Quattro chiacchiere con KILLERDOGZ MUSIC FACTORY

Quattro chiacchiere con KILLERDOGZ MUSIC FACTORY
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Continuano le mie famigerate interviste dietro le quinte della nostra scena, questa volta tocca a Ivan “Porcheria”, anima della KillerDogz Music Factory!
Ho conosciuto KillerDogz per caso una sera ad un concerto, sento sti ragazzi che ci danno dentro, ragazzi dal nome tagliente che poi entreranno nel mio cuore e non ci usciranno mai più, a fine live prendo il disco e vedo sta etichetta con un cane sopra, decido di approfondire e mi si apre un mondo davanti, un mondo con ben due sale prove, uno studio di registrazione, tante preziose collaborazioni e un ragazzo che dietro al mixer è nel suo regno e plasma musica di ottima qualità.

-Ciao Ivan, iniziamo con una presentazione di KillerDogz, come nasce? E perché?
-Ciao ! KillerDogz nasce circa 7 anni fa, inizialmente solo come studio di registrazione. In seguito, grazie alle belle persone conosciute durante le esperienze in studio e nei concerti, sentivo la necessità di unire le sinergie di molti ragazzi che a mio parere -visti i tempi non proprio “floridi” per ciò che concerne i contatti umani diretti- non hanno un punto di riferimento “fisico” sul quale investire per la propria crescita musicale e culturale, quindi, inizialmente con l’aiuto di mio fratello, abbiamo aperto un “quartiere generale” con -oltre allo studio di registrazione- due sale prova, una sorta di ludoteca e biblioteca ed un salotto che è il fulcro dell’interazione tra le bands, cosa che mi rende molto orgoglioso del lavoro svolto fin ora !

-Chi ne fa parte oltre a te?
-Oltre a me c’è Laura che si occupa della parte burocratica e gestisce i corsi, e Minocci che si occupa delle grafiche, del web in genere e del videomaking. Devo specificare però che in realtà i ragazzi delle bands partecipano molto attivamente alla cosa, con continui progetti, disponibilità, molta partecipazione e presenza. Capita molto spesso che membri di un gruppo vengano anche altri giorni in settimana solo per fare una chiacchierata con chi trova in studio o per scambiarsi pareri, consigli ed opinioni. Per me questo rientra nel concetto di “farne parte”.

-la produzione di un disco è frutto di ore di duro lavoro, da parte tua come da parte della band, poi oltre alla musica c’è tutto il resto, spieghiamo ai ragazzi come nasce il “pezzo di plastica” che hanno in mano
-Per quanto riguarda la mia esperienza, nasce ovviamente con molta fatica e impegno, ma è anche un estremo piacere. Io non lavoro come una fabbrica, prima di incidere una band ho bisogno di passare del tempo con loro, stabilire un empatia e delle interfacce di comunicazione che mi portino -durante la fase di produzione- ad essere un membro stesso del gruppo. Questo mi aiuta a lavorare a mio agio dando il meglio perchè sento il progetto più “mio” e credo aiuti i membri della band ad essere a rilassati e tranquilli durante la fase di registrazione. Per questo, a prescindere dalla mera questione tecnica, per cui servirebbe un intero e noioso trattato, cerco di rispettare alcune regole fondamentali tra le quali non utilizzare tariffazione oraria (perchè NON vogliamo essere un azienda) e rispetto del lavoro svolto dal gruppo. Anche se a volte non di mio gusto, lavorandoci comprendo ciò che sta dietro alla nascita di ogni singolo pezzo e di conseguenza lo apprezzo in quanto opera intellettuale e quindi unica e soggettiva.

-oltre allo studio organizzi anche concerti di un certo spessore (TOTAL CHAOS!!!), quali e quante difficoltà si incontrano al giorno d’oggi per portare in italia una band estera o “semplicemente” far suonare i gruppi che produci?
-Per i Total Chaos non voglio prendermi pieno merito perchè abbiamo collaborato strettamente con l’arci Svolta al fine di riuscire a farlo. Le difficoltà sono quasi sempre relative al cachet. La situazione purtroppo è nota a chiunque suoni, io ci metto tutto lo sbattimento e sono disposto ad ospitarli in studio la notte, purtroppo non mi sento nemmeno di accusare i locali perchè comprendo quanto è difficile rischiare in quest’ottica, di cui penso abbiamo colpe un po tutti. Coi gruppi che produco c’è spesso scambio di date, io mi affido a qualche locale dove magari godo di maggior credibilità per far esibire le “mie” bands e viceversa gli altri fanno altrettanto. In Lombardia diciamo che non possiamo lamentarci troppo del nostro operato.

-la collaborazione con Honky Tonky mi sembra importante, come è nata? E soprattutto spiegami un po le polemiche nate attorno a questo locale
-E’ nata inizialmente per una questione di amicizia nei confronti di chi gestisce il locale, in seguito si è espansa grazie probabilmente alla credibilità dovuta agli eventi ben riusciti che siamo riusciti a creare insieme. Per quanto riguarda le polemiche posso dire che i ragazzi che ci stanno dietro lo fanno per passione (e lo fanno bene) e che dare un contesto politico agli eventi è una cosa che approvo e può andar bene in determinati casi, di sicuro non in questo. Probabilmente il tutto è dovuto alla mancanza di dialogo.

-tante band, ragazzi più o meno giovani che grazie a KillerDogz sono riusciti ad avverare il sogno, come ti senti ogni volta che arriva uno scatolone di dischi?
-Orgoglioso abbestia, come cazzo vuoi che mi senta ?

-l’importanza di mandare un messaggio, spesso al banchetto mi sento dire “ma no dai te lo regalo il disco, basta che lo ascolti”, tanti sacrifici per produrlo per poi rischiare di non rientrare nelle spese, trovo che sia splendido ma al tempo stesso ingiusto, cosa ne pensi?
-Penso che rientrare nelle spese di produzione sia più che giusto, visto che siamo una generazione di ragazzi che consegnano le pizze. Si chiede al più 3/5 euro, una cifra più che consona e distante anni luce dal concetto di “lucro”. Purtroppo siamo anche abituati a cliccare “scarica discografia completa dei Queers”, per cui anche noi musicisti subiamo questa sorta di sadico gioco secondo il quale uno preferisce “regalarlo basta che lo senti”. Ma non lo stai regalando, stai dando soldi che hai usato per produrlo ad uno sconosciuto. Poi ci sono realtà che fanno speculazione su materiale e concerti, e questo si che mi fa davvero vomitare.

-Dischi di ottima qualità, ma anche grafiche curate e videoclip di notevole fattura, per la serie “va bene che siamo punk ma cazzo ci tengo a presentare un buon prodotto”, penso che tra mille difficoltà poi la soddisfazione sia doppia, o sbaglio?
-Non sbagli, fosse per me sarei ancora legato alla logica delle bustine con fotocopia e via, ma mi rendo conto che un disco è bello anche da guardare oltre che da ascoltare, ti aiuta a capire meglio l’intento del gruppo ed il suo “mood”. In questo senso abbiamo quel santo di Minocci che è un vero mostro su queste cose.

-per finire ti chiedo qualche cosa sul nuovo lavoro con la tua band, I Brambillas, vedo che siete in studio a registrare di nuovo
-E’ un ep di cinque pezzi. A differenza dei precedenti dischi, scritti quasi per intero da me, questa volta se ne è occupato in toto Matteo, il nostro bassista. La differenza è evidente, ma nonostante ciò è riuscito a mantenere le sonorità a cui siamo legati. Speriamo piaccia !

-ti ringrazio per il tempo che ci hai concesso, è sempre un piacere far conoscere queste realtà
-Grazie a te, e vieni ai nostri concerti, ogni tanto!
(ndr. quanto hai ragione caro amico!!!!)


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