Quattro chiacchiere con GLI ULTIMI

Quattro chiacchiere con GLI ULTIMI
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-Ciao ragazzi e benvenuti a punkadeka, come state?

PAT – Ciao Matt , alla grande grazie . 

Mentre ti rispondo  ancora vestito da lavoro , come sempre , scusa il disordine. (ma ti pare? Vedessi come sono conciato io amico mio, ndr)

-avete appena finito le registrazioni di TRE VOLTE 10, com’è andata? Da quello che ho letto è stata dura

ALESSANDRO: Con l’Hombre lobo coi sigilli abbiamo dovuto barcamenarci tra le disponibilità degli altri studi a cui Valerio si e’ appoggiato e orari che non sempre hanno legato coi nostri lavori.
Io personalmente ho collezionato un numero bassissimo di ore dormite e un numero altissimo di take di chitarra buttate! Ma non c’è da starsi a lamentare. Le cose dure so’ altre e registrare un disco non rientra tra queste!

-partiamo dal titolo, perché TRE VOLTE 10?

ALESSANDRO: TRE VOLTE DIECI è il disco dei nostri trent’anni di eta’.

Parla del nostro presente, ma come al solito, guarda anche indietro. Per questo ci piaceva l’idea di un titolo che dividesse il trenta in 3 parti, tre fasi della nostra vita che ritornano a più riprese nei nostri testi: l’infanzia, l’adolescenza e quella che potremmo chiamare maturità.

L’album è diverso dai nostri precedenti lavori dal punto di vista musicale, ma, soprattutto, per il modo in cui trattiamo le nostre solite tematiche.

Il nostro sguardo su quello che ci circonda non è più quello di quando abbiamo iniziato a suonare ed è sicuramente più disilluso e cupo, ma magari anche più saggio e consapevole.

 

-ora parliamo un po del disco, che cosa dobbiamo aspettarci? Noi siamo abituati bene

BERNA – Dovete aspettarvi un ottimo disco, ma è ovvio che l’ultimo lavoro fatto da un gruppo è sempre il più bello ahaha. A parte gli scherzi siamo molto soddisfatti del risultato finale, frutto di duro lavoro a volte stressante. Possiamo dire che è lo sviluppo del modo di scrivere pezzi cominciato con “Anime corsare”, che non toglie comunque ritorni ad atmosfere di “Storie da un posto qualunque”. E’ un equilibrio perfetto tra la spontaneità delle nostre prime cose ed una maturità a livello di arrangiamenti che abbiamo raggiunto negli ultimi paio di anni. All’interno del disco troverete quindi di tutto dal rock più classico allo streetpunk, al folk, ma insomma appena lo metterete sul giradischi o nel lettore cd ognuno troverà i propri rimandi e la propria atmosfera. Se siete abituati bene non verrete delusi per niente.

-e musicalmente come sarà? La musica di strada, si sa, non chiude mai la porta a tastiere, armoniche, mandolini…

BERNA – Musicalmente come dicevamo è un evoluzione naturale da “Anime Corsare”. Solitamente non chiudiamo mai le porte a contaminazioni con strumenti estranei al punk più classico, ed anche stavolta abbiamo musicisti esterni che hanno collaborato nel disco, da Jimmy degli Inferno a Er Fisa del Muro del Canto. Diciamo che se pensiamo una cosa la proviamo e ci piace non facciamo troppo caso se sia più o meno punk.

Abbiamo poi cercato dei suoni che siano più naturali possibili, così come escono i pezzi dalla sala prova, questo è stato molto importante per noi. Poi se continuiamo di più a descrivere il disco non lo ascoltate più! (lo trovo impossibile, ndr)

-produzione affidata a Valerio e Roberto’, insomma siete in ottime mani, perché hai voglia a scrivere e suonare bene, ma se poi confezioni il tutto male butti via il lavoro, giusto?

ALESSANDRO: Siamo un gruppo che si prende abbastanza sul serio!

Il diy troppo spesso e’ interpretato come “posso fare una cosa mediocre, tanto sono giustificato dal fatto che ho pochi mezzi” .

Per noi e’ il contrario. E’ “voglio dimostrarti che con pochi mezzi posso tirare fuori comunque una bomba”.

Con Valerio e Roberto’ ci siamo trovati per questo, perche’ la pensano esattamente come noi!

-dal primo disco ne avete macinati di chilometri restando sempre voi 4, e non intendo solo come individui, non è roba da poco, parliamo un po de Gli Ultimi ora

PAT -Parecchie cose sono cambiate dall’inizio , siamo stati “Gli Ultimi” nei 10 anni cruciali per la vita di chiunque, metà della band si è spostata nella capitale, l’altra metà è rimasta in provincia, le difficoltà per tenere incollato il gruppo sono raddoppiate, ma pare che regge.

Facciamo semplicemente la nostra vita .

Per noi il Punk Rock è naturale come parlare con qualcuno alla fermata del tram, raccontare che hai perso il lavoro o che sei disperato o che vuoi farti una bevuta e non pensare più a niente.

Altri aspetti del punk non ci hanno mai riguardato, ne ieri ne oggi .

Tant’è che qualcuno una volta disse “ma non potete fa i Punk vestiti col pile”.

La verità è che il punk invece lo possiamo fare.

E da noi d’inverno fa freddo

-quasi 10 anni penso a quante situazioni potete aver vissuto, so che è difficile, ma il momento più bello del vostro gruppo qual’è stato?

PAT- I primi anni sono stati grandi. vivevamo ancora tutti nella stessa zona , la differenza tra la band e la comitiva era quasi a zero. E’ in quel periodo che la nostra “ossessione” per le storie di provincia e’ venuta fuori, tanto che gli amici ce lo facevano notare spesso, ci prendevano per il culo ahah .

A livello emotivo ci sono cosi tanti ricordi che preferiamo raccontarli davanti  a  una bevuta, o  lasciarne qualche traccia in una canzone. Ogni tanto parlandone  tra noi si diceva che probabilmente i migliori live di sempre potrebbero  essere il concerto di supporto ai Kina all’Init di Roma, e il set al festival  “Questa e’ roma”  2014.

-ora parte la promozione del disco, siete pronti?

PAT- Siamo pronti. è sicuramente la parte più divertente dopo mesi di studio.

Possiamo permetterci solo una decina di date ma stiamo preparando un buon set, le serate fissate sono da paura. La parola d’ordine è rapporti di amicizia, ovunque, con i promoter e gli spazi, abbiamo voluto una cosa in famiglia dappertutto, ci sentiremo a casa ogni sera.

Cercheremo di inserire un po di pezzi nuovi a rotazione nella scala per divertirci di più noi e diffondere tutto il lavoro fatto finora.

-spazio libero tutto per voi, dite quello che volete

“Tre volte dieci” è lo specchio delle nostre vite, il  nostro modo di vedere le cose oggi –  non necessariamente come ieri – con tutte le inevitabili contraddizioni che questo comporta.

Sono sempre le nostre storie, stavolta da 3 punti di vista in parti quasi uguali , mai totalmente aderenti l’uno all’altro.

Venitene a sentire una parte dal vivo, dal 26 maggio in poi in tutti i peggio posti d’Italia

-vi ringrazio di cuore per il tempo che ci avete dedicato, ci si vede presto!

Siamo noi che ringraziamo te e lo staff di Punkadeka , con te ci vediamo il 2 giugno al Decibel di Magenta !


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