Strung Out + Versus The World +… – Live Report

Strung Out + Versus The World +… – Live Report
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E’ martedì sera e decido di andare nel covo di zanzare più famoso di Milano, altresì conosciuto come Circolo Magnolia. Teoricamente la serata inizierebbe alle 20.15 con Lineout (freschi di apertura ai Lagwagon alla Sbiellata Sanzenese) e a seguire For Those Afraid, ma per essere un martedì sera l’orario è troppo proibitivo per me.

Riesco a presentarmi alle 21.40, proprio mentre si stanno preparando i Versus The World. Qualche birra con gli amici e si parte: personalmente ero molto curioso di vedere questa band, soprattutto dopo l’ultimo album in chiaro/scuro uscito qualche settimana fa. E infatti la maggior parte delle canzoni sono estratte proprio da Homesick/Roadsick: title track, The Santa Margarita e così via. In mezzo ci mettono anche qualche pezzo vecchio come She Sang The Blues per poi chiudere con Our Song. Mi sono parsi molto attenti (neanche una sbavatura, come sentire il cd) e abbastanza carichi da compiacere anche chi non li aveva mai sentiti nominare. Niente di straordinario, sia chiaro, ma abbastanza per preparare l’atmosfera per gli headliner..

Gli Strung Out partono con un must: Too Close To See e si scatena l’inferno. Ormai li conosciamo, sono molto bravi a coinvolgere la folla e a farla andare sopra le righe. Cosa che accade puntualmente anche questa volta, anche se a tratti il pit si concede dei minuti di riposo a causa del caldo infernale che avvolge Milano. Scaletta piena di pezzi nuovi (ricordo tra le altre The Animal And The Machine, Rats In The Walls e Westcoasttrendkill), e di vecchi classici (Velvet Alley, Gear Box durante la quale succede letteralmente il finimondo, e Matchbook).
Suonano anche Soulmate, la cover dei NUFAN apparsa sull’album di tributo a Tony Sly, su cui vorrei aprire una piccola parentesi. Cominciano a diventare numerose le band che fanno durante un live la “loro” cover dei No Use (tra quelle che ho visto ne ho contate almeno 7) e questa cosa non può che farmi felice: sembra che i pezzi dell’anima rotta di Tony siano andati ognuno in una delle band che hanno partecipato al già citato album e riprendano vita durante i loro show… speriamo che l’omaggio continui ancora per molto.
Per il resto Strung Out da 10 e lode, aggressivi (ma non spocchiosi) sul palco e simpatici nel salutare i fan dopo il concerto. Ci allontaniamo dal Circolo felici, con le orecchie che fischiano mentre nella testa risuona ancora “..and I know that it will be alright…”.


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