PUNK 77-07

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PUNK 77-07

Nel 1977 avevo 25 anni, quindi non proprio un ragazzino di primo pelo, ancora preso da artisti di cui di lì a poco il punk avrebbe fatto tabula rasa. Il mio fratellino meno pigro tra il ’76 ed il ’78 aveva fatto parecchie puntatine in una Londra in fiamme, ‘disturbata’ irrimediabilmente dalla disoccupazione e dal punk ‘no future’ dei Sex Pistols, Clash. Damned , Stranglers….di cui portò al ritorno in Puglia provvidenziali testimonianze su vinile!

Ecco, é così che come tanti altri sono stato contagiato a distanza e di riflesso da una straordinaria onda d’urto che molti miei coetanei appassionati rinnegarono da subito…e continuano a rinnegare!
Ma come non riconoscere, al di là dei suoi pur essenziali connotati sociali e ‘politici’ antagonistici, lo straordinario ‘bagno di giovinezza’ cui le punk-bands del 76-77 sottoposero il rock&roll?
Esso viene ribadito, in occasione del trentennale dei suoi primi vagiti, da questa ottima iniziativa della Tre Accordi Rec. / Self insieme al patrocinio spirituale e pratico di Punkadeka, il più importante ed approfondito sito punk italiano.

23 abili e consumate punk-bands italiane esplose soprattutto durante i ’90, che coverizzano anthems fondamentali o poco meno di quell’anno cruciale (con qualche eccezione), con grande personalità, rinnovata energia e soprattutto entusiasmo!
Voglio essere banale: riascoltando brani come Holiday in the sun, Neat neat neat, Garageland, Los Angeles….mi sono esaltato/eccitato come fosse la prima volta ma soprattutto capisci come quell’energia vergine e sintetica, genuinamente dissacrante, sia andata un pò irrimediabilmente perduta nei decenni successivi in pesanti e pedanti recrudescenze hardcore ed inutili sottogeneri. Un pò la stesssa cosa successa all’hard e metal primigenii.

Questa godibile raccolta-tributo ci ricorda allora come in quegli anni in Inghilterra come in America il punk (etichettato col senno di poi ‘human punk’) non significasse necessariamente negazione assoluta della melodia trasversale (Buzzcocks, Adverts, Vibrators…) o di generi precedenti come il surf, il rock&roll, ska, reggae, glam (Ramones, Clash, Generation X …) ma fosse prima di tutto un ritorno (preceduto dal ‘proletario’ e apripista pub-rock!) all’essenzialità ed alla purezza del rock&roll riviste con l’adrenalina della frustrazione giovanile ( ..1-2-3-4) e l’ottica nichilista del no-future.
Ecco perché bene hanno fatto i compilatori ad includere covers di New York Dolls (Vietnamese Baby) e Cramps (Lonesome Town). E non avrebbe certo guastato in tale ottica al n.24 una Sonic Reducer (Dead Boys).
La rivista acclusa al cd offre un’ampia ed esauriente panoramica delle punk bands italiane coinvolte, oltre tre pezzi sull’avvenimento di Federico Guglielmi, Stefano Gilardino e Marco Philopat, particolarmente penetrante!

Il livello dele covers é davvero eccellente e le bands riescono, pur con approccio modernista, a preservarne lo spirito originale. So che non é ‘politically corrected’ ma permettetemi di esprimere una particolare predilezione per Vietnamese Baby/N.Y.Dolls (Thee STP), Neat neat neat/Damned (Mudlarks), Suzy is a headbanger/Ramones (Senzabenza), Los Angeles/X (Sorelle Kraus), Automatic lover /Vibrators /(Super sex boy), One chord wonders/Adverts (Valentines), Holidays in the sun/Sex Pistols (Tommi e gli onesti cittadini), Action time vision/Alternative Tv (Club27), Garageland/Clash (Klaxon), Victims of the vampire/Slaughter &The dogs (Taxi), senza nulla togliere alla grinta e passionalità punk delle altre bands.
Nessuna band dal sud Italia…o sbaglio?
Sei covers americane e ben 17 inglesi! Ma allora il punk é nato in Inghilterra ?


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