Rumatera, festival e musica punk made in Italy: due chiacchiere con Jen Razavi

Rumatera, festival e musica punk made in Italy: due chiacchiere con Jen Razavi
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Cosa passa per la testa di una punk rocker californiana durante un tour estivo con un gruppo veneziano? Intervista a Jen Razavi, chitarrista dei BOMBPOPS, dopo l’esperienza in giro per l’Italia con i Rumatera.

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Ciao Jen, è un piacere parlare con te! Abbiamo visto una delle tue performance con i Rumatera ed è stata fantastica! Siete riusciti a trasmetterci un sacco di energia! Effettivamente siamo molto curiosi di saperne di più sulla vostra collaborazione: come hai conosciuto i Rumatera?

Ciao! Grazie per le belle parole sullo show. I Rumatera riescono a mettere in piedi dei live estremamente energici, per questo penso che la nostra sia stata una bella collaborazione.

Ho conosciuto i Rumatera a Los Angeles: io e la mia band, The Bombpops, suonavamo in club, loro ci hanno visti e siamo stati presentati da un amico in comune. In quel momento non avevo idea di chi fossero i Rumatera né perché stessero a Los Angeles; pensavo fossero solamente dei ragazzi simpatici che suonavano in un gruppo. Ci siamo scambiati delle informazioni e niente più. Solo pochi giorni dopo mi hanno contattata per sapere se fossi disponibile a partecipare al loro programma TV, The Italian Dream, che avrebbe potuto darmi la possibilità di andare in Italia in estate e suonare con loro. Sembrava un’esperienza molto divertente, dalla partecipazione come concorrente fino alla possibilità di vincere e fare una vacanza prolungata in Italia.

Chi di voi ha deciso di iniziare a suonare insieme? Tu o loro?

In realtà è stata una decisione che abbiamo preso entrambi. Loro hanno scelto me per suonare con loro, ma poi spettava a me accettare. Ci ho dovuto pensare un po’, non conoscevo questi ragazzi, non conoscevo la loro band e avrei dovuto lasciare la mia casa e il mio gruppo per molto tempo. C’era molto su cui riflettere, ma sono sicura che per loro sia stato lo stesso. Detto questo, se mi stai chiedendo chi ha deciso in primis, sicuramente sono stati loro!

Com’è stata questa esperienza? È successo qualcosa che non ti saresti mai aspettata?

È stata una delle più belle esperienze della mia vita. Mi piace molto viaggiare e ho fatto diversi tour con la mia band, The Bombpops, ma questa diversa modalità di girare e di esibirsi è stato qualcosa che non avevo mai fatto prima. Quando sono in tour con i Bombpops, tocchiamo una città a sera, poi ci spostiamo per vedere altre città e paesi, ma solo per poche ore. Vivere in un altro paese è qualcosa che avrei sempre voluto, che non ho mai avuto la possibilità di fare. Quindi questa per me era l’occasione perfetta.

Devo dire che sono successe molte cose che non mi sarei aspettata, ma niente che mi abbia eccessivamente scioccata. Le cose che più mi hanno stupita sono state le piccole sfumature legate alla vita italiana di tutti i giorni, alle quali poi mi sono abituata. Ad esempio, il doppio o triplo bacio alle persone quando ci si saluta! Era molto strano avvicinarsi così tanto alle persone quando facevi la loro conoscenza o le incontravi, in America non facciamo così.

Hai sicuramente avuto la possibilità di vedere diversi parti dell’Italia! Hai conosciuto altre punk rock band italiane?

Sì, ho viaggiato un po’ mentre ero in Italia. Ovviamente ho viaggiato con i Rumatera, ma anche da sola e con le persone che sono venute a trovarmi dall’America.

Amo il punk e sono sempre alla ricerca di nuove band. Prima di venire in Italia conoscevo solo pochi gruppi italiani, come The Manges e Teenage Glue Sniffers.

I Rumatera mi hanno fatto conoscere gruppi come Latte +, Derozer e Peter Punk. Il mio ragazzo è venuto a trovarmi a luglio; lui è un tatuatore ed è stato ospite da IV Dimensione, il tattoo shop di Stefano Fabretti a Treviso: lì ha lavorato con Stefano ed Ettore dei Peter Punk. È stato fantastico parlare di punk rock con loro. Stefano ed io andavamo molto d’accordo perché entrambi andiamo pazzi per la Fat Wrech/Epitaph. Mi piace molto anche l’altra sua band, le Cattive Abitudini, che fanno canzoni in quello stile SoCal skate punk che adoro.

Ho anche conosciuto molti gruppi interessanti al Bay Fest di Rimini. Sono stata lì con il mio amico Michael Marti dei The Gamits; lui ha un fantastico negozio di chitarre a Berna, in Svizzera, che si chiama Yeahman’s Vintage and Used Guitars (fortemente consigliato: da lui avevo comprato una Gibson Melody Maker del 1989). Michael è stato nella scena punk italiana per anni e mi ha suggerito diversi gruppi. Mi sono piaciuti molto The Vaseliners di Vicenza, che fanno un pop punk molto figo. Poi, sempre al Bay Fest, ho visto Honey, Slander e Coffee Shower. Ho anche conosciuto band che spaccano come Cocks, KillTime e Onoda. Poi c’è un gruppo spassosissimo di Bergamo, i Cornoltis: ragazzi molto simpatici che fanno canzoni orecchiabili che ti restano in testa. Non riuscivo a capire i testi ma Giorgio me li ha tradotti: effettivamente fanno della roba molto divertente.

Cosa ci racconti del pubblico dei vostri live? Hai notato qualche differenza tra loro e la gente di altri paesi?

I fan dei Rumatera sono fantastici. Credo che la differenza più grande tra loro e il pubblico dei miei live o di quelli a cui vado, sia negli USA che in altri paesi, sta proprio nel motivo per cui seguono i Rumatera. Io vado ai concerti punk rock perché amo i guppi punk, così come la maggior parte delle persone che ci va. I fan dei Rumatera sono diversi perché, secondo me, molti di loro non amano il punk rock in sé; loro adorano i Rumatera sia per quello che cantano, sia perché lo cantano in veneziano. Sono fieri di loro e li percepiscono come la ‘loro’ band. Non so se queste persone se ne rendano davvero conto, ma i Rumatera per loro sono molto più di un gruppo. E i Rumatera sono così anche per loro stessi.

 

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Quali sono le cose che non dimenticherai mai di questo paese?

Ci sono molte cose dell’Italia che non dimenticherò mai, ma devo dire che i valori della famiglia e della comunità sono ciò che rimarrà con me più di tutto il resto. Per esempio, la cultura del cibo in Italia è diversa da quella a cui sono abituata: quando la gente mangia, lo fa dando il giusto tempo e apprezzamento, e questo mi piace molto. La tavola è sempre aperta a tutti gli amici e familiari. I pasti sono lunghi, ma questo non riguarda il semplice atto del mangiare; si tratta di passare del tempo prezioso con le persone con cui condividi quel momento. Almeno, questa è stata la mia esperienza con i Rumatera, i loro amici e familiari, e ai festival ai quali abbiamo partecipato.

Suonerai ancora con i Rumatera in futuro? O forse produrrete qualcosa insieme?

I Rumatera ed io collaboreremo sicuramente in futuro. Siamo molto compatibili e non vedo l’ora di ricominciare a lavorare con loro.

Ma ora parliamo di te! Suoni in un gruppo californiano, i Bombpops: raccontaci un po’ voi! Che musica suonate? Quando avete iniziato a suonare insieme? Farete qualche nuovo disco?

Grazie per avermelo chiesto! Siamo una band pop punk/skate punk di San Diego, California: questa è la città in cui io e Poli, l’altra ragazza della band, siamo cresciute. Entrambe suoniamo la chitarra e cantiamo, mentre Neil suona il basso e Josh la batteria. Poli ed io abbiamo fondato la band nel 2009, ma le cose hanno iniziato a muoversi più tardi. Abbiamo fatto il primo tour in Europa l’estate scorsa e abbiamo appena finito di registrare un nuovo album. Volevamo assolutamente finire la registrazione prima che io partissi per l’Italia, a maggio, e ce l’abbiamo fatta! Siamo molto contenti del risultato, e molto probabilmente tra poco uscirà: quindi occhi aperti! Adoro il mio gruppo, sono i miei migliori amici. Abbiamo suonato un bel po’ in giro per gli States, accanto a gruppi come NOFX, Bad Religion, Descendents, The Queers, No Use for a Name e un sacco di altre band con cui siamo cresciuti. Quindi, in un certo senso, questa band per noi è come un sogno diventato realtà.

Cos’hanno in comune i Bombops e i Rumatera?

In realtà siamo simili in molte cose. Direi che la cosa che più ci accomuna è il nostro senso dell’umorismo: i Rumatera amano gli scherzi stupidi, e noi anche! Poi, loro sono molto amici ed è lo stesso rapporto che c’è nella mia band.

Allora forse in futuro vedremo i Rumatera suonare con voi negli USA!

Beh, sarebbe divertentissimo avere qui i Rumatera e spero ci sarà un tour con i Bombpops e i Rumatera in Italia!


Commenti (2)

  1. Maurizio Motta ha detto:

    Teenage Gluesniffers ora siete famosi pure oltre oceano? Quando la annunciate sta firma con la Fat? 🙂

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