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A cura di: Davide Tamburlini

GOOD RIDDANCE: Remains in memory



Label: http://www.fatwreck.com

GOOD RIDDANCE: Remains in memory   Ritornano sulla scena una delle migliori band degli anni ’90, i Good Riddance. Purtroppo per i Good Riddance, o meglio per noi, il loro è un addio (tutti noi speriamo vivamente un arrivederci). La notizia era nota da circa un anno, un comunicato di Russ Rankin e compagni annunciava il loro addio dopo 12 anni di onorata carriera. Per quelli della mia generazione loro sono stati una delle band più importanti, inutile negarlo. Li conobbi grazie al loro celebre anthem “Mother superior” presente su una compilation Fat Wreck e mi precipitai ad ordinare il loro disco immediatamente.
All’epoca ancora non esistevano Myspace o internet. Non sapendo dove potermi informare su di loro ordinai il loro ultimo disco che era “Ballads from Revolution”. Qualche giorno di attesa ed eccomi arrivare quel capolavoro tra le mani, la quinta traccia “Salt” ho sempre pensato fosse uno dei capolavori del Hc melodico. A breve, risparmiando ogni centesimo possibile essendo studente, ordinai anche gli splendidi “For God & Country” e “A comprehensive guide to moderne rebellion”. Una carriera intensa la loro che in tutti questi anni non mi ha mai deluso. Molte volte le band con il tempo hanno degli alti e bassi (gli stessi Bad Religion hanno steccato un paio di album), loro invece si sono sempre dimostrati coerenti al loro sound e non scendendo mai a compromessi. Anche l’ultimo “My republic”, sebbene non raggiunga i livelli dei precedenti era stato un album che era riuscito a farsi apprezzare.

  Dopo questo piccolo sfogo personale è giunta l’ora di parlare del disco. Sinceramente trovo che questo sia il migliore live pubblicato dalla Fat Wreck. Se lo dovessimo paragonare all’ultimo live pubblicato nella serie “Live in a dive” possiamo dire tranquillamente che non c’è confronto, quello dei Lagwagon potrebbe essere tranquillamente uno studio-album tanto è stato il lavoro di pulizia in fase di post-produzione facendo perdere tutta l’essenza del live.
“Remains in memory” è un vero live, un vero disco dal vivo ove qua e là trovi quelle piccole imprecisioni, dove non senti un coro del pubblico che sembra lo zecchino d’oro che precisamente canta sincrono col cantante ma un pubblico che vive le canzone e con un cantante che riesce a fomentare il locale. Un disco grezzo che tutte le piccole imperfezioni rendono ancora migliore. Insomma possiamo parlare di un vero disco punk, dove sono l’energia e la passione a fare la differenza e non lo studio o la mega produzione che vi è dietro. Nelle 31 tracce del disco la band ripercorre tutta la carriera non saltando nessuno dei suo pezzi forti, da “United Cigar” a “One for the braves”, da “Mother Superior”  a “Heresy, Hipocrisy”.

  Un disco che rappresenta il canto del cigno di una delle più importanti band della scena punk rock contemporanea che ha lasciato un segno indelebile nella storia di questa musica e nel cuore dei suoi fans. Arrivederci Good Riddance!

  Voto: 9 + (Splendido nella sua imperfezione: uno dei migliori live-album che abbia mai sentito!)




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Commento di
markez
del 2008-05-15 12:54:52
Voto:


A parte che io non faccio testo.. ma presi singolarmente trovo fantastiche le nuove cose (ancor più di quelle seconda metà anni ''90 che adoro comunque). Tolto questo è ovvio che Suffer e No control restano perle uniche che hanno fatto la storia e dettato alcuni parametri con cui le successive band e loro stessi si son dovuti rapportare.

Greg ti amo.


Commento di
Sick_Boy
del 2008-05-15 09:45:17
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Sicuramente i citati The empire strikes first,gray race e the process of belief son ottimi album,soprattutto quest''ultimo,ma comunque a prescindere dai gusti nettamente distanti dal livello dei loro lavori fino ad inizio anni ''90.



Commento di
Markez
del 2008-05-14 23:29:36

Voto:



Stupendo! Ma preferisco tra i due The Empire (anche se Cease mi fa vedere dio).


Commento di
faiv
del 2008-05-14 23:25:15

Voto:



se tesf è stupendo, the gray race cm''è?


Commento di
Markez
del 2008-05-14 22:27:39

Voto:



Non è bello, è stupendo.


Commento di
faiv
del 2008-05-14 18:49:58

Voto:



beh dire ke tesf è un bel cd è veramente difficile...


Commento di
markez
del 2008-05-13 16:12:42
Voto:


Max cacca Max cacca!! XD

Ps- per il sottoscritto The empire strikes first è uno degli album più fighi di sempre, l''ultimo è una figata, The process pure...ecc..


Commento di
MaxRozzo
del 2008-05-13 11:36:29
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nn è che han steccato, i bad religion han rotto il cazzo, se la piantavano dopo No substance non rovinavano la loro immensa carriera precedente (vai markez, insultami ghghghgh).


Commento di
Markez
del 2008-05-13 10:13:12

Voto:



Si steccato relativamente a loro stessi però, perchè se prendi persino The new america (che certo è il loro meno amato/noto/suonato) ha pezzi che sarebbero degli anthem per altre mille band: Don''t Sell Me Short (meravigliosa), Whisper In Time, 1000 Memories, The Hopeless Housewife. Stesso per No substance. Sul live sono abbastanza d''accordo che ok le canzoni sono tutte paurose ma come realizzazione non mi ha mai entusiasmato (in quel senso questo live dei GR è nettamente superiore).
E poi io AMO Greg :D


Commento di
Sick_Boy
del 2008-05-13 10:04:16
Voto:


Avoja se hanno steccato i Bad Religion,tamburlini ha ragione e del resto anche se se n''è discusso già ampiamente basta dare un''occhiata alla loro discografia dei 90''s per rendersene conto:a parte che non regge il confronto con i dischi antecedenti (fisiologico),no substance e the new america a parte qualche pezzo sparso son dischi mediocri.Idem il live tested,che poteva venire fuori molto meglio,sia per la produzione che per la scelta dei pezzi.


Commento di
markez
del 2008-05-12 10:05:49
Voto:


Live stupendo. I Bad Religion non hanno steccato un cazzo (alcuni dei GR non sono certo memorabili comunque).