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SCARS OF TOMORROW: Rope tied to the trigger

SCARS OF TOMORROW: Rope tied to the trigger
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SCARS OF TOMORROW: Rope tied to the trigger

Nuovo interessante esordio in casa Victory, etichetta il cui marchio hardcore sembra essersi sfumato col tempo vista la quantità impressionante di band propense ad altri generi musicali.
Ma ora parliamo degli Scars Of Tomorrow, provenienti dalla famosa Orange County e autori di un disco il cui impatto lascerà di sasso parecchi di voi. Violenza e devastazione, queste le prime caratteristiche di un lavoro che va oltre i classici schemi del metalcore odierno, grazie a soluzioni care a band seminali della scena hardcore più oltranzista come Hatebreed e All Out War per citare qualche nome.

Quello che impressiona maggiormente è la qualità della produzione, affidata a un nome noto della scena statunitense come Kurt Ballou dei Converge, in grado di tirare fuori quei lati estremi tanto cari alla band. Proprio lo stesso Kurt in un’intervista li definì come una delle migliori band squat-hardcore, per la loro grande capacità di fottersene di tutto e tutti sfornando canzoni degne di nota.
Sante parole, perché ogni brano di “Rope tied to the trigger” sembra essere un potenziale singolo; se la devastante “To watch you burn” vi darà il personale benvenuto della band in un mondo nero e poco rassicurante, il restante lotto di brani riuscirà a scuotere quegli istinti animaleschi e privi di sentimento instaurati dentro di voi. “Rope tied to the trigger” ha un grosso vantaggio rispetto alla maggior parte delle produzioni metalcore odierne, quello di non annoiare dopo due soli brani grazie a soluzioni studiate e decisamente ben riuscite.

Per facilitarvi le idee i paragoni fattibili sono con Meshuggah e Darkest Hour per l’invidiabile tecnica compositiva dei singoli musicisti e quel filone di band scandinave autrici di un death metal fortemente contaminato dal new metal odierno, Shadows Fall in testa.
Le liriche semplicemente brutali non lasciano respiro, pronte ad aggredire al minimo tentennamento e abili nell’avvicendare passaggi growl a toni più melodici scuola Deftones.

Un gruppo che merita assolutamente rispetto a mio modo di vedere, creato per scatenare deliri collettivi on stage e autore di uno dei dischi più belli del 2004. Consigliato vivamente agli amanti di quelle band ultra tecniche e brutali in voga oggi.
Voto: 9

Tracklist:
01 To watch you burn; 02 Abandonment; 03 As we choke; 04 Suffocating words; 05 Will hell arise; 06 Reflections; 07 From my existence; 08 Break the fall; 09 The face of fear; 10 In dying days; 11 Design your fate


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