SMASHROOMS: Rest in War

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SMASHROOMS: Rest in War

Ci sono le grandi città dove le band son sempre tante, le scene sono molteplici e a volte pure divise, ma le grandi città sono poche. C’è Torino, Milano, Roma e via via poche altre.
Poi ci sono le medie e piccole città, dove la scena o non c’è o è piccola. E nel piccolo, nella debolezza l’unione (anche tra generi lontani dal Punk) non solo è consigliata, ma è necessaria. Questo però non basta.

Ci vuole lo zoccolo duro difficile da creare, ma più facile e più utile è l’aver una band, giovane che sappia fare da traino.
Ecco per me ora come ora gli Smashrooms questo stanno facendo, l’albero è cresciuto e se sapranno resistere qualche anno (le morti son sempre dietro l’angolo) sapranno raccogliere i frutti, non solo per loro, ma per la scena bresciana.

Gli Smashrooms sono la band dove suona e canta GAB (RebelKids zine e Epidemic Records) e questo è finalmente il loro secondo album. Perché finalmente? Perché era tanto tempo che desideravano l’uscita di qualcosa che rappresentasse il loro attuale suono, infatti abbandonato il punk rock si son dati ad un potente, ma a tratti melodico hardcore.
Canzoni tutte in inglese e musiche che alternano pezzi più cattivi e duri in stile New Yorkese ad altre più melodiche.
Molto spazio ai suoni che fan alzare di molto la lunghezza delle canzone, il suono è maturo, l’album è completo, il prezzo basso. 10 canzoni, 15 label DIY (tra cui Il Complotto, Basura, New Direction, Klas, Still Screaming, Columna hardcore e tante altre) 31 minuti e prezzo sotto gli 8 euri. Consigliato. Andateveli a vedere nei live e poi agite!


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