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A cura di: Sick

CRY FOR SILENCE: The glorious dead



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CRY FOR SILENCE: The glorious dead L’etichetta inglese Visible Noise ha dalla sua un grande pregio, quello di essere rinomata ragionando però come una underground.
Poche produzioni mirate che nel giro di qualche tempo sono diventate imponenti successi (Lostprophets e Bring Me The Horizon), ragionamento che vale anche per i londinesi Cry For Silence, meno belli dei primi e sicuramente meno commerciali dei secondi ma di cui si parla un gran bene in patria con tanto di tour in compagnia di My Chemical Romance, Sepultura, Underoath e Black Dahlia Murder per citarne alcuni.

Un quadro di band stilisticamente assai diverse tra loro ma che ben ci sta con questo particolarissimo gruppo, che in “The glorious dead” dà il meglio di sé consolidando quanto già di buono è stato detto finora.
La loro proposta non è facilmente descrivibile, in alcune fasi si ha a che fare con la particolare vena metal dei Meshuggah, in altre viene dato spazio a rock e sperimentazione, dove bei assoli e l’elettronica formano un mix elettrizzante.

L’unica cosa che si può dire con certezza è che in fase di composizione il quintetto non ha guardato in faccia a nessuno, scrivendo brani che danno il meglio di sé solo dopo qualche attento ascolto risultando poi fantastici.
Davvero difficile non apprezzare questo disco, molto vario (si passa dall’energia di “A world benign” a uno strumentale che riporta al metal anni 80 quale “Beneath the storm) e partorito con chirurgica freddezza da questi Cry For Silence, gruppo che da qui in poi farà parlare molto di sé. Voto: 8




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