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A cura di: Ale Caneva
BOOGAMEN: Ritorno alla barbarie
Nuovo lavoro per i BOOGAMEN, band genovese nata all’inizio degli anni 90: il disco è piuttosto variegato e alterna ritmi in levare ska/reggae, a suoni graffianti e cattivi, molto vicini al punk e al garage, in una miscela che spesso lascia un po’ perplessi.
Il disco si apre con “Hate me, Hit me, heal me”, brano cantato in inglese in cui la sezione ritmica la fa da padrona, con un basso insistente ed ossessivo ed una melodia non troppo coinvolgente, per essere il pezzo di apertura.
Vanno meglio le due canzoni che seguono, “Spara” e “Il tuo bene privato”: ben arrangiate e curate, con intrecci equilibrati tra le parti distorte e gli stacchi in levare, che cambiano le atmosfere dando un po’ di respiro all’ascoltatore, intento a seguire le strutture, più che le parti cantate.
La parte musicale delle song è ben curata, ma il lavoro non riesce a decollare del tutto, sempre li li, pronto ad esplodere, ma mai del tutto convincente, nonostante i brani siano ben eseguiti e lascino trasparire una buona capacità tecnica di tutti i musicisti.
“Quale futuro”, la canzone che chiude il disco, è forse il pezzo migliore dell’album : buone ritmiche, chitarre cattive e una discreta energia trasmessa all’ascoltatore. Non male anche “U…”, 53 secondi di hardcore tiratissimo cantato in inglese, diretto e senza fronzoli, mentre “A dovuta distanza” sembra la canzone meno fantasiosa del lavoro, con riff già sentiti e poco coinvolgimento. Una nota di merito va senza dubbio al libretto del cd, avvolto da un bel fumetto caotico di riot urbana, in cui, tra volanti in fiamme e disordine collettivo, dei ribelli incappucciati non si arrendono e si oppongono alla violenza e alla sopraffazione dello stato lanciando molotov e sfidando il “nemico”… Un ottimo disegno!
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