RENTOKILLER

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Dopo aver ascoltato una perla di pura follia come“Cadaveri eccelente”, tanta era la curiosità attorno al nome Rentokiler. Un combo di pazzi o geni incompresi del nuovo millennio? A rispondere ai nostri quesiti ci pensa il loro simpatico chitarrista Jens Leinonen…

Partiamo con la classica domanda di rito: perchè una band come i Rentokiller?

Jens: Perchè ci eravamo rotti le palle di ascoltare sempre la solita merda! (ride) Parlando seriamente penso che la cosa sia legata più che altro alla nostra terra d’origine, sai qui nel Nord Europa le giornate sono corte e se sei giovane non hai molto da fare, o studi, o lavori o ti ritrovi a suonare… E noi preferiamo sicuramente la terza ipotesi! (risate)

 

Raccontami allora dei vostri inizi…

Jens: Suoniamo assieme dal 2000, e ti devo dire che da allora non siamo migliorati molto tecnicamente, lo dico sul serio! La nascita dei Rentokiller è avvenuta per sfamare la nostra voglia di andare sempre oltre, esaudire il desiderio di rendere estrema e per certi versi inascoltabile la musica che più ci piaceva, l’hardcore. Per ottenere un risultato simile bisognava però andare sul pesante e ce ne rendevamo conto sin dagli inizi, in quanto le prime prove mostravano sì l’attitudine giusta, ma suonavamo tali e quali ad altre decine di band e la cosa non ci soddisfaceva per niente. Da lì la scelta di slegare i nodi che ci tenevano ancorati a un genere preciso, provando soluzioni bizzarre e spesso disastrose che hanno dato i loro frutti solo dopo qualche anno.

 

Effettivamente i vostri primi due demo non erano un granché…

Jens: Hai ragione cazzo! Non so come tu sia riuscito ad averli, ma quei primi due lavori sono veramente disastrosi. Il primo era come dicevo prima legato all’hardcore di stampo classico, mentre nel secondo tentavamo di fare quello che facciamo oggi ossia puro caos con risultati veramente catastrofici. Fortunatamente per noi oggi le cose sono cambiate…

 

Quale pensi sia stato il segreto che vi ha portato a cambiare in meglio? Se si ascoltano i vostri demo e poi “Cadaveri eccelente” sfido chiunque a pensare che sia la stessa band…

Jens: E’ sempre difficile rispondere a una simile domanda, in quanto sono cose naturali che vengono provando moltissime volte e stando sempre assieme. Ognuno di noi ha dato anima e corpo a questo progetto, provando nel garage di casa per ore e ore e destando le ire di vicini e polizia, che puntualmente veniva a farci visita nelle ore notturne per disturbo alla quiete pubblica. Quello che posso dire con sicurezza è che ognuno di noi ha messo qualcosa di sé nel disco d’esordio, io l’amore per i Dillinger Escape Plan, Marko la sua vena schizofrenica, Toni la rabbia che ha in corpo ed Erik la normalità e la compostezza che a noi altri manca da sempre.

 

Quali band pensi abbiano influenzato maggiormente il vostro sound?

Jens: Per rispetto verso noi stessi ti dirò nessuna. Quando inizia a tirare di mezzo altre band tendi a far scadere il tuo lavoro e vista la fatica che ci abbiamo messo in tutti questi anni penso non meritiamo tale trattamento…

 

Visto che siamo entrati nel discorso legato a “Cadaveri eccelente”, presentalo a modo tuo ai nostri visitatori!

Jens: Beh innanzitutto spero che la recensione sia stata buona! (risate) Che dire… “Cadaveri eccelente” è un buon disco, quello che in fondo volevamo ottenere al momento di entrare in studio. E’ composto da dodici canzoni, quattro di queste riprese dall’ultimo demo e riviste in chiave più moderna. Per concepirlo ci siamo avvalsi dell’aiuto di molti amici, due su tutti Nilsson made che si è occupato dell’artwork e Tobias Walka che invece ha pensato alla produzione e al mixaggio. La scelta di circondarsi di figure amiche è legata al fatto che chi meglio di loro possono giudicare e agevolare il tuo lavoro? Semplicemente nessuno. La caratteristica principale di questo disco a mio parere è legata alla capacità di spiazzare l’ascoltatore in ogni momento, in quanto nessun riff o parte vocale è prevedibile in quanto frutto della nostra fantasia! Quello che mi preme dire è che non deve essere paragonato a nessun altro disco o etichettato sotto un genere specifico, chi ci ha provato è riuscito a dire solo cazzate su di noi, quindi preferisco che ascoltiate Voi stessi qualche mp3 e che giudichiate da soli. Molti ci chiedono perchè non abbiamo percorso le strade prese dalle band scandinave dedite a metal o hardcore… La risposta penso sia facilmente intuibile ascoltando le nostre canzoni. Non siamo metallari e non siamo punk, siamo solo quattro ragazzi che fanno della musica la propria valvola di sfogo.

 

Effettivamente con voi di termini ne sono stati sprecati: Post-hardcore, metal, grind…

Jens: Lo so amico, ma che ci vuoi fare, basta che la gente parli e a noi va benissimo così! Pensa che qui da noi un magazine è arrivato a dire che siamo stati influenzati dalla scena black metal anni 90! Più in basso di così penso non si possa andare!

 

Visto il vostro sound non deve essere stata una passeggiata registrare perfettamente il tutto. Ci sono stati momenti difficili?

Jens: A dire la verità no, in quanto per arrivare a questo disco abbiamo lavorato per oltre un anno. Il problema più grosso è stato equilibrare la potenza delle melodie alle liriche, in quanto il nostro sound tendeva spesso e volentieri a sovrastarle. Un problema che comunque sia non riguardava tanto noi ma il mixaggio, e devo dire che ci hanno lavorato parecchio per ottenere un risultato perlomeno decente. Marko è un urlatore fantastico che su disco ha espresso solo una piccola parte delle sue doti, dal vivo è veramente fenomenale credetemi!

 

Beh che siate dei “fenomeni” penso lo si possa intuire già dalla scelta del nome… Che cosa significa la parola Rentokiller?

Jens: Il nome prende spunto da un gioco di parole anglo-finnico. Rento tradotto dal finlandese all’inglese significa calma, mentre killer penso lo sappiate tutti. In poche parole sarebbe la calma dei killer, che rivolto a noi stessi penso sia perfetto! Nella vita di tutti i giorni siamo dei ragazzi modello, calmi, posati mai nessun scazzo… Una volta imbracciati gli strumenti… Sotto a chi tocca! (risate)

 

Conta più una bella melodia o un testo impegnato nei Rentokiller?

Jens: Direi cinquanta e cinquanta, anche se sinceramente preferisco dirti che sono più importanti i testi. Il fatto è che oggigiorno un ragazzo dà maggiore importanza al sound, soprattutto perchè in molti paesi l’inglese non è ancora molto parlato e capito. Nei Rentokiller questo problema è stato risolto col fatto che nessuno a parte noi riesce a capire ciò che dice Marko mentre urla al microfono! (risate)

 

Prima parlavi dell’artwork ed effettivamente nulla si può dire se non che è curatissimo e fantasioso. Da cosa si è ispirato per arrivare a ciò?

Jens: Alla confusione che gli abbiamo procurato al momento di fargli ascoltare il nostro disco! (risate) La copertina doveva essere ibrida, qualcosa che non trasmettesse nulla di particolare se non la curiosità dietro al monicker Rentokiller. Il booklet è invece un collage di immagini e stralci di testi, un lavoro che prende spunto dalla pop art più acida e in linea con il nostro squilibrio mentale.

 

Come vi siete trovati con la North Post Records?

Jens: Fantasticamente! Dove trovi un’etichetta fatta da persone che vivono di musica e che suonano come te? Da nessun’altra parte penso! Soren Hvidt (uno dei boss dell’etichetta danese – nda) è il bassista degli As We Fight, band che noi stessi amiamo e i suoi consigli sono stati fondamentali per noi. Ci hanno fatto lavorare con calma, senza imporci nulla e promuovendo il nostro disco in modo impeccabile. Se in futuro ci dessero un’altra opportunità beh, firmeremmo a occhi chiusi!

 

Visto che siete emergenti, come vanno le cose dalle vostre parti riguardo all’organizzazione di live show?

Jens: Diciamo bene, anche se per suonare ti devi fare un bel culo ogni volta. La cultura musicale scandinava è forse la migliore al Mondo, ai concerti puoi trovare intere famiglie, bambini e anziani, chiunque insomma. I locali poi non mancano, anche se optano maggiormente per band orientate al metal… Nel nostro piccolo riusciamo a fare diversi concerti ogni mese, spesso ci troviamo a suonare nella villa di qualche ricco sconosciuto o nell’appartamento di qualche pazzo che ha deciso di fare il manager pur non avendo un soldo. Noi ci divertiamo anche così, in fondo suonare dal vivo è una cosa fantastica, che ti fa godere ancor più di quando componi una bella canzone! Presto dovremmo partire per un lungo tour europeo e speriamo di riuscire a passare anche dalle vostre parti… Anzi se avete un appartamento da devastare, chiamateci, saremo lieti di aiutarvi nell’opera! (risate)

 

E per quanto concerne la scena alternative cosa mi dici?

Jens: Ti dico che ci sono un’infinità di ottime band emergenti che a breve faranno il salto di qualità, grazie alle tante piccole etichette scandinave e agli incentivi di un governo che riguardo alla musica sembra capirne parecchio.

 

Dal vivo avete suonato con band blasonate come The Haunted, Raging Speedhorn, Raised Fist e Maroon per citarne alcune… Chi ti ha impressionato maggiormente e chi invece ti ha deluso?

Jens: Beh dai nomi grossi devi sempre imparare qualcosa, in ogni caso. Personalmente mi hanno colpito molto i The Haunted, nonostante facciano metal scandinavo dal vivo spaccano il culo a molte band hardcore. Chi invece non mi ha impressionato molto sono i Raging Speedhorn, atteggiamento da super star e sound monotono… Ciò però non toglie che alcuni di loro siano dei gran bravi ragazzi.

 

Bene Jens, è arrivato il momento dei saluti, chiudi pure a tuo piacimento…

Jens: Grazie a te e a voi di punkadeka per quest’intervista che spero vi abbia incuriosito un poco. Spero di vedervi tutti a un nostro concerto dalle vostre parti, per intanto visitate il nostro sito Internet! See ya guys!

 

 

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