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A cura di: Digit Young
SHORTIE: Worthless Smiles
Label: http://www.earache.com
Pare che la storica Earache Rec., casa di Dillinger Escape Plan, Naked City, Entombed e Deicide, sia orgogliosa e, non solo, anche impaziente di presentare al grande pubblico mondiale la sua nuova perla emo-core con l'imperdibile album d'esordio.
I Shortie sono una band di Sacramento, che già dà i Natali a Deftones e Papa Roach. Si formano circa quattro anni fa e, dopo un breve periodo a consolidarsi, partono alla volta dei festival e delle sale da concerto più in vista della California e... spopolano. Ottengono subito un ottimo riscontro di pubblico e stima da veterani come Limp Bizkit e gli stessi Papa Roach, di cui aprono alcuni eventi.
Il loro stile musicale ci serve la rabbia e la voglia di emergere tipica dell'età media della band, che varia tra i 18 e i 21 anni; ma la maturità musicale è impressionante: suonano con pulizia e potenza.
La voce di Pogus è il riferimento al primo ascolto. La precoce padronanza della dicotomia vocale basata su aggressività ad alto tasso energetico e melodie strappalacrime è davvero notevole. Uniteci il basso frenetico e rimbalzante di Kyle Klima e la carica ritmica del batterista Justine Halladay e questi ragazzi sono pronti per essere i nuovi Finch: il ponte perfetto tra la scena cosidetta Heavy e il pop-core di MTV.
Il disco rasenta la perfezione in fase di mixaggio e produzione. Non c'è da meravigliarsi, visto che sono state affidate a Dave Dominguez, già collaboratore di Weezer, Offspring e Staind. Alcuni loro brani appaiono già in compilation con band del calibro di Slayer, System of a Down e Q.O.T.S.A. Hanno personalità da vendere e, a sentire le notizie dagli esperti, una carica esplosiva e coinvolgente sul palco da non perdere assolutamente. Saranno presto in Europa e gli auguro di essere 'the next big thing', ma, a me, l'emo-core piace solo al supermercato.
Perchè dovevate fare la cover di 'Sour Times' dei Portishead? E in che modo...
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