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A cura di: Giorgio Sala

KEMURI: Senka - Senrui



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KEMURI: Senka - Senrui Talvolta mi chiedo che tipo di popolo siano i Giapponesi, e quasi sempre arrivo alla conclusione che sono lontanissimi dal nostro stile di vita. Ma ogni tanto mi sento più vicino a loro, come quando metti questo CD nel lettore. Non capita tutti i giorni che un gruppo riesca a suonare lo ska-core così bene e senza annoiare. Un inizio come "One Life, No Regret" ci fa capire che il gruppo del sol levante non scherza, le accelerazioni sono precise e di grande effetto, così come la voce che canta in un inglese ineccepibile e lo fa pure bene. Anche gli episodi nella madre lingua sono godibili e si lasciano apprezzare per il gusto di "novità" che si portano dietro. Ma, non dimentichiamolo, questo è un (atipico) disco di ska-core, per cui i fiati ci devono essere e devono anche suonare delle melodie che non facciano a pugni con le schitarrate, tra l'altro molto serrate; beh, ascoltando "Egotistic And Weak Fragments of Creation" ci si può rendere conto di come i Kemuri sappiano lavorare ottimamente in questo senso. La loro esperienza -hanno una discografia ricchissima ma, ahinoi, di difficile reperibilità- è tale che anche una melodia di per se non irresistibile viene arrangiata in maniera da risultare efficace. Tanto efficace da non annoiare in nessuna delle 15 tracce, siano esse più veloci o più riflessive, e da farti venir voglia di riascoltare il cd dall'inizio una volta arrivato alla fine, cosa questa che mi capita sempre più di rado.
Purtroppo la situazione generale non è che giochi a loro favore, vista la recessione che tira per il genere dopo i fasti di un paio di anni fa, ma se come si dice "dopo la moda rimangono solo quelli che sanno suonare veramente bene" allora è giusto promuovere, e a pieni voti, questo disco. Un acquisto quasi obbligato per gli amanti del genere ed un buon motivo per ricredersi da parte dei detrattori. E poi volete mettere che bello è poter dire "hoascoltato un CD di ska-core giapponese"?




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