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A cura di: Cristiano Gruppi

DEMODE’: Bop-Core


DEMODE’: Bop-Core Tre prospettive diverse di un disco volante marziano, un piccolo vademecum sui provvedimenti da adottare nel caso se ne incontrasse uno: è la copertina del cd dei Demodé, una delle migliori viste quest’anno, e non soltanto da parte di demo e autoproduzioni. Come una delle cose migliori sentite quest’anno e il pezzo iniziale, Natural Assured Destruction: un punk rock strumentale da fare invidia ai migliori Man Or Astroman?, sicuramente il brano migliore dei sette presenti sul disco. Ma i Demodé non vogliono finire di stupirci e per ogni traccia ci presentano una loro diversa prospettiva, come se fossero la navicella spaziale della copertina. E allora si passa dai tira e molla di Nudo, con tanto di assolo finale, al quasi metal di Porno Craxxxi e Delirium, all’elettricità a quintali di Sister fino all’incedere heavy di Non sei chiara per terminare col rock ‘n’ roll rumoroso di Kentucky Friend Chicken. Un disco piene di idee, a volte forse pure troppe, dove i cambi di ritmo la fanno da padroni destrutturando la forma canzone, anche se in alcuni punti risultano utilizzati un po’ forzatamente. Peccati di gioventù che potranno essere corretti col tempo, la base da cui si parte è sicuramente buona.




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