STIFF LITTLE FINGERS

Gli SLF sono probabilmente la punkband alla quale sono più devoto… non solo per questioni personali ma anche perchè li considero almeno 5 spanne sopra la media delle punkbands settantasettine. Carisma da vendere (il loro leader Jake Burns è una delle menti più geniali del punkrock capace di scrivere testi mai scontati e allo stesso tempo di forte impatto), pezzi diretti e melodie da cardiopalma… gli Stiff Little Fingers sono uno dei gruppi più sinceri che la scena punk abbia mai offerto.
Estrapolando il nome da una mitica song dei Vibrators, gli Stiff cominciano subito l’attività live nella loro città natale, Belfast, diventando in breve la miglior punk band Nord Irlandese… ma, a differenza degli svariati gruppi londinesi dell’epoca, dediti a cantare la violenza, la rabbia e la noia del crescere senza futuro, gli SLF d raccontano il disperato periodo che si viveva in irlanda del nord, dove fazioni cattoliche e protestanti si facevan guerra senza tregua… la loro musica fu infatti sempre tendenzialmente politica, anche se da il termine “politica” è da intendere con un’accezione un pò diversa… Sono stati capaci di miscelare rabbia e melodia creando dei veri e propri anthems quali “Nobody’hero”, “alternative Ulster”, “Suspect device” e la lista sarebbe lunga….. insomma vere e proprie chicche ancora oggi ricordate tra i migliori pezzi che il (chiamiamolo) punk 77 ricordi….

Fu proprio Suspect Sevice la title track del loro primo singolo interamente autoprodotto per la loro stessa etichetta “rigit digit”. E’ l’agosto del 1978 quando l’organico viene convocato nella madre patria del punk77… Londra… ogni membro della band lascia il proprio lavoro per rincorrere l’avventura che stava per iniziare. Ed ecco che, due mesi dopo, sfornano il loro secondo singolo “Alternative Ulster” per la Rough trade…. il singolo conteneva nella b-side “78 revolution a minute” che rimane, a mio modesto parere, una della perle del punk d’annata….. incisiva-diretta-veloce-melodica con cori da lacrime…. mentre per quanto riguarda la title track… dire che ormai è diventata leggenda sembra poco….

Nel 1979 cominciano i primi assestamenti d’organico…. il batterista viene sostituito con un amico d’infanzia del leader Jake Burns, tale Jim Reilly e con lui uscirà il primo attesissimo lp, nel febbraio dello stesso anno…… “Inflammable Material”… un capolavoro contenente oltre alle a-sides dei primi due singoli anche altre perle come Barbed Wire Love, BreakOut ecc… stupendo… un disco di sicuro impatto, con un qualcosa in più a distinguerlo dal classico stile punk… ruggente e vibrante ma anche capace di grande melodia….

Escono successivamente altri due singoli ( Straw dogs e Gotta get away) e, nel 1980, il secondo album “Nobody’s heroes”, quello che, è a parere del sottoscritto, uno dei 5 migliori album punk di tutti i tempi…. Sfiora la perfezione… 10 canzoni… una diversa dall’altra… nessuna caduta di tono…. potenti e decise, un connubio di rabbia, velocità e melodia…. Gotta gettaway, Fly the Flag, Tin Soldier, una stupenda cover di “It doesen’t make it all right”….. e naturalmente la title track….. senza ombra di dubbio…. grandi testi, liriche da lacrime, che superano il solito cliquè punk…. davvero un album con una marcia in più….. canzoni ancora attualissime e tutte di altissimo livello.

Buoni anche i due successivi lp, Hanx e Go for it che, pur privi della verve che aveva caratterizzto i primi anni del gruppo, non sfigurano affatto se paragonati ad altre produzioni punk degli ottanta….

La band è tutt’ora attiva e ha continuato sebbne non sempre con costanza a sfornare cd, soprattutto live, di buon livello anche se non più eccelsi come i precedenti… probabilmente quello che merita di più è “Flags and Emblems” che contiene ancora qualche pezzo di successo… “No Surrender” su tutti….. ma come spesso accade, si preferisce ricordarli per quelli che sono stati i loro esordi più che per il continuo scimmiottare se stessi degli anni ottanta o per i nuovi mediocri lavori.

Proprio in questi giorni si sono riesibiti all’ Holidays in the Sun a Morcambe a fianco di un altra bella squadra di stelle del 77…. e tutto lascia presagire ad un grande ritorno…..

Ad ogni modo ordino a tutti l’ascolto di almeno i primi due album che sono senza dubbio un must per ogni punk che si rispetti…. e, come avrebbe detto Jake vent’anni fa, ….. Be what you are! Be what you are! Be what you are!

JAKE BURNS Intrappolato in un Intervista esclusiva

A cura di Bassel e Deka

Quando il Deka mi ha telefonato dicendomi di avere l’aggancio per intervistare Jake Burns ho avuto un momento di crollo psicologico… un po’ come la ragazzine che puoi toccare la mano di nick dei backstreet Boys…. Per uno che ha dato nome alla propria etichetta Be What You Are! Dopo aver sentitoli ritornello della mitica Nobody’s hero beh intervistare chi ha dato il via a tutto non poteva che essere l’occasione dell vita…

Vorrei far notare oltre alla stupenda intervista e alle risposte di tutt’altro che frettolose che ci ha lasciato, che il mitico Jake ci ha messo la bellezza di una sola giornata per rispondere!!! Penso sia un bello schiaffo in faccia a tutte la bands alle quali da anni faccio interviste e che assumono atteggiamenti da star, rispondendo dimmerda e con mesi di ritardo!!!!!

Grande Jake, se prima era il mio preferito di sempre… ora diventa mezzo idolo!

Ciao Jake… allora cominciamo…

Stai per partire per un tour con i “Three men & Black” con JJ Burnel, Steve Diggle e Pauline Black, 3 nomi storici del punk… cosa puoi dirci sul loro conto, come avete deciso di iniziare questo progetto comune?

Ciao.. beh prima di tutto premetto che non sto lasciando gli SLF per questo tour. È solamente un progetto che ciascuno dei membri coinvolti ha pensato potesse essere divertente. Conosco JJ da anni, l’ho incontrato la prima volta quando Hugh Cornwell si trovava in prigione nel 79/80 e mi aveva chiesto di cantare qualche canzone con gli Stranglers al Rainbow Theatre di Londra. Siamo stati amici da sempre. Pauline invece era nei 2-Tone che ed essendo loro distribuiti dalla Chrysalis, l’etichetta degli SLF verso la fine dei 70 primi 80, abbiamo avuto occasione di conoscerci anche se poi ci siamo persi di vista. Sarà fantastico ritrovarci ancora! Steve, non l’ho mai conosciuto sfortunatamente!! Veramente non sono sicuro di come verrà fuori questo tour! Ho avuto una telefonata da un amico comune di JJ che mi ha chiesto se potevo essere interessato ad una cosa del genere e l’unica cosa che so è che ora sto partendo per un tour. Dovrebbe essere molto divertente… spero!

Potresti descriverci in cosa consisterà questo tour? In altre parole, questa raccolta di canzoni e storie che di cui avete fatto esperienza durante la vostra carriera?

Praticamente ciascuno i noi suonerà circa 5 canzoni acustiche e racconterà delle storie relative alle canzoni, ma anche storie di strada e stralci della nostra avventura nel “music business”… raccontando storie e tentando di non mentire!!!!

Cosa pensi di poter ancora offrire alla scena musicale che tu non abbia già offerto durante gli anni della tua carriera? Pensi sia ancora possibile mandare messaggi validi e con un vero significato senza ricalcare i soliti schemi musicali?

Assolutamente!! Penso che fintanto che ci sarà qualcosa che offenderà il mio senso di giustizia sarò in grado di scrivere canzoni. Questo è ciò che mi ha ispirato inizialmente e sfortunatamente cìè ancora troppa ingiustizia al mondo. Sinceramente non so cosa ho portato alla “scena musicale” anche perché non penso di averne mai fatto parte! Gli SLF non hanno mai cercato di fare giochetti con la moda e questo probabilmente ha influito con una mancanza di immagine e di coinvolgimento col grande pubblico. Fortunatamente noi continuiamo a portare genuinità e freschezza ovunque andiamo a suonare. E questo è già abbastanza per me.

Potresti descriverci la tua esperienza più eclatante con gli SLF?

Hm, probabilmente anni fa. Non molto dopo aver finito il primo album tornai a Belfast per una piccola vacanza. Ero ad un party con degli amici e ciascuno di noi aveva bevuto un po’. Un ragazzo che io conoscevo solo vagamente venne verso di me e piangendo mi disse “Lo sai, stavo pensando di “joining the UDA”, poi ho sentito la tua canzone “Wasted Life” che mi ha cambiato la vita completamente.. grazie”. E se ne andò. Quello fu probabilmente la cosa più forte, così, una canzone che scrissi poteva aver cambiato la vita di quel ragazzo in meglio. Ne sono davvero orgoglioso.

Circa 25 anni di concerti, produzioni e rock…una vita completamente devoluta alla musica…cosa ti ha portato a questo..più il desiderio di cantare e suonare o quello di comunicare qualcosa?

Mai il desiderio di cantare! Se sono diventato il cantante è solo perché nessun altro nel gruppo voleva farlo!! Io ho sempre voluto suonare la chitarra da quando vidi Rory Gallagher in televisione quando avevo 13 anni..il voler comunicare qualcosa invece venne dopo aver ascoltato i Clash e aver realizzato che avrei dovuto scrivere canzoni circa la mia vita e non facili pop-song (non che ci sia niente di sbagliato nello scrivere canzoni facili, solo che non fanno per me)

Quale band della scena punk 77 consideri la più valida?

I Clash! Senza ogni dubbio! Canzoni veri su persone vere! E un cuore in Joe Strummer che continua a battere!

Quale è stato il tuo album preferito. E quali le canzoni che hanno significato di più per te?

Tra i nostri.. direi GO FOR IT e più recentemente “Hope ST.”.. Di altri artisti “The Clash” dei Clash. Fu proprio una strada verso damasco per me non li potrò mai ringraziare abbastanza. M anche “This Year’s Model” di Elvis Costello. L’ho ascoltato giusto ieri per la prima volta dopo tanto tempo e non riuscivo a credere a quanto suonasse nuovo!

Nelle tue canzoni c’è sempre una grande attenzione al testo..spesso sono a sfondo sociale o politico o hanno a che fare con sentimenti e sensazioni..quale pensi sia il segreto, come può una canzone diventare un inno, un anthem per migliaia di kids?

Non penso ci sia alcun segreto. Come ho detto prima, anzi penso che essere onesti in una canzone sia la cosa più importante da fare, e questo significa essere onesti verso se stessi prima di tutto. Penso che nessuna di quelle canzoni sarebbe suonata vera e avrebbe significato così tanto per le persone se io per primo non avessi creduto così tanto in quello che scrivevo e cantavo.

Da quando avevo 15 anni una delle cose che si è impressa in me come un marchio fu quel “Be What You Are!” ripetuto in No Body-s Hero….cos’ha significato quella canzone per il tuo gruppo allora? Pensi che con il tempo determinati concetti abbiano perso il loro significato e siano diventati solo retorici o che al contrario continuino ad essere validi?

Quella canzone fu scritta in reazione al comportamento delle persone nei miei confronti appena abbiamo cominciato a diventare “famosi”. Improvvisamente le persone si comportavano con noi in maniera diversa. Tutto quello che volevo dire era che OGNUNO nel pianeta ha un ruolo e noi siamo tutti importanti. Non tutti possono essere un giocatore di calcio o una rock star, ma loro non sono le persone più importanti al mondo, se i tuoi tubi hanno una crepa..c’è un idraulico! Se stai poco bene..c’è un dottore! Tutto quello che voglio dire è che le persone hanno diversi compiti e noi dovremmo sentirci a nostro agio qualunque sia il nostro ruolo e se così non fosse cercare di cambiarlo. Tu hai un solo colpo in questa vita e io credo che ciascuno debba sprecarlo per ottenere il massimo. Per questo penso che quella canzone sia valida oggi come quando la scrissi.

Tempo fa in Italia si andava dicendo che gli SLF avessero voltato le spalle al punkrock e ai loro fans per giocare il ruolo della classica rock band… confermi questo gossip? E allora cosa mi dici dei vai “Holidays in the sun” ed eventi come questi?

Le etichette sono noiose! La maggior parte delle persone che si appella alle etichette lo fa per il bisogno di appartenre ad un gruppo… Io ho sempre creduto che gli Stiff Little Fingers sono gli Stiff Little Fingers. Se qualcuno vuole vederci come come una punkband è ok ma non provare a fermarmi dallo scrivere canzoni che non vengono percepite come “punk”.. è proprio questa maniera di pensare con il paraocchi che ha causato la prima morte del punk. Allo stesso modo se non ci vuoi pensare come un punk band è lo stesso… Io sto facendo questo da 24 anni circa e ho visto un più “punk” con la cresta diventare dei manager di banca di quanto le persone in genere possano diventarlo. Dunque non ditemi cosa è e cosa non è “punk”. Io so quello che significa per me, che è già più di quello che le persone sappiano di solito. E Holidays in de sun non è altro un posto divertente in cui suonare. E questo è tutto quello che deve essere!

C’è qualche concerto che non dimenticherai mai?

Non uno in particolare… Mi ricordo di Toronto, Chicago, Santa Ana, New Castle, New York, Aberdeen, London, The Basque region, Dublino, Belfast… dopo tutto questo tempo ce ne sono così tanti.. mail mio favorito di tutti i tempi è stato al Barrowland ballroom a Glasgow..

In tanti anni di musica le vostre canzoni hanno spaziato generi diversi… dal punkrock al reggae all’hard rock …. Pensi che il classico destino di una band è di evolversi e cambiare o che sia più coerente restare sempre nel solito trend musicale?

Penso dipenda da persona a persona… per me se non ci si muove dal proprio guscio si muore ma per altri magari suonare le stesse cose può avere un senso. Probabilmente sarei stato un uomo più ricco se avessi prodotto “Inflammable material part 1, 2 , 3, 4, ecc” … ma sarei stato probabilmente solo un bugiardo….

Continui ad avere interesse nell’ascoltare le nuove entrate del punkrock e del rock in generale? Secondo te ci sono ancora dei gruppi validi o pensi che la scena musical offra poche alternative?

Non riesco a credere a quante grandi giovani band ci siano qui fuori al momento. E questa è la cosa più difficile per me: prestare attenzione a tutte. Ho comunque capito che il mio toco musicale si è ampliato enormemente negli anni e io ora non ascolto più esclusivamente rock bands c’è molta altra musica da provare e cercare! Tra le nuove bands beh amo l’ultimo album degli ASH “free all angels” e questo non soltanto perché sono dll’irlanda del nord! Ma ammiro anche scrittori di canzoni coem Aimee Mann di cui il nuovo album “Bachelor N°2” contiene qualche gran bel pezzo davvero!

Cosa pensi che gli SLF abbiano in comune con l’ondata del 77 e cosa d’altro canto vi ha sempre distinto dalle varie bands settantasettine?

Un’attitudine ed un lasso di tempo. Cosa ci ha distinto penso sia il fatto che abbiamo sempre cercato di essere onesti con noi stessi e con il nostro pubblico fermandoci prima di diventare solamente uno spettacolo da cabaret GRANDE!!! N.d.Bassel)

E’ facile trovare il nome SLF accanto a quello delle prime e migliori OI! Bands… ti senti o sei sentito parte di questo movimento?

Come ho detto prima, sono problemi delle persone quelli di darci un’etichetta. Io sono contento finchè i nostri fans si divertono e condividono quello che facciamo ma non penso sia carino metterci alla stregua di bands i cui fans ci trovano “un tentino troppo soft” o che vogliono ascoltare solo il primo album!!! Se è così statevene tranquilli a casa e ascoltatevelo!!! Ma allo stesso modo non mi troverei bene nella categoria di hard rock band perchè penso non centriamo molto comunque…

Sei stato più volte in Italia… cosa ti ricordi? La tua ultima esibizione qui con gli SLF avvenne 5 anni fa… che idea ti sei fatto della partecipazione dei ragazzi della penisola?

Mi ricordo che alcuni shows furono grandiosi (Ciao bologna!) e altro furono meno buoni… Il mio ricordo più nitido è quando i hanno rubato tutto fuori dal nostro hotel a Milano. Fortunatamente la polizia trovò tutto pochi giorni dopo ma dovemmo suonare a Roma privi del nostro equipaggiamento e molto incattiviti…

Ho sentito parlare di un nuovo album il prossimo anno con gli stiff little fingers.. puoi confermare?

Beh speriamo di si! Le canzoni sono state quasi tutto scritte e stiamo trattando con alcune etichette per la distribuzione. Purtroppo a causa dei gravi eventi dell’ 11 settembre il nostro tour americano è stato cancellato e siamo un po’ fuori tempo.

E ci sarà un tour a promozione dell’album? E se si, toccherete l’italia?

C’è sempre un tour!!!! Mi piacerebbe troppo tornare in Italia. È il mio paese preferito al mondo!!!! ( ammetto che lavorare e avere una vacanza in italia son due cose differenti). Ho fatto diverse vacanze in Italia, vicino a Siena ed è sempre bene accetta ogni idea di tornarci. Amo il modo di vivere italiano! Dunque puoi scommetterci, se avremo la possibilità verremo di sicuro!!!!

Grazie ragazzi! Jake Burns