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Intervista ai Lo-lite

 

 Recensione del disco dei Lolite
 
  
  
 
  

  
   

  

 

D U T C H     lo – fi   / g a r a g e          s p e c i a l e

                          D E X T E R  +  L O –L I T E

                       L i v e   a t   TAVERNA  MALTESE

                                         Bari 09/05/01 

 

a cura di Pasquale Boffoli

 

  Mario La pecorella è tra i pochissimi privati qui a Bari abili a scovare, contattare, ed a portare in loco gruppi “di nicchia” in quel grande baraccone che è il rock internazionale, sconosciuti ai più e proprio per questo i suoi meriti sono maggiori.  Filiazione dell’associazione “8 Pecore Nere”,. Senza Creanza è la sua più recente identità musicale: dopo vari concerti hardcore-punk Mario ha saggiamente dilatato il suo raggio d’azione, e dopo aver provocato l’incursione da Chicago di Sweep The Leg Johnny con il loro post-rock iperurbano, in chiusura di stagione ha fatto un regalone doppio agli aficionados locali del lo-fi blues  e del rock&roll più selvaggio, che magari non saranno tantissimi ma in compenso formano una “setta” tenacissima e composita per età e gusti musicali!   Gli Olandesi DEXTER e LO-LITE sono passati da Bari il 9/5/01 nel corso del loro GARAGEPUS 2001 tour organizzato dalla 702 Records di Pete Menchetti, l’etichetta americana per cui incidono, proponendo un pacchetto artistico davvero succulento, ad ennesima riprova di quanto la recente scena rock nord-europea sia vivace e poliedrica nonché a volte pressocché sconosciuta.  Il trio dei DEXTER ha inscenato un set frenetico e minimale nel quale il rockabilly appariva come disossato per la mancanza di basso ma anche per la preminenza del lead-vocal BART e del batterista MENNO sul chitarrista DEX CEL.  Brani brevi, quasi troncati, dai forti connotaipsycho/crampsiani, con Bart performer fortemente emotivo e fremente suonatore di maracas a dominare la scena!----Ma la vera sorpresa della serata credo un po’ per tutti è giunta dal duo dei LO-LITE, sempre proveniente dalle fogne di Amsterdam, Arnhem per la precisione: LO,  guitar e vocals, produceva per l’intero set una tale serrata saturazione chitarristica da far scordare del tutto di esser davanti a due soli strumentisti!  Voce esasperata, slide assassina, delta-blues noisizzato con furia bianca ed ottica garagistica, l’imponente olandese appariva coinvolto al massimo emotivamente e fisicamente quasi fosse questione di vita o di morte, trascinando il pubblico in danze scomposte ed appassionate.  Certo i LO-LITE fanno parte della stessa razza bastarda di Bantam Roosters e Countdowns ed i DEXTER nell’essenzialità scarna della formula sonora paiono quasi emuli dei compianti Oblivians;  ma le due formazioni olandesi mi sono parse abbastanza personali soprattutto perché accomunate da un comune tribalismo espressivo  e rinvigorite da un “caldo” fremito nordico!!

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