PUNKROCK HOLIDAY DIARY – INTRO + GIORNO ZERO: THE OFFSPRING

PUNKROCK HOLIDAY DIARY – INTRO + GIORNO ZERO: THE OFFSPRING
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Per prima cosa devo specificare che mi sarebbe piaciuto tenere un live diary come ho sempre fatto dallo Sziget, ma a causa del fatto che il wi-fi della press area del Punk Rock Holidays è un pacco, non sono mai riuscito a mettere online i report che scrivevo ogni mattina. Quindi i report sono scritti in tempo reale, ma pubblicati immagino dopo la fine del PRH.
Per me è la prima esperienza a questo festival, devo subito avvisare i lettori che in una line-up così piena di nomi interessanti, necessariamente qualcuno verrà sacrificato per vari motivi: tempo, contemporaneità con altre cose da fare, alcol, interesse personale e soprattutto età (sono lontani i tempi in cui mi sparavo dal primo pomeriggio a notte inoltrata sotto qualche palco stando in piedi solo con qualche birretta, incurante della meterologia).

GIORNO ZERO: THE OFFSPRING
E’ ufficialmente iniziato il PunkRock Holidays Festival qui a Tolmin, in Slovenia, al momento in cui scrivo è il giorno uno, ma ieri c’è stato il pre-calcio d’inizio col giorno zero; come avete letto li sopra headliners della giornata sono stati gli Offspring, prima di loro un’infornata di band locali e non, ma comincimo dall’inizio.
Il PRH si svolge in una location spettacolare immersa nel verde, c’è una zona campeggio con tutte le cose che servono (info point, bancomat, docce, bancarelle per cibo, ecc…), la zona del main stage con altri stand per cibo e bevande e il beach stage, su cui si esibiscono le band minori, che si affaccia sulla “spiaggia” di un fiume poco distante dal main stage.
Nel giorno zero il beach stage non è stato attivo, sul main stage hanno aperto le ostilità alle 19 i Trash Boat, fautori di un punkrock piuttosto banale, senza spunti, senza niente di particolare da dire. Subito dopo i The Kenneths, interessantissima band londinese il cui punk oscilla tra episodi veramente incazzosi ai limiti dell’hardcore e momenti piu’ melodici, quasi rock. Sono giovani, si vede che mancano un po’ di esperienza, ma il sound è ottimo e sicuramente in futuro ne sentiremo parlare anche dalle nostre parti.
A seguire The Clowns, decisamente piu’ maturi dal punto di vista della performance, con una presenza scenica spettacolare e un sound bello pesante, a differenza dei Kenneths però i pezzi sono decisamente anonimi, non mi è rimasto in mente niente, un gran casino, un gran bel colpo d’occhio ma poca sostanza.
Dei due gruppi seguenti purtroppo ho potuto sentire solo un paio di canzoni, i Jaya The Cat col loro reggae rock (mi sembra di aver sentito da lontano una cover di Take Warning degli Operation Ivy, indagherò) e i local heroes Pigs Parliament.
Gli Offspring negli ultimi anni sono stati ampiamente criticati per il supposto uso di basi/aiuti per la voce, ecc…in effetti Dexter ha la stessa voce di 20 anni fa, non ha mai un calo, un’imperfezione, una stonatura, sembra di ascoltare un cd. Non molto punk. Però in un contesto come questo, con un’atmosfera come quella che si respira qui, chi se ne frega: la scaletta è da best of, solo le hit piu mezza cover di Seven Nation Army dei White Stripes. L’atmosfera è quella di gente che finalmente mette via il cellulare e si ammazza di pogo come si faceva una volta, dalla prima all’ultima nota il parterre è un inferno di corpi sudati come non vedevo da troppo tempo.
Le premesse sono buone, mentre scrivo sento il sound check dei Pennywise, vediamo se anche stasera sarà così. Prevedo di si.


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