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A cura di: Davide Tamburlini

ATLAS LOSING GRIP: Watching the...



Label: www.noreasonrecords.com

ATLAS LOSING GRIP: Watching the...

Vi dice nulla il nome Rodrigo Alfaro?!... Hmm… allora proviamo con “Hero of Our time”, ancora nulla?! Beh se anche questo indizio non vi dice nulla vi sono 3 possibilità:

1 – siete capitati su Punkadeka per sbaglio

2 – l’Emo vi ha talmente tanto rincitrulliti che ormai pensate più tempo a guardare il Postalmarket per cercare una piastra migliore per il vostro ciuffo che ascoltare Musica (la M maiuscola non è un errore di battitura)

3 – Eravate da poco usciti, in successione, prima dalle palle di vostro padre per entrare nel feto di vostro padre per una cottura di 9 mesi e per questo potete anche essere perdonati (scusati però di sicuro no).

 

Se le risposte corrette sono la 1 e la 2 vi consiglio vivamente di smettere di leggere questa recensione. Se invece la 3 è la risposta giusta allora, prima fatevi un ripasso del melodic Hc e del punk anni ’90 e poi proseguite con la lettura.

 

Per tutti quelli che non capitano nelle tre categorie, la risposta esatta purtroppo non è che si sono riformati i mitici Satanic Surfers (d'altronde ci potevate pure arrivare visto che la recensione non riguarda i “satanici”). Penso abbia bisogno di poche presentazioni Rodrigo Alfaro (che sia chiaro non il prete dell’Opus Dei come vi suggerisce Google) è stato prima batterista e cantante dei Satanic Surfers e in seconda battuta solo voce dei mitici ragazzi svedesi.

 

Per chi ha la mia età riecheggia ancora forte nelle orecchie la potenza di “Hero of our time”, uno dei capolavori dell Hc melodico di tutti i tempi. Nei miei occhi e nel mio cuore rimarrà sempre viva l’emozione per la loro splendida performance al Forte Prenestino nell’ormai lontano 2001.

 

Questa volta Rodrigo non ritorna in pista con i suoi ex compagni di viaggio ma si presta full-time alla voce degli Atlas Losing Grip, dopo un cameo nel precedente disco della band “Shut the world out” uscito lo scorso anno per la nostrana, e lo dico con un pizzico di orgoglio fottutamente nazionalista che mi disgusta, No Reason Records.

 

Gli Atlas Losing Grip prima di procedere ad incidere il loro nuovo disco decidono che sia il caso di far salire un po’ di acquolina in bocca e ci propongono questo splendido Ep che non può che riempire il cuore di gioia a tutti quelli che hanno passato la loro infanzia nei mitici anni ’90.

 

5 pezzi di puro e fottutamente potente Hc melodico. Pochi fronzoli ma tanta energia e grinta con un Rodrigo in ottima forma alla voce e una band dietro che non fa rimpiangere assolutamente i Satanic Surfers, anzi. Riff potenti e rullate di batteria accompagnano la voce di Rodrigo che rimane sempre il solito grande performer di un tempo, come un buon vino di annata gli anni passano ma invecchiando lui non perde smalto, tutt’altro.

 

Confesso che dopo aver ascoltato questo Ep sono andato di corsa nella mia collezione per un rapido ripasso delle pietre miliari di questo genere, partendo da “Life on a plate” dei Millencolin ormai persi su altre strade, arrivando fino a “Revolutions per minute” dei Rise Against. Dopo questo ripasso mi sono convinto ancora di più della bontà di questo Ep che avrebbe detto la sua anche quando questo genere era nel fior fiore della sua gioventù.

 

Voto: 8,5 (Non saranno i Satanic Surfers ma di sicuro spaccano quanto loro!)

 

Tracklist:

 

01. Heartbeat
02. Horizon
03. Face to face
04. On the streets
05. Slow Down



Scarica FlashPlayer per vedere questo video.



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Commento di
linling
del 2011-11-27 09:06:51
Voto:



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Commento di
linling
del 2011-11-21 06:02:28
Voto:


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Commento di
atom_willard
del 2009-10-22 17:35:47

Voto:



Terribile iniziare una rece con ventiquattro righe di sproloqui su quanto ne sai tu, quanto fessi sono gli emo, e quanto ti emozionano i SS.

echissenefrega. Parla del disco, non delle tue pare. Per quelle apri un blog.