RAPPRESAGLIA: Neurotik

Inutile chiedersi cose tipo “da dove hanno tirato fuori sto disco??”, chi segue i Rappresaglia almeno quanto me sa che questo lavoro non poteva che essere una bordata punk rock vecchia maniera con lo stile inconfondibile del quartetto milanese che porta di nuovo tutti a scuola con un’energia ed una faccia tosta da far invidia, il disco rabbioso e romantico che ti aspetti da una band di questo calibro.

Già in apertura si capisce che passano gli anni (15 dall’ultima release!!!) ma il tiro resta quello, i primi tre pezzi mettono subito in chiaro le cose a cazzotti e “uoh oh oh”, Clash nell’anima e punk settantasettino suonato con quella voglia di far sentire che gli strumenti li hanno in mano non a caso, e link con la fine dei ’70 che rimane attivo fino alla fine, quando chiudono con la cover dei Devo; i testi sempre importanti e ragionati, frizzanti e con tanta ironia parlano di ciò che succede ogni giorno senza troppe coccole, parlano della strada che hanno percorso e che stanno percorrendo, parlando poi delle varie sfumature all’interno del disco oltre al già citato punk ’77  presente in veri anthem come “oldies without god” e “harvest time” c’è anche spazio per muovere le chiappe con un pezzo ska dall’atmosfera fottutamente ’80s con tanto di tastiera come, per non parlare della stupenda e stradaiola “bootboy moonstomp” che ancora sento il rumore dei vecchi scarponi, oltre qualche altro scostamento dal genere come in “fame chimica”, molto rock e “alibi” e “no mames” dal ritmo forsennato, tutto quanto arrangiato per risultare puro e grintoso, immediato e piacevole da ascoltare. Le radici della band rimangono ben salde nei tempi in cui Paul Simonon spaccava i bassi, ma come detto all’inizio lo stile affinato in tutti questi anni è inconfondibile e dal primo “hey” si capisce subito chi sta per travolgerti.  Cosa devo dire di più a sti eterni giovani? Questo disco è la dimostrazione che passano gli anni, ma chi ha il punk rock dentro non invecchia mai. Grazie Rappresaglia.

Registrato, mixato e masterizzato al Real Sound Studio di Milano da Ette Gilardoni, prodotto da Ette e Rappresaglia per Rocketman Records, grafica di Ricio e foto di Marco Maffia, Fulvio “Devil” Pinto e autori ignoti.

tracklist:

01. buried alive

02. neurotik world

03. i hate you

04. bootboy moonstomp

05. oldies without god

06. wake up (feat. Daniele Nonne alla tastiera)

07. fossili

08. harvest time

10. alibi

11. fame chimica

12. silicone gods

13. no mames

14. uncontrollable urge (Mark Mothersbough)