Revolution Rock Festival VIII

Revolution Rock Festival VIII
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Ritorna il Revolution Rock Festival al Decibel di Magenta, giunto alla sua ottava edizione, negli anni ha richiamato gruppi di alto livello, ed anche quest’anno il roster è stato speciale, con gruppi che personalmente non vedevo l’ora di vedere e ri-vedere, ma partiamo dall’inizio. Premetto che purtroppo per vari cazzi ho potuto scrivere il report solo un mese dopo il concerto, quindi oltre a ricordare un cazzo delle scalette mi si annebbiano pure i dettagli e le situazioni che si creano, scusate.

 

Come di consuetudine il festival si divide in due giorni, arrivo più o meno presto, non c’è la ressa che mi aspettavo, anche se sono solo le 20.00, e purtroppo non ci sarà, ma i gruppi che saliranno da li a poco vanno celebrati perché hanno dato il 1000% e mi hanno fatto emozionare non poco. Inizia Il Complesso, gruppo che ho notato sempre su questo palco già qualche anno fa ma che non ho più avuto occasione di vedere live, non ricordavo affatto male, energia incredibile ed attitudine da vendere, oltre ad essere dei musicisti davvero eccezionali, sound bello tirato ed un bel singolo da presentare (ne parleremo presto, restate tuned), concludono con una sempre attuale “if the kids” tra gli applausi, i miei forse erano più forti di quelli degli altri.

Poi tocca ai Miners, anche loro hanno un lavoro da presentare, un bel disco che sto già ascoltando in loop (restate sempre tuned), li ho visti tante volte e mi danno sempre questa bella sensazione, di una musica che mi appartiene, OI! come si faceva una volta tagliato bello spesso, c’è un pochino più di gente a guardare ed anche qui Albe ed i ragazzi non si sono risparmiati per niente. I pezzi nuovi girano da favola e qualche timido si avvicina un po di più al palco, comunque ve l’assicuro, non puzzavano per niente, si poteva stare tutti un po più vicini.

Ultimi della prima serata i parigini Lion’s Law, mai visti e sentiti poco, ma la curiosità è tanta perché ne sento parlare spesso e bene, infatti sono davvero impressionanti, coinvolgenti e validi, finalmente anche un po di ressa e di sudore, con i consueti voli dal palco ed i cori tutti abbracciati. Purtroppo conoscendoli molto poco mi limito a scrivere l’ottima impressione che mi hanno fatto e la bella atmosfera che hanno creato, senza poter dire se hanno suonato meglio o peggio delle altre volte, dalle facce comunque mi sembravano soddisfatti. Finisce tutto presto e mi fiondo in branda che domani si replica.

Ammetto che era un po che aspettavo il secondo giorno del festival, gli Street Dogs li ascolto da quando si sono formati, ed ho una gran voglia di rivedere i gruppi che apriranno la serata. Purtroppo anche stasera non c’è il pienone, anzi (ma che??), però cazzo ad un certo punto vedo Fuvlietto con la sua reflex, ed ovviamente con Elena, ed alla spicciolata iniziano ad arrivare amici dalla Toscana, dall’Emilia, dal Piemonte etc., insomma ci sono un sacco di belle facce.

Iniziano i Mad Beat con una bomba al posto della batteria e via con il loro energicissimo punk rock tutto nervi e Joe Strummer, primo live in assoluto per il nuovo bassista/manager Stefano (daje cumpa’), siamo purtroppo pochi a goderci sta botta di concerto, ma loro non si tirano indietro manco a pagarli, e riescono sempre ad emozionarmi. Ad un certo punto salgono anche Reb e Andrea degli Andead a fare un pezzo dei Rancid (raga’…non ricordo quale…) e concludono tra gli applausi, come sempre!

Subito dopo tocca agli Andead, gruppo che avevo visto mille anni fa prima dei Klasse Kriminale e Old Firm Casuals, ma purtroppo, essendo arrivato a concerto iniziato non me li sono goduti per bene, sto giro invece devo dire che mi hanno ben impressionato, precisi e capaci, grintosi, sembrano una navigata band d’oltreoceano (suonano comunque da 10 anni, mica cazzi) da come stano sul palco, ed il loro robusto punk rock mi è piaciuto molto, applausi anche per loro.

Finalmente poi arriva il turno di Mike e soci, li ho visti sia nel locale grande (Rolling Stone) che al mega concerto all’aperto, ma secondo me la loro dimensione ottimale è questa: palco piccolo e gente a 10 cm., come mi confermerà poi Reb anche loro sono di quest’idea, e subito dalle prime note mi prende sta sensazione stupenda che solo i pezzi come “free”, “2 angry kids”, “Tobe’s Got a Drinking Problem”…insomma tutti mi sanno dare. Ad un certo punto anche il Cannuccia abbandona le redini del mixer e viene giù a godersi lo spettacolo, i kids sono entusiasti e come sempre la magia finisce troppo presto.

Concerto per me tra i migliori di sempre da parte dei bostoniani, ed un ringraziamento di cuore a chi non molla un centimetro ed organizza serate che rimarranno per sempre nella testa di tutti. Qui di seguito il mio piccolo contributo fotografico, da pessimo fotografo amatoriale mi sono accorto di aver lasciato gli ISO troppo alti, quindi foto peggio del solito…Reb sta serata ti tocca rifarla.

 


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