RAY DAYTONA

RAY DAYTONA
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Nell’antica torre del Forte Prenestino, set suggestivo dove i Ray Daytona gireranno alcune scene del loro ultimo video realizzato dai Manetti Bros, rivolgiamo prima del concerto alcune domande a Rossano e Giulia, membri della più originale surf band nostrana, che ci parlano della loro storia, dei loro progetti, e, udite bene…della ‘Repubblica popolare del rock’n’roll’ che è nata in Toscana.

Come avete scelto il genere musicale che suonate e qual’è la vostra storia? Che fine hanno fatto le Googoobombos?

Le Go-go girls vuoi dire? Tutto comincia nella primavera del ’97. L’inizio è stato abbastanza veloce: c’erano stati tra di noi scambi musicali, di gruppi, Rossano aveva suonato con Paolo, Fernando con Michele. Non è che abbiamo deciso di seguire un determinato genere, è venuto da se’! E’ stato molto interessante, ci siamo dati subito da fare per produrre il primo 7’ nel giro di tre mesi. Dopo questi primi 7’, durante la registrazione dell’LP, c’è stato il primo cambiamento di formazione: esce Rossano che suonava il basso ed entra Giulia. Rossano ha continuato comunque a suonare con noi, si è comprato un theremin. Abbiamo fatto altri due  dischi e durante la lavorazione del terzo disco, poiché a noi piace renderci le cose molto complicate, soprattutto mentre stiamo registrando un disco, è uscito il batterista e stasera suoniamo infatti con il nuovo.

In Toscana avete contatti con altri gruppi, tipo le Up’s?

Per il nostro primo concerto dovevamo essere di spalla alle Up’s, poi il concerto saltò per qualche motivo…

 

Ma le Up’s che fine hanno fatto?

Hanno festeggiato il 100esimo concerto in qualche periodo degli anni scorsi e poi si sono sciolte.

Mi ricordo che suonarono qui a Roma diversi anni fa, a Pirateria di Porta, e ci fu una specie di rissa tra il pubblico perché c’era un gruppo di femministe e loro si erano portate uno spogliarellista…  le femministe si sono incazzate!

Sono ragazze concrete! Cristina credo che suoni ancora… le altre le abbiamo un po’ perse di vista. A volte vedo Caterina, la batterista, a qualche concerto.

E altri gruppi toscani con cui eravate in contatto?

All’epoca era un po’ triste, adesso ci sono un sacco di gruppi! Adesso c’è la ‘Repubblica Popolare del rock’n’roll’! La cui sede ufficiale è la Toscana e la cosa ci riempie di orgoglio.

Qualche nome?

Los Dragos, Gallara, Alfredo Garcia, Pin Pals, ma poi ce ne sono tanti, le Cleopatras, che già suonano da un po’.

Qual’era il vostro background musicale quando vi siete formati, i gruppi stranieri che seguivate?

Beh, ognuno ci ha messo il suo.  Chi veniva più dal beat e dalla passione per gli anni ‘60, chi aveva beccato in pieno e si era sviluppato nel punk, ognuno c’è arrivato a modo suo, però più o meno alla fine i gruppi che ci piacciono sono gli stessi: Dead Kennedys, i grandi gruppi garage degli anni ’60, gruppi surf strumentali come Ventures e Link Wray, i Sonics, i Music Machine…

Avete anche una grafica che si rifà molto agli anni ’60…avete subito una forte influenza anche da grafica, fumetti e film di quel periodo?

Sì, fa parte del contesto!

Conoscete i Tijuana Bibles? Indossano maschere che si rifanno alla lotta libera messicana e attingono a tutto l’immaginario b-movie. Gli abbiamo parlato di voi e loro vi hanno lanciato una ‘sfida’!

Sì, ne abbiamo sentito parlare. Alcuni dei nostri ‘supereroi’ li hanno visti in concerto e sono tornati con una trentina di maschere!

Ecco parlateci un po’ di questi ‘supereroi’ che si aggirano tra il pubblico mascherati.

La ‘ramble’ è una lotta paurosissima e devastante, semina panico e distruzione tra il pubblico e anche tra i musicisti a volte.

Sono un gruppo di ragazzi che, in realtà, fanno parte di un’associazione culturale e realizzano varie cose: cortometraggi, fotoromanzi, etc… Ci siamo incontrati, nel senso che loro prendono spunto dalla nostra musica per inventare questi travestimenti e venire a fare il combattimento.

 

Quali sono i b-movies che vi piacciono di piu’?

A me il telefilm Il Prigioniero, poi i Monthy Python, anche se non si può parlare di b-movies, e tutta la fantascienza e l’horror italiano: Bava, Fulci, Margheriti…

 

Come siete venuti in contatto con Winston Smith?

Fernando lo ha incontrato alla Flog quando è venuto qualche anno fa ad esporre le sue opere, a Firenze. Chiaramente lo conoscevamo come autore delle copertine dei Dead Kennedys. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere, dopodiché siamo andati in America in vacanza, gli abbiamo telefonato perché ci aveva lasciato il numero e siamo diventati amici. E’ un tipo molto socievole e gioviale, ha studiato a Firenze da metà anni ’60 a metà anni ’70, all’Accademia, e quindi viene quasi tutti gli anni a Firenze, noi non andiamo tutti gli anni in vacanza laggiù comunque… Parliamo in inglese e in un buon fiorentino…

Avete fatto tournée all’estero?

No,tournée no. Abbiamo fatto alcune date. Però sulletournée ci sono dei problemi tecnici, perché chi lavora deve riuscire a prendere le ferie. Adesso a maggio andremo tre giorni in Belgio.

Le etichette per cui avete pubblicato? E’ stato difficile trovare un’etichetta che promuovesse un genere particolare come il vostro?

Il primo disco lo abbiamo prodotto da noi. Per uscire in qualche maniera. Poi abbiamo incontrato la Mad Driver. Altre etichette ci hanno stampato i 7’. Certo il nostro è un pubblico di nicchia. Con la Ammonia ci stiamo spostando verso un pubblico più ampio, perché la Ammonia distribuisce in modo capillare.

Si dice genere di nicchia e, per carità, lo è! Però molto spesso ci capita di suonare davanti ad un pubblico che non ha idea di cosa sia il surf e il garage, che però si diverte e dopo il concerto viene da te e ti dice ‘siete ganzissimi’ e ti compra il disco! Insomma fa piacere!

Invece questo video con i Manetti Bros pensate che vi porterà alla luce ? Qual’è la trama, si può dire?

L’idea è venuta a loro. Noi non sappiamo molto dal momento che dobbiamo ancora girarlo. Per ora sappiamo che verranno girate delle immagini… Possiamo rivelarle? Beh, diciamo soltanto che avrà un montaggio veloce, battaglie con zombies, etc etc. L’intenzione è quella di fare una versione censurata per MTV…e un’altra versione più splatter e violenta (risate).

Quindi è  vero che verrà passato su Mtv?

Non sappiamo dirvelo. Sappiamo che verrà passato su Rock tv, che è quella tv satellitare che nessuno di noi vedrà perché nessuno di noi ha la parabola..


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