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A cura di: Davide Tamburlini

RED LIGHTS FLASH: For your safety



Label: http://www.noreasonrecords.com

RED LIGHTS FLASH: For your safety

La compagine austriaca della No Reason Records dopo i Rentokill si arricchisce di una nuova ottima band, i Red Lights Flash. Le cifre della band sono di tutto rispetto: oltre 600 concerti alle spalle tra cui vanno annoverati tour con band del calibro di Rise Against, Anti-Flag, A Wilhelm Scream, Good Riddance e Propagandhi  e un ultimo disco per AF Records (l’etichetta degli Anti Flag) che li ha portati ad essere considerati la miglior punk rock band europea qualche anno fa.

 

Dopo l’ottimo “Free…” ritornano on the road a 4 anni di distanza con “For your safety” accompagnandosi in cabina di regia da persone del calibro di Bill Stevenson e Jason Livermore. Sin da subito si sente un cambiamento nel suono che si evolve passando da un melodic hc compatto a sonorità e arrangiamenti più complessi e articolati che talvolta sembrano venati di post-hc (quello autentico non quella porcata che propinano ora le major sia chiaro!).

 

Il pezzo di apertura “Join this Island” è forse proprio l’emblema di quanto suddetto sebbene sin dal secondo pezzo “Tiniest  bit of truth” tornino verso le sonorità che li hanno resi famosi. “The end of history” (forse la più completa della loro carriera) mi ricorda molto il sound degli Alexisonfire verso il quale la band si è spostata dimostrando anche in questo caso però sempre grandissima personalità.

 

Come il titolo lasciava presagire “the end of history” si interrompe bruscamente per lasciare il posto a “Game we are all in” che vede la continua alternanza e sovrapposizione delle voci della band (ben 3 cantanti possano annoverare se le mie orecchie non si sbagliano). A scaldare il mio cuore con ritmi più sostenuti ci pensa “Cities burn” (primo singolo del disco di cui potete vedere il video nel player) che da sfogo ad un (new) melodic hc alternato ad un mid-tempo di batteria che termina in una grezza schitarrata finale.

 

La title track del disco “For your safety” da un momento di respiro all’ascoltatore per poi aprire le porte alla potenza della rabbiosa “Divinity needs poverty” canzone più potente del disco che inveisce contro le follie nel nome del Signore.

 

Il disco prosegue con la medesima grinta anche nella seconda parte anche se la band cala di ritmo (non di tono od energia sia chiaro) alternando maggiormente la melodia a parti più aggressive (How did we Vs Action rewind).

 

La loro vena politica e sociale la fa da padrone in tutto il disco in cui non cercano mai l’invettiva diretta ma articola tematiche complesse attraverso moderne poesie di rivolta, cosa che solo i veri artisti riescono a fare ma soprattutto raggiungere il cuore delle persone con la necessaria violenza.

 

Un disco consigliato veramente a tutti coloro che pensano che il punk rock abbia già detto tutto, la musica vera si sente e anche se gli accordi saranno sempre quelli ci saranno sempre band capaci di arrivarti al cuore.

 

Voto: 9 – (Tutto quello che il punk è e dovrebbe essere: rabbia, potenza e poesia).

 

Tracklist
01. Join this island
02. Tiniest bit of truth
03. The end of history
04. Game we are all in
05. Cities burn
06. For your safety
07. Divinity needs poverty
08. Letterbox company
09. Snapshot
10. How did we
11. Action rewind
12. Rebel without a cause
13. Fool of propaganda
14. Is this a place



Scarica FlashPlayer per vedere questo video.



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Commento di
atom_willard
del 2009-11-25 20:44:07

Voto:



Urca. Ad un primo ascolto direi OTTIMO.
Meno ruvido di Free, ma particolare, ben fatto, e stupendamente punk rock nella sua forma migliore