sarebbe stata diversa?

Certo che ci abbiamo pensato, soprattutto quando dopo Brivido Caldo abbiamo avuto le proposte migliori, però proprio per quello che era successo nel1996, i contatti con la Mescal, il ripensamento e la successiva nascita della Uaz Records, le nostre convinzioni erano ormai consolidate, il prezzo di un contratto troppo alto in termini di libertà e sicuramente non ci saremmo già più da un bel pezzo… Posso autocitarmi e dire che anche per le etichette e le major vale l discorso di “Qualcosa da dire” … Ho visto mille gruppi in un anno andare sù, li ho visti scomparire ora non esistono più, colpa del mercato… etc…

Nel corso degli anni seppur rimanendo sempre fedeli allo ska-core il vostro genere è cambiato. Se dovessi scegliere uno degli album della vostra discografia per definire “Persiana Jones” quale sceglieresti e perchè?

Secondo me, come già detto prima, Just For Fun è il disco che chiude il cerchio, quello è lo stile che più ci rappresenta, e ascoltandolo bene, il più simile a Brivido Caldo. È allegro, veloce, divertente da suonare, non ho preferenze tra i pezzi, qualcosa di nuovo rispetto al passato ma in stile con quanto fatto negli anni prima. In scaletta è ancora Brivido a fornire il maggior numero di brani, però è solo perché abbiamo rinnovato da poco la scaletta e tolto un po’ di brani di JFF.

Uno dei vostri dischi (Brace for Impact) fu inciso con Darian Rundall (Pennywise Yellowcard etc), storico sound engineer della scena punk. A me piacque molto il disco anche se forse non era quanto la gente si aspettasse dopo lo splendido “Agarra la onda” e parte della critica e del pubblico lo stroncò. A dieci anni da quel disco come vedi quel “Brace for Impact”?

Rappresenta come detto un periodo particolare della nostra storia musicale. Agarra ci aveva portato molto vicino ai gruppi della scena ska-punk americana, la collaborazione con Darian, la partecipazione  al Warped, ai vari Decostruction Tour, ci hanno sicuramente influenzato e comunque la nostra crescita musicale ci stava portando a quelle sonorità, ad un ritorno alle nostre origini, mie e di Silvio, un po’ più punk. In più Darian quando ha selezionato i brani ha privilegiato i brani più duri, lasciando il solo “Nessun Altro” a rappresentare lo ska….. core…. Per il resto Brace, La Nave fatta con Sebi, Io Sto Bene con Mario Riso, sono brani che hanno spiazzato molti dei nostri fans, e se da un lato ci hanno fatto crescere moltissimo all’estero, dall’altra in Italia ci hanno penalizzato, almeno nell’immediato. La cosa più bella è stata ricevere a distanza di qualche tempo, mail di gente che solo con il tempo hanno cominciato ad apprezzare anche Brace, e che per definirlo, dicevano semplicemente che anche quello era “Persiana”, perché si sente la nostra impronta e si riconosce proprio come gli altri, a cominciar dai testi, magari un po’ tristi, ma rappresentavano un periodo così…. Brace è come i figli, è un po’ introverso ma gli vogliamo bene lo stesso.

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Saltando di palo in frasca ma so che sono stati uno dei vostri gruppi preferiti per molto tempo. Cosa ne pensate del ritorno di Jim nei Pennywise? Ve lo aspettavate? …personalmente io trovo il disco con Zoli degli Ignite la cosa migliore che la band abbia fatto negli ultimi 10 anni, te che ne pensi?

Personalmente sono contento del ritorno di Jim, ma è perché come tutti i fan mi affeziono ai componenti della band e se devo pensare al gruppo lo penso così, con Jim. Sono un fan dei Rolling Stones e quando Bill Wyman per sopraggiunti limiti di età ha lasciato la band ci sono rimasto male. Immagino anche chi ci segue cosa potrebbe pensare se ci presentassimo senza Silvio sul palco… Non sarebbe Persiana.

Oltre 25 anni di carriera sono un traguardo che poche band nel mondo riescono a tagliare. Quali sono stati i momenti che ricordi con più gioia e quali invece quelli per certi versi piu bui?

I momenti di gioia sono talmente tanti che non saprei da dove cominciare, ogni volta che sono salito su di un palco mi verrebbe da dire, e invece ci sono anche momenti in studio, in sala prove, quando è uscito Brivido Caldo per la Uaz Records, quando a Barcellona ci è arrivato l’album spedito via corriere da nostro padre, la gioia quando ho avuto in mano il nostro cd alla bottega di Miguel al Poble Nou, al vino bianco freddo ordinato per festeggiare e quando la notte al Puerto Hurraco, dopo il concerto al Palasport con i Discipulos e altri gruppi ska catalani, lo hanno sparato a tutto volume. Bellissimo. Momenti unici.

… dopo 25 anni avete ancora sogni nel cassetto musicalmente parlando?

San Remo? Ah ah ah…. Che sogni devo avere quando ho realizzato tutto questo? E chi pensava di arrivare fino a qua? Torno a citarmi? ” Avevo un sogno e l’ho realizzato, ma è ancora un sogno per me” … Non sai che brano è, vero? Ti aiuto: ,”..e la notte scenderà, ed ancora nella notte il mio sogno vivrà…”

Avete suonato con tante band nella vostra carriera e incontrato tanti giornalisti come il sottoscritto per la vostra strada. Se dovessi scegliere quale è stata la migliore band con cui avete suonato e invece quella che più vi ha deluso chi mi diresti?

Adesso vuoi che mi tolga i sassolini? E poi chi compra la nostra biografia se ti svelo una cosa simile? Diciamo che abbiamo incontrato una moltitudine di pagliacci, una schiera di teste di cazzo, eserciti di inutili, ma anche tanta bella gente che ricorderò sempre, amici con i quali abbiamo condiviso momenti, attimi, sogni, palchi, hotel, autogrill, strade, concerti, festival, camerini, roulotte, pioggia, neve, sole, vento, grandine, birre e alcolici, panini e pranzi, partite infinite alla play, attese per salire sui palchi, notti e giorni, e ore e ore e ore di chilometri in furgone…

La scena è cambiata tanto in questi ultimi anni: gli spazi per suonare come i centri sociali non vi sono quasi più, la scena ska dopo  i fasti dei primi 2000 è andata calando e la gente ormai è un pò disaffezionata. Come vedi te da artista la scena underground e indipendente di oggi?

Scena? Quale scena? Quella che c’era era una scena per modo di dire. C’era tanta gente che suonava, quello sì, ma molte volte dietro ai sorrisi di facciata c’era tanta, troppa ipocrisia. Invidie, cattiverie gratuite, c’erano gruppi con i quali si stringevano amicizie, ma erano pochi, perché era un po’ come Myspace e Facebook, puoi avere mille amici, ma quelli veri non hai bisogno di metterteli sul web per sapere di averli. E poi la gente non è vero che si sia disaffezionata, non c’é stato il ricambio generazionale e quindi é diminuita la gente ai concerti, in più le tasse, la Siae e l’Enpals, i tanti dilettanti che attirati da presunti facili guadagni si sono improvvisati organizzatori e manager, e si fa in fretta ad avere questa situazione. Inoltre manca la curiosità che avevamo noi, non era come adesso che basta avere un pc o uno smart per sentire musica. Scarichi, guardi, ascolti, arrivano i coreani con una canzone di merda e sono tutti lì a guardare, i media che sono anche più pigri della gente normale non si allontanano dalle solite quattro minchiate e per comodità vanno anche loro dove va la massa, e la musica finisce, come dicono i Linea.

Siamo giunti praticamente alla fine. Prima di salutare i vostri lettori di Punkadeka che ormai 10 anni fa vi hanno premiato come “Migliore Punk band dell’anno”: progetti per il futuro? …quando avrò tra le mani il prossimo disco di Persiana Jones?

Quando avremo pubblicato queste tre uscite di quattro brani, quando avremo trovato i soldi per masterizzare i primi quattro e per registrare i restanti otto, allora dopo l’uscita digitale avremo forse il nuovo disco, per intanto se vuoi ascoltarli devi venire ai concerti… 🙂


Commenti (2)

  1. quando li sento ho la tremarella

  2. Fab ha detto:

    trovo l’intervista un pochino troppo vuota.Tutto qui ,si poteva dire tanto, di poteva dire altro.Ma forse sono piccata perchè Persiana ha segnato indelebilmente una parte della mia adolescenza che per fortuna o purtroppo non tornerà, sarebbe inutile anche cercare di ricrearla.

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