SIDE ONE DUMMY

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Joe Sib è un visionario. Joe Sib sembrerebbe un pazzo. Del resto la sua storia è un classico esempio di sogno americano realizzato: parti da un garage con un amico per pubblicare un disco che nessuno vuole e ti ritrovi a vendere milioni di dischi in tutto il mondo in una maniera completamente indipendente.

Ecco allora che Joe Sib non sembra più tanto pazzo, ma solo un innamorato folle della sua musica e di questa creatura ormai adulta e che porta il nome di Side One Dummy. Noi, in occasione del compleanno della creatura, abbiamo fatto due chiacchiere con il “papà”; non ci sembrano le parole di un pazzo, anzi verrebbe quasi da sperare che anche dalle nostre parti vengano fuori matti così.

 

 

Ci potresti dire come e quando è “nata” Side One Dummy?

Side One Dummy è nata da un uovo! No, scherzi a parte, l’etichetta è nata perché una band chiamata Wax è stata buttata fuori dalla Virgin records. Noi, ci suonavo anch’io ovviamente, eravamo un gruppo punk con un album punk pronto, ma l’etichetta non sapeva cosa farsene dei Wax e della loro musica, così ci hanno messo alla porta. L’unica cosa che potessimo fare era farlo uscire per conto nostro.

 

Quali sono stati fino ad ora i dischi e i gruppi che vi hanno dato più soddisfazione in termini di vendite?

Beh, il nostro più grosso successo, e ogni anno si rinnova, è la compilation del Warped Tour. Le band con le quali lavoriamo bene sono parecchie, ma la più importante a livello di vendite oggi sono i Flogging Molly.

 

Ti è mai capitato di ricevere qualche “proposta indecente” di acquisto dell’etichetta da parte di una qualche major? E se si, come vi siete comportati?

No, non è ancora successo niente di tutto questo. E ti dirò di più: non penso che possa capitare, almeno nel breve periodo: non credo che alle major interessino le nostre bands, e di sicuro non gli piace la musica di cui ci occupiamo

 

Se dovessi scegliere tre dischi che rappresentano al meglio la Side One Dummy fino ad oggi quali sceglieresti? C’è qualche lavoro di cui sei orgoglioso più di altri?

No, non puoi chiedermi di fare una scelta simile, sono orgoglioso di tutte le cento uscite che abbiamo fino ad oggi. Per me che ho visto nascere ogni progetto sono tutti speciali, e tutti contribuiscono a rappresentarci al meglio.

 

Guardando il catalogo della label verrebbe da pensare che ti piaccia molto sia il rock che il folk: è così? Quali sono i tuoi gruppi preferiti al di fuori di quelli che hai messo sotto contratto?

Ascolto veramente qualunque cosa, da Bob Dylan ai Germs, e mi piace tutto quanto. La musica è parte integrante da sempre della mia vita, è nel mio sangue, e non sto molto a guardare se una cosa è “rock” o “folk”o “metal”, basta che mi piaccia. Del resto basta guardare i gruppi che abbiamo nell’etichetta; ci puoi trovare di tutto, l’importante è che facciamo buona musica.

Eh si, lo avevo notato: cosa ricerchi in un gruppo? Oltre alla “buona musica” di cui mi accennavi prima ci devono essere delle altre qualità per convincerti?

Tutto quello che noi cerchiamo è avere una “connessione” tra il gruppo che suona ed il suo pubblico. Le persone che vogliono lavorare su questo sono le migliori, e credo sia una delle qualità fondamentali per ottenere un qualunque risultato.


Ti è mai capitato di avere la possibilità di mettere sotto contratto un gruppo e poi, non avendolo fatto, vederlo avere successo altrove?

Generalmente no, fino ad oggi siamo stati abbastanza fortunati e tutti i gruppi con i quali volevamo assolutamente lavorare sono adesso nel nostro roster. Non ho frustrazioni di questo genere, almeno fino ad oggi. Non ne abbiamo perso nessuno!

 

Quale sarà secondo te il ruolo di un’etichetta discografica nel prossimo futuro, quando il download (legale o illegale) diventerà il modo principale di fruire la musica?

La gente vuole la musica gratis. Un giorno, credo, lo sarà davvero. Noi stiamo solo cercando di trovare un modo per rendere sia chi fa la musica e sia chi la ascolta felice. Se guardo al futuro lo trovo molto stimolante, ma solo le etichette che abbracceranno quello che il futuro detterà sopravviveranno.

Come ti immagini sarà tra dieci anni la Side One Dummy?

Forse nella maniera più semplice e banale possibile: mi piacerebbe vederla ancora in giro a lavorare e a cercare di far conoscere il più possibile la musica che noi amiamo.

 

Oltre a gestire l’etichetta hai pensato bene di avere anche un programma radiofonico (e su internet) dove parli e suoni davvero di tutto. Quale delle due cose trovi più stimolante?

Sono due cose molto diverse e mi piacciono entrambe moltissimo; mi coinvolgono in maniera molto differente ma non c’è una cosa che preferisco rispetto all’altra. Ecco, vorrei solo avere più ore al giorno, così potrei dedicare più tempo a tutte e due le cose!


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