Sick Of It All + Angel Dust – Live Report

Sick Of It All + Angel Dust – Live Report
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soia bloom

Un martedì sera di primavera il Bloom, con Hub Music Factory, ci offre questa splendida serata ed eccomi per la terza volta in 9 mesi ad un concerto dei Sick Of It All.
Ad aprire ci sono gli Angel Dust, band hardcore proveniente da Baltimora. Molto aggressivi, richiamano l’HC punk americano degli anni ’80 e fanno una mezz’ora buona di show, ritmi alti e poche pause. Nella setlist infilano anche una cover di Nervous Breakdown dei Black Flag e chiudono ringraziando un pubblico che, a dirla tutta, si era mostrato molto freddo.

Dopo una pausa e una birretta arriva il momento del quartetto di New York. Si presentano tutti con il classico outfit, con Lou che indossa una particolare maglietta dei Bad Brains completa di Black Flag logo: serata puramente hardcore.
L’inizio è targato dal classico Good Looking Out e si scatena l’inferno. Per tutta la serata il locale sarà una vera e propria bolgia con stagedivers e crowdsurfers che spuntano da tutte le parti. Purtroppo, come all’ultimo concerto dei SOIA a cui avevo assistito, non mancano neppure gli infortuni. Intanto sul palco, tra un DNC e uno Scratch The Surface, Lou e compari si avventurano in espressioni italiane (“grazie mille”, “faccia di pomodoro”, e qualcun’altra più colorita) raccogliendo applausi a destra e a manca.

La dimensione ridotta del locale aiuta molto la resa della loro esibizione e ci si diverte sia coi cori di Call To Arms che con la violenza di Machete.

Chiudono con Built To Last per poi essere richiamati sullo stage per un’ultima US vs Them, fortemente invocata dal pubblico. Molto bella la scena finale in cui tutti i componenti della band si fermano a dare la mano a ogni singolo fan trepidante accalcato in transenna.

 

[ Photo by Amanda Milan ]


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