PIG TAILS: Brainwash

PIG TAILS: Brainwash
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PIG TAILS: Brainwash

Ritornano a due anni di distanza da “Teenage apocalypse”, loro primo full-length, i Pig Tails, power trio mantovano dedito ad un sui generis punk n’ roll. “Teenage apocalypse” era il classico grezzo album punk rock in cui si percepiva forte la loro istintività e voglia di “spaccare”, “Brainwash” invece mantiene alla base il loro grezzo sound al quale però si aggiunge quel pizzico di maturità nella ricerca della melodia che non guasta.

I Pig Tails continuano sulla strada maestra del punk rock intrapresa nel precedente disco con la stessa grinta ed aggressività, andando a correggere qualche errore di gioventù che si poteva trovare qua e la in “Teenage apocalypse”, dimostrando grande maturità nella struttura dei pezzi ove riescono a creare un sound sporco e grezzo scientificamente prodotto dalle loro menti malate.

L’album si apre con “The countdown”, primo singolo estratto dall’album, ove troviamo tutto quello che è alla base della musica dei Pig Tails: ironia, punk rock, strafottenza e un pizzico di rock n roll. A passo breve segue “Plastic dolls” che anticipa il secondo singolo estratto dal disco “Deep down love”, forse il loro pezzo più ricercato e radiofonico, artisticamente ottimo ma che non mi riesce a colpire come ad esempio fa la successiva “Grave’s tripper” che ti cattura immediatamente con il suo acido mid-tempo.

Il rock n’roll continua a regnare sovrano anche nelle tracce successive: “Acid Rain” e “Johnny B.Robot” meritano una menzione particolare con i loro cambi di tempo e sporco sound stradaiolo. Non posso esimermi poi dal citare “Every day is Saturday”, che dimostra una freschezza e melodia degne del miglior hit-single estivo con un ritornello che ti si pianta in testa dal primo ascolto

Non ci sono cali di tensione in questo album che si mantiene potente per tutte le 12 tracce dell’album. Molte volte le band quasi a mò di ritornello affermano che la loro etichetta è una sorta di grande famiglia, visto i guest di questo album si potrebbe proprio affermare che non è il loro caso: direttamente dagli Standing Still abbiamo Giako in “Acid Rain” mentre il boss della Indiebox Records nonché batterista de “L’Inavasione degli Omini Verdi” presta servizio in “Johnny B. Robot” nell’inusuale parte di chitarrista (che non abbia velleità artistiche simili a Dave Grohl).

Un ottimo disco che sono felice non abbia smentito le ottime impressioni che avevo avuto di “Teenage Apocalypse” e che anzi abbia decisamente dimostrato le capacità e il talento dei Pig Tails, dimostrando che non di sola polenta e camicie verde vive Mantova. Lunga vita al rock n’roll!

Voto: 8 (Ottimo esempio di Punk Rock made in Italy)

Tracklist
1. the countdown2. plastic dolls3. deep down love4. grave’s tripper5. acid rain6. Johnny b. robot7. everyday is Saturday8. infectious9. fast decline10. cryptic11. desolated wisdom12. brainwash


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